Più detenzione, meno rimpatri dai Cpr: il fact checking che smentisce il governo
di Alessandra ZinitiIl governo forza la mano alle regioni per la realizzazione di sei nuovi Cpr, annunciata in Parlamento dal ministro dell'Interno Piantedosi, scommettendo sul raggiungimento a fine anno della quota record di 10.000 rimpatri, ma un dossier fact checking di Action Aid e del dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Bari smentisce decisamente l'equazione più Cpr più rimpatri. Anzi, citando i dati del 2025, il report rivela che i due terzi dei migranti irregolari rimandati a casa l'anno scorso non è mai passato da un Cpr, che solo una su quattro delle persone trattenute nei centri per il rimpatrio viene poi effettivamente riportata nel Paese d'origine. Di più: il numero dei rimpatri da Cpr nel 2025 è diminuito del 45%. Dati che sconfessano la politica del governo a fronte per altro di un'impennata dei costi dei Cpr italiani, a prescindere dalle spese spropositate sostenute per quello d'Albania.
Il governo forza la mano alle regioni per la realizzazione di sei nuovi Cpr, annunciata in Parlamento dal ministro dell'Interno Piantedosi, scommettendo sul raggiungimento a fine anno della quota record di 10.000 rimpatri, ma un dossier fact checking di Action Aid e del dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Bari smentisce decisamente l'equazione più Cpr più rimpatri. Anzi, citando i dati del 2025, il report rivela che i due terzi dei migranti irregolari rimandati a casa l'anno scorso non è mai passato da un Cpr, che solo una su quattro delle persone trattenute nei centri per il rimpatrio viene poi effettivamente riportata nel Paese d'origine. Di più: il numero dei rimpatri da Cpr nel 2025 è diminuito del 45%. Dati che sconfessano la politica del governo a fronte per altro di un'impennata dei costi dei Cpr italiani, a prescindere dalle spese spropositate sostenute per quello d'Albania.
I dati dunque: nel 2025 l'Italia ha eseguito 4.784 rimpatri forzati. Di questi soltanto 1.732 sono stati realizzati a partire dai Cpr; la maggior parte (3.052) sono stati eseguiti tra persone mai entrate in un Cpr. A fronte, per altro, di un anno record: nel 2025 infatti si sono registrati ben 6.835 ingressi nei Cpr. Più detenzione dunque non significa più rimpatri: nel 2025 si registra un picco di rimpatri forzati complessivi, mentre quelli eseguiti dai Cpr sono diminuiti del 45,1% rispetto al 2022.
Dati che non segnano un'inversione di tendenza perché - rivela il report - tra il 2022 e il 2025 la crescita dei rimpatri avviene fuori dai Cpr. E allora - osserva Fabrizio Coresi di Action Aid - "Qual è il vero obiettivo dei Cpr? Si rinchiudono le persone in luoghi di terrore, segnati da continue violazioni dei diritti umani, autolesionismo e morte, con un costo umano intollerabile e un costo economico ingiustificabile. I dati dello stesso ministero dell’Interno certificano che questi centri peraltro non garantiscono i rimpatri promessi e non funzionano. Eppure, se ne annunciano di nuovi, e si continua a investire in questi gironi infernali da dove le persone escono (e spesso rientrano) in condizioni disperate"
E aumentano anche i costi.
La spesa detentiva complessiva in Italia e Albania - in rapporto a ciascun rimpatrio dai centri passa da circa 6.455 euro nel 2023 a 16.560 nel 2025 (+156,5%). Se consideriamo solo la spesa per la gestione e le manutenzioni ordinarie dei Cpr, il costo della detenzione per realizzare un rimpatrio dai Cpr sale da 4.265 a 11.855 euro (+178%).