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Antisemitismo, ok in commissione: i dem non votano e Iv con la destra

(ansa)

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I no di M5S, Avs e Fn e l’astensione di +Europa. Tempi lunghi per l’approdo in Aula, ma c’è chi vorrebbe approvarlo il 7 ottobre
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I partiti si dividono sull’antisemitismo. Il disegno di legge dalla commissione Affari costituzionali passa all’Aula della Camera. Viene approvato il mandato al relatore ma sul voto finale i partiti si sono divisi: la maggioranza ha votato a favore, M5S, Avs e Futuro nazionale contro, Italia Viva a favore insieme alla maggioranza, +Europa si è astenuta e il Pd non ha partecipato al voto lasciandosi aperti successivi spazi di manovra.

E infatti il dem Arturo Scotto conferma: «Abbiamo detto pubblicamente che se la legge non cambia voteremo contro. Il passaggio in commissione è sul mandato al relatore non sul provvedimento. Sarà l’Aula a decidere se accogliere modifiche o meno».

Una mediazione, che pare però già tramontata, sarebbe quella di approvare un ordine del giorno per offrire maggiori garanzie a chi teme una stretta repressiva alle critiche ad Israele. Si potrebbe prevedere, spiega Nazario Pagano (FI) «un ordine del giorno che chiarisca questo aspetto per togliere ogni dubbio e p…

I partiti si dividono sull’antisemitismo. Il disegno di legge dalla commissione Affari costituzionali passa all’Aula della Camera. Viene approvato il mandato al relatore ma sul voto finale i partiti si sono divisi: la maggioranza ha votato a favore, M5S, Avs e Futuro nazionale contro, Italia Viva a favore insieme alla maggioranza, +Europa si è astenuta e il Pd non ha partecipato al voto lasciandosi aperti successivi spazi di manovra.

E infatti il dem Arturo Scotto conferma: «Abbiamo detto pubblicamente che se la legge non cambia voteremo contro. Il passaggio in commissione è sul mandato al relatore non sul provvedimento. Sarà l’Aula a decidere se accogliere modifiche o meno».

Una mediazione, che pare però già tramontata, sarebbe quella di approvare un ordine del giorno per offrire maggiori garanzie a chi teme una stretta repressiva alle critiche ad Israele. Si potrebbe prevedere, spiega Nazario Pagano (FI) «un ordine del giorno che chiarisca questo aspetto per togliere ogni dubbio e per venire incontro anche a chi, incomprensibilmente, ce l’ha».

Il nodo centrale rimane la definizione di antisemitismo del ddl mutuata dall’Ihra, l’International Holocaust Remembrance Alliance. Per le opposizioni c’è il rischio non si distingua tra il pregiudizio antisemita e la libera espressione del pensiero su un’amministrazione. In sostanza che anche legittime critiche politiche o manifestazioni di piazza contro il governo israeliano possano finire sanzionate dalle norme del disegno di legge.

Mentre nel Pd ci sono i riformisti che spingono per l’adesione alla legge e il resto del partito che spera in modifiche, da Avs e M5s esce invece un no compatto anche in caso di piccole modifiche. «Si potevano scegliere altre strade se si voleva rafforzare l’apparato normativo per combattere l’antisemitismo», dice il capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera, Filiberto Zaratti. E il 5Stelle Alfonso Colucci parla di «rischio di compressione della libertà critica».

Comunque sia il Pd starebbe lavorando a emendamenti da presentare in Aula, che tuttavia non avrebbero il via libera. C’è ancora del tempo perché il testo non approderà in Aula in tempi velocissimi visto che il dibattito sulla legge elettorale avrà la priorità. Si ipotizza che il voto possa concludersi entro la metà di ottobre.

A Montecitorio si ipotizza anche una data simbolica, quella del 7 ottobre, il giorno dell’attacco di Hamas ad Israele. Ipotesi comunque poco realistica, sostengono parlamentari di maggioranza, per motivi di calendario. Il testo, che ha già ricevuto il via libera dal Senato, se non ci saranno modifiche, diventerà legge dopo il voto di Montecitorio.

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