Regeni, opposizione contro Tajani. Meloni: “Chiudere con l’Egitto rischia di allontanarci da verità”
di Giacomo Galanti"Chiudere canali con l'Egitto rischia di allontanarci dall'obiettivo" della ricerca della verità. Così la premier Giorgia Meloni rispondendo alle domande dei cronisti a Praga sul caso Regeni. "Siamo assolutamente determinati - ha detto - a cercare la verità su questa vicenda. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici". "Ho un pò il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi", ha concluso.
Opposizione contro Tajani
L’opposizione va all’attacco del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Con tutti i partiti, dal Pd ad Avs passando per Iv che ne chiede le dimissioni, indignati per il commento del vicepremier sulla sentenza in primo grado di ieri che ha condannato tre uomini dei servizi s…
"Chiudere canali con l'Egitto rischia di allontanarci dall'obiettivo" della ricerca della verità. Così la premier Giorgia Meloni rispondendo alle domande dei cronisti a Praga sul caso Regeni. "Siamo assolutamente determinati - ha detto - a cercare la verità su questa vicenda. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici". "Ho un pò il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi", ha concluso.
Opposizione contro Tajani
L’opposizione va all’attacco del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Con tutti i partiti, dal Pd ad Avs passando per Iv che ne chiede le dimissioni, indignati per il commento del vicepremier sulla sentenza in primo grado di ieri che ha condannato tre uomini dei servizi segreti egiziani per la morte del ricercatore italiano. "Vedremo cosa succederà nel secondo e terzo grado. Ci sono tre persone colpevoli, ma non è l'Egitto a essere condannato in quanto tale", ha detto Tajani. Sempre il ministro, è tornato stamattina sulla vicenda dicendosi stupito per le polemiche ma sottolineando che “bisogna andare avanti per scoprire gli assassini”.
Le critiche arrivano a distanza di un mese della visita proprio del vicepremier al Cairo per una visita istituzionale con tanto di photo opportunity con Al Sisi. Oltre alle gaffe sul “rispetto del diritto internazionale ma fino ad un certo punto”, sul caso Almasri e, da ultimo, il discorso sulla lunghezza delle gonne delle donne.
Duro l’intervento della segretaria del Pd, Elly Schlein: "Tajani ha perso un’altra occasione per tacere ed evitare imbarazzo al paese. Dimostra di non aver capito niente della sentenza di ieri. Nessuno può più negare la responsabilità del regime di Al Sisi. Per il responsabile Esteri e deputato del Pd, Giuseppe Provenzano “tra tutte le parole che il vicepremier Tajani poteva usare per commentare la storica sentenza sull’assassinio di Giulio Regeni ha scelto le peggiori”. Sempre per i dem, rincara la dose Debora Serracchiani: “È grave la posizione di Tajani. Proprio mentre arriva un risultato importante dalla giustizia, invece di coglierne il valore rischia di frenare, sminuire, di assolvere di fatto l’Egitto e di far fare all’Italia un grave passo indietro nella ricerca della verità”.
Per Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, le parole di Tajani sono “gravi e sorprendenti”: “Dire che 'sono state condannate tre persone, non l'Egitto', significa eludere la questione che dieci anni di indagini e di processo consegnano oggi alla politica italiana". Mentre il senatore Filippo Sensi è lapidario: “Mi vergogno come cittadino italiano per le parole pelose di Tajani sulla sentenza di ieri sugli assassini di Giulio Regeni”. Dello stesso tenore il commento del deputato Piero De Luca che parla di parole “farneticanti e molto gravi”.
Senza mezzi termini è anche l’intervento di Davide Faraone di Italia Viva: “Il ministro Tajani palesa per l’ennesima volta la sua inadeguatezza culturale, lessicale, valoriale. Tajani deve dimettersi, imbarazza l’Italia nel mondo”.
