✕

Migrante libico rientra dalla Germania: c’è l’ok di Piantedosi. È la prima volta

Matteo Piantedosi 

Ascolta l'audio

Il richiedente asilo aveva visto la sua domanda bocciata ad agosto. Sullo sfondo le relazioni tra Roma e Berlino per applicare il Patto europeo sui cosiddetti “dublinanti”
2 minuti di lettura

BERLINO – Abdul è arrivato in Germania il 5 luglio di quest’anno. Abdul è un nome fittizio: non vuole che riveliamo la sua vera identità. Tutto il resto è scolpito nero su bianco su un documento del ministero dell’Interno tedesco che Repubblica ha potuto visionare. E’ un cittadino libico, un migrante passato per l’Italia che ha varcato le Alpi perché “ha un rapporto con un amico che vive qui”, si legge nel testo. Il 10 agosto ha tentato di chiedere asilo in Germania. La domanda gli è stata rifiutata. Soprattutto, stando al documento emesso dalle autorità bavaresi, Roma ha successivamente autorizzato il trasferimento del cittadino libico in Italia.

Le Germania ha fatto scattare insomma il nuovo Patto per l’asilo entrato in vigore il 12 g…

BERLINO – Abdul è arrivato in Germania il 5 luglio di quest’anno. Abdul è un nome fittizio: non vuole che riveliamo la sua vera identità. Tutto il resto è scolpito nero su bianco su un documento del ministero dell’Interno tedesco che Repubblica ha potuto visionare. E’ un cittadino libico, un migrante passato per l’Italia che ha varcato le Alpi perché “ha un rapporto con un amico che vive qui”, si legge nel testo. Il 10 agosto ha tentato di chiedere asilo in Germania. La domanda gli è stata rifiutata. Soprattutto, stando al documento emesso dalle autorità bavaresi, Roma ha successivamente autorizzato il trasferimento del cittadino libico in Italia.

Le Germania ha fatto scattare insomma il nuovo Patto per l’asilo entrato in vigore il 12 giugno, e in particolare le Regole di Dublino. E il 12 agosto, in piena bufera tra Italia e Germania per il caso della “dublinante” somala Faduma Abdirisaq Warsame, la prima migrante che avrebbe dovuto essere respinta in Italia dopo quattro anni di rifiuti del governo Meloni, le autorità bavaresi hanno attivato le procedure per il respingimento del migrante libico in Italia.

La sorpresa è arrivata il 26 agosto. Quando i due ministeri dell’Interno guidati da Alexander Dobrindt e Matteo Piantedosi stavano decidendo il da farsi e si erano trincerati dietro un muro di silenzio sul caso della “dublinante” somala, Roma ha risposto affermativamente alla richiesta di trasferimento del migrante libico. Un caso più unico che raro. L’Italia non risponde quasi mai alle richieste di trasferimento. E quasi sempre - è accaduto anche nel caso di Faduma Abdirisaq Warsame - la Germania prova a far valere il silenzio-assenso per respingere i “dublinanti”.

Ma sul documento delle autorità tedesche si legge che “le autorità italiane hanno accettato la richiesta di trasferimento” del migrante libico “con una lettera datata 26 agosto, arrivata lo stesso giorno, e hanno dichiarato la richiesta di asilo di loro competenza”.

Dal Viminale fanno sapere che “non risulta un trasferimento, né un’autorizzazione”, anche se il documento parla chiaro. L’autorizzazione c’è. Il trasferimento può avvenire anche successivamente. E il ministero dell’Interno fa sapere che “siamo in una costante interlocuzione con i nostri colleghi tedeschi” e che tra i due ministri, Piantedosi e Dobrindt continua a prevalere “uno spirito costruttivo e costante”.

Ma né l’Italia, né la Germania rispondono da mesi a una domanda fondamentale: come sarà applicato il nuovo Patto per l’Asilo europeo riguardo ai cosiddetti “dublinanti” che dovrebbero essere respinti nei Paesi europei di primo approdo? E tra Berlino e Roma continua a restare inevasa la domanda se saranno trasferiti tutti i migranti arrivati in Germania nel 2026 (dopo una moratoria sui casi precedenti concordata dai due ministri a dicembre del 2025) o se saranno respinti soltanto quelli arrivati dopo il 12 giugno. E’ il caso, ad esempio, del migrante libico. Ma non di Faduma Abdirisaq Warsame.

Leggi i commenti