Magi: “Deputati controllati. Usiamo le palline nell’urna per garantire la segretezza”
di Serena Riformato , romaRiccardo Magi
(lapresse)Riccardo Magi, segretario di +Europa, all’ottavo giorno di sciopero della fame contro il Melonellum, ieri sera in aula alla Camera ha preso in mano il regolamento e ha stupito il centrodestra con una richiesta all’apparenza retrò per lo scrutinio finale di oggi: «Svolgiamo la votazione con le urne e due palline, una bianca per il sì e una nera per il no». Ovvero il sistema, chiamato “ballottazione”, in vigore prima dell’introduzione dei terminali elettronici. «Si utilizza ancora in caso di malfunzionamento delle pulsantiere», spiega il deputato radicale.
A che servirebbe?
«A garantire davvero la segretezza del voto perché con il vecchio metodo le mani dei deputati erano coperte dall’urna e il colore della pallina scelta non era visibile. E poi nessuno stava di fianco al collega per sbirciare».
Ora non è così?
«Mentre si esaminavano le pregiudiziali abbiamo visto uno spettacolo indecente di controllo e di intimidazione da parte da parte della maggioranza