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Sgarbi in rianimazione, l’ira della figlia Evelina: “Colpa di chi lo ha esibito tutta l’estate”

Vittorio Sgarbi con la figlia Evelina 

 

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Il critico d’arte ricoverato al Gemelli per insufficienza respiratoria: “Condizioni critiche ma stabili”
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Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura in questa legislatura, Vittorio Sgarbi, da mercoledì sera è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni sono «critiche», anche se al momento «stabili», secondo quanto comunicato dallo stesso ospedale. Sgarbi, 74 anni, era stato ricoverato per una insufficienza respiratoria. Alla base ci sarebbe un’infezione polmonare provocata da un batterio, in un quadro reso più delicato dai problemi cardiaci di cui soffre da tempo. Le prossime ore saranno decisive. I medici si sono presi tra le 48 e le 72 ore per valutare la risposta alle terapie e avere un quadro più preciso dell’evoluzione dell’infezione.

Ieri nel pomeriggio al Gemelli è arrivata anche la figlia Evelina, 26 anni, accompagnata dall’avvocato Lorenzo Iacobbi. Ha incontrato i medici, che le hanno illustrato il quadro clinico generale del padre, che al momento si trova sedato. «Sono sconvolta — le sue parole in serata, di ritorno a Milano — L’ho…

Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura in questa legislatura, Vittorio Sgarbi, da mercoledì sera è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni sono «critiche», anche se al momento «stabili», secondo quanto comunicato dallo stesso ospedale. Sgarbi, 74 anni, era stato ricoverato per una insufficienza respiratoria. Alla base ci sarebbe un’infezione polmonare provocata da un batterio, in un quadro reso più delicato dai problemi cardiaci di cui soffre da tempo. Le prossime ore saranno decisive. I medici si sono presi tra le 48 e le 72 ore per valutare la risposta alle terapie e avere un quadro più preciso dell’evoluzione dell’infezione.

Ieri nel pomeriggio al Gemelli è arrivata anche la figlia Evelina, 26 anni, accompagnata dall’avvocato Lorenzo Iacobbi. Ha incontrato i medici, che le hanno illustrato il quadro clinico generale del padre, che al momento si trova sedato. «Sono sconvolta — le sue parole in serata, di ritorno a Milano — L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore». Evelina Sgarbi torna così sulla battaglia che conduce ormai da mesi intorno alle condizioni di salute del padre. «Purtroppo il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo», sostiene. E punta il dito contro chi è stato vicino al padre negli ultimi mesi: «Io oggi mi ritrovo con mio padre in rianimazione circondato dalle stesse persone che lo hanno trascinato ed esibito tutta l’estate, incuranti dello stress e della fatica immane a cui hanno sottoposto un fisico già fortemente debilitato da tutte le patologie in corso». Quindi la domanda: «Ora cosa posso fare per poter salvare mio padre?».

Parole che inevitabilmente riaprono uno scontro che va avanti da tempo. Già il 15 agosto scorso Evelina Sgarbi aveva sostenuto pubblicamente che le condizioni del padre non potessero essere ricondotte soltanto alla depressione. Sgarbi era stato ricoverato proprio al Gemelli nella primavera del 2025 per una profonda sindrome depressiva, accompagnata da isolamento, rifiuto di alimentarsi e una forte perdita di peso: aveva raccontato lui stesso di essere arrivato a 59 chili. Di sfondo, c’è la battaglia giudiziaria avviata dalla figlia Evelina, che ha presentato un’istanza al tribunale civile di Roma per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non fosse più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi. La donna, dopo aver avuto accesso alla documentazione sanitaria e averla sottoposta ad alcuni specialisti, aveva però lanciato un allarme più ampio. «Le cartelle cliniche hanno dimostrato che mio padre non soffre solo di forte depressione, ma di una serie di patologie croniche neurologiche e cardiache», aveva affermato. Quelle condizioni avrebbero richiesto accertamenti specialistici «in campo cardiologico, emodinamico e neurologico» e soprattutto un periodo lontano dagli impegni pubblici e dallo “show business”.

Negli ultimi mesi, invece, Sgarbi aveva progressivamente ripreso l’attività pubblica. Aveva partecipato alla Milanesiana, alla fine di agosto era stato a Rovereto per gli impegni legati al Mart, museo di cui è presidente. Era tornato sul palco a Ferrara lo scorso 19 settembre, applauditissimo. Siamo di fronte «al tragico e annunciato epilogo di una gestione irresponsabile delle patologie che lo affliggono da tempo», sostiene Iacobbi. Confidando però che questo non sia davvero l’epilogo.

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