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Governo toglie 8 milioni a fondo contro violenza sulle donne per darli a cyberbullismo. Pd protesta

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Il ministero dell’Istruzione: “Nessun taglio”. La deputata De Biase attacca: "Arrivati a questo punto, una domanda alla presidente del Consiglio appare urgente: ha un problema con la lotta alla violenza sulle donne?"
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Togli di qua e metti di là. Da un capitolo di spesa all’altro. È il classico iter per far quadrare i conti se non fosse che questa volta di mezzo c’è il fondo destinato alle attività educative nelle scuole per il contrasto della violenza contro le donne, la promozione delle pari opportunità, il rispetto reciproco e la consapevolezza affettiva. Nel decreto Scuola, quello che prevede il tetto del 30% in ogni classe per gli studenti stranieri, il governo ha inserito una norma che prevede di finanziare il potenziamento del fondo contro il cyberbullismo sottraendo 4 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, al fondo anti violenza di genere.

Lo denuncia Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera: “Stiamo parlando di risorse che il Parlamento aveva appena istituito con la legge di Bilancio 2026, grazie a un emendamento del Pd al Senato proprio per investire nella prevenzione della violenza attraverso l'educazione nelle scuole. Ora il governo le prende e le …

Togli di qua e metti di là. Da un capitolo di spesa all’altro. È il classico iter per far quadrare i conti se non fosse che questa volta di mezzo c’è il fondo destinato alle attività educative nelle scuole per il contrasto della violenza contro le donne, la promozione delle pari opportunità, il rispetto reciproco e la consapevolezza affettiva. Nel decreto Scuola, quello che prevede il tetto del 30% in ogni classe per gli studenti stranieri, il governo ha inserito una norma che prevede di finanziare il potenziamento del fondo contro il cyberbullismo sottraendo 4 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, al fondo anti violenza di genere.

Lo denuncia Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera: “Stiamo parlando di risorse che il Parlamento aveva appena istituito con la legge di Bilancio 2026, grazie a un emendamento del Pd al Senato proprio per investire nella prevenzione della violenza attraverso l'educazione nelle scuole. Ora il governo le prende e le sposta altrove. Da 7 milioni quel fondo viene ridotto di oltre la metà, a 3 milioni di euro. Il contrasto al cyberbullismo è importante e va finanziato ma è incomprensibile sottrarre risorse proprio all'educazione al rispetto, alla parità e alla prevenzione della violenza contro le donne”.

Il Pd dunque si impegna a presentare emendamenti per ripristinare il budget. Il provvedimento è in discussione in commissione al Senato: "Giù le mani di Valditara dai fondi per la violenza contro le donne. Le rimodulazioni le facessero non sulla pelle delle donne. Tagliassero auto blu, i loro stipendi e un po’ di morchia. Giù le zampe", scrive sui social il senatore Pd Filippo Sensi.

Tutto il Pd è sulle barricate. La senatrice Cecilia D'Elia, capogruppo nella Commissione scuola e vicepresidente della Bicamerale femminicidio, ricorda che “già l'ultimo decreto scuola, come sappiamo, è un drammatico provvedimento-propaganda per rincorrere Vannacci, si parla di integrazione ma di fatto si lancia allarme per presenza eccessiva nelle scuole di bambini stranieri. Ma oltre al danno, il ministro Valditara aggiunge la beffa”.

Mentre Michela Di Biase, deputata Pd, componente della Commissione Giustizia della Camera e relatrice del provvedimento sul consenso, commenta: "Arrivati a questo punto, una domanda alla presidente del Consiglio appare urgente: Meloni lei ha un problema con la lotta alla violenza sulle donne?".

La replica del ministero

In una nota, “il ministero dell’Istruzione e del Merito smentisce quanto dichiarato da alcuni esponenti politici di opposizione, i quali affermano che il governo avrebbe tagliato le risorse destinate alle attività educative per il contrasto della violenza contro le donne. La norma introdotta con la legge di Bilancio 2026, infatti, aveva istituito presso il ministero dell’Interno un fondo da ripartire tra i comuni, che avrebbero poi dovuto erogare i contributi direttamente alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Un meccanismo che si è rivelato farraginoso e che non avrebbe consentito alle scuole di utilizzare concretamente quelle risorse”.

E ancora: “Il decreto scuola interviene dunque per rendere effettivamente utilizzabili quei fondi già nel 2026, fondi che, altrimenti, sarebbero andati persi, destinando le risorse, in particolare, ai corsi di educazione al rispetto e alla parità di genere, proprio al fine di diffondere la cultura della prevenzione della violenza di genere. Quindi il decreto-legge attua le finalità della norma della legge di Bilancio e non taglia nessuna risorsa”.

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