ROMA – Prova a difendersi Antonio Tajani. Si dice «stupito» per le polemiche. Chiede di «non strumentalizzare» le sue parole. Eppure, finisce ancora per sminuire la decisione storica della Corte d’Assise di Roma che ha condannato in primo grado tre agenti dei servizi segreti egiziani per il sequestro di Giulio Regeni nel gennaio del 2016 al Cairo: «Mi sono limitato a fotografare la sentenza», si …