Secondo Nicola Fratoianni di Avs, “il ministro Tajani ha perso definitivamente il controllo. Non bastava il “rispetto del diritto internazionale ma fino ad un certo punto”, non era sufficiente “la lunghezza delle gonne delle donne”. Per non parlare del caso Almasri o della tragedia palestinese. Ora anche la perla sulla sentenza Regeni”. E sulle nuove parole del ministro dice: “A questo punto sono doverose le dimissioni. Quello Regeni non è stato un incidente, ma un sequestro, con tortura ed omicidio. Il governo Meloni dimostri di avere la schiena diritta se ci riesce”. "Ma a Tajani che gli vuoi dire? – critica Matteo Renzi, leader di Iv – Ormai è un meme, non è un ministro. Il suo problema è che è una persona che va all'Onu al posto di Meloni il giorno in cui dice che l'affidabilità delle donne nel 2026 si valuta sulla base della lunghezza delle gonne. Ma che gli dici?"
Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, si tratta di parole che “fanno rabbrividire e trapelano un certo negazionismo del governo rispetto alle responsabilità degli apparati del Cairo: non erano tre persone a caso, erano agenti dei servizi segreti egiziani, che il regime di Al-Sisi ha coperto, tanto che il processo che ha portato alla loro condanna si è svolto in contumacia”.
C’è poi una nota della delegazione del Movimento 5 Stelle al parlamento europeo: “Alla luce della sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni, le relazioni Ue-Egitto non possono andare avanti come nulla fosse. Chiederemo domani che la Conferenza dei presidenti approvi un dibattito straordinario sul caso Regeni da tenersi nella prossima plenaria di Strasburgo. Giustizia e verità non possono piegarsi alla ragion di stato, come invece sembra far credere il ministro degli Esteri Tajani con dichiarazioni incredibili e offensive”. Mentre il capogruppo dei 5 stelle al Senato, Luca Pirondini, afferma: “Tajani venga immediatamente in Parlamento e riferisca con chiarezza quali iniziative intenda assumere, quali passi abbia compiuto nei confronti delle autorità egiziane e come intenda difendere l’esito del processo italiano”.
La replica del vicepremier
A margine del Forum Euromediterraneo dell'Acqua, a La Nuvola di Roma, Tajani replica: "Io sono stupito dalle polemiche. Mi sono limitato a fotografare la sentenza di ieri. E proprio perché è una sentenza limitata, perché non ci dice chi sono gli assassini di Regeni, noi vogliamo che si faccia piena luce su questo. Non abbiamo mai mollato e non copriamo nulla. Vale più l'azione diplomatica che il clamore, perché noi non abbiamo mai rinunciato a insistere con le autorità egiziane, in ogni incontro, su quello che per noi è fondamentale, scoprire la verità, scoprire chi sono gli assassini di Regeni". Il ministro aggiunge: "Con la stessa attività diplomatica silenziosa siamo riusciti a riportare in Italia Patrick Zaki e con lo stesso impegno stiamo lavorando per riportare a casa in Italia Nancy Guerra e la sua bambina. Noi non copriamo nulla, vogliamo soltanto scoprire la verità. Siamo il governo, e lo Stato è parte civile del processo, quindi rispetteremo la legge sempre e comunque. Ma ripeto, dobbiamo andare avanti per scoprire la verità, perché la sentenza di ieri è soltanto un primo passo, non ci dice chi sono stati gli assassini di Regeni".
L’opposizione: Tajani venga in aula
Già ieri sera è stato evidente l’effetto politico del pronunciamento della corte d’assise di Roma: le opposizioni unite, Pd, M5S e Avs (ma anche Azione), hanno chiesto a Tajani un’informativa urgente per sapere cosa intende fare il governo per dare attuazione alla pronuncia e quali rapporti si avranno d’ora in poi con l’Egitto. “Ci devono dire adesso come intendono, con quale fermezza, con quale chiarezza di posizione rispetto all’Egitto, dare esecuzione a questa sentenza”, ha spiegato il presidente dei 5 Stelle, Giuseppe Conte.