Una premessa sembra essere d’obbligo: «Non sono l’anti-Tajani», ma balza all’occhio che solo l’ala berlusconiana di Forza Italia è schierata in prima fila per assistere alla presentazione del libro “Il coraggio di governare” di Roberto Occhiuto, presidente della Calabria con in tasca la vittoria di Fabio Roscioli, tesoriere del partito e avvocato di Fininvest, eletto deputato nel seggio di Reggio Calabria tre giorni fa.
Prima di fotografare i presenti, in casi come questi il parterre racconta molto, va detto che gli applausi che di più hanno rimbombato nella galleria Alberto Sordi sono stati dedicati a due passaggi in particolare. «I giovani guardano ancora a noi come un partito moderno, capace di parlare a loro come se non fossimo, invece, i loro nonni? O magari vedono una Forza Italia un po’ ingiallita, che rischia di far ingiallire anche il centrodestra, nonostante Meloni sia un leader straordinario?». Domanda che appare retorica.
Per Occhiuto serve che Forza Italia diventi un part…
Una premessa sembra essere d’obbligo: «Non sono l’anti-Tajani», ma balza all’occhio che solo l’ala berlusconiana di Forza Italia è schierata in prima fila per assistere alla presentazione del libro “Il coraggio di governare” di Roberto Occhiuto, presidente della Calabria con in tasca la vittoria di Fabio Roscioli, tesoriere del partito e avvocato di Fininvest, eletto deputato nel seggio di Reggio Calabria tre giorni fa.
Prima di fotografare i presenti, in casi come questi il parterre racconta molto, va detto che gli applausi che di più hanno rimbombato nella galleria Alberto Sordi sono stati dedicati a due passaggi in particolare. «I giovani guardano ancora a noi come un partito moderno, capace di parlare a loro come se non fossimo, invece, i loro nonni? O magari vedono una Forza Italia un po’ ingiallita, che rischia di far ingiallire anche il centrodestra, nonostante Meloni sia un leader straordinario?». Domanda che appare retorica.
Per Occhiuto serve che Forza Italia diventi un partito «smart, moderno, aperto: così renderemo più performante il centrodestra» che dovrebbe «recuperare un metodo riformista» e «dare cittadinanza a liberali e riformisti». E poi un nuovo affondo legato alle frasi del vicepremier sulle donne e le gonne.
«La comunicazione del partito e del segretario forse andrebbe rivista», sostiene Occhiuto. Altro applauso da una platea in cui si contano più di 24 parlamentari e due ministri, soprattutto vecchia guardia e cerchio magico: Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo più la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano (moglie di Occhiuto) e il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto.
Dall’altro lato della sala appare anche Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del guardasigilli, Carlo Nordio. Ci sono poi, per citarne solo alcuni, Deborah Bergamini, vice segretaria nazionale forzista, la capogruppo al Senato, Stefania Craxi, e sempre nelle prime file anche Luigi Bisignani, Francesca Pascale, ex compagna del Cavaliere per circa dieci anni, e Maria Rosaria Rossi, già tesoriere del partito dal 2015 al 2016. Il senatore Claudio Lotito, presidente della Lazio, arriva in ritardo e si accomoda in solitaria su una sedia vicino alla pedana degli oratori. Tra gli altri sono presenti Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, e il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. E poi Alessandro Cattaneo che in mattinata aveva fatto notare: «Forza Italia si sta allontanando dall’obiettivo del 20 per cento». Insomma, nessuno di questi si può definire un tajaniano doc. Dalle parti di Tajani si cerca di sdrammatizzare, in ogni partito capita che ci siano visioni non coincidenti, e comunque sui temi etici fin dai tempi di Berlusconi c’è libertà di coscienza. Sta di fatto che, dopo il debutto di tre mesi fa, Occhiuto non si è più fermato. Al ministro Zangrillo viene chiesto se il governatore della Calabria possa guidare Forza Italia. E lui risponde lapidario: «È già una guida». Di certo lo è della fronda interna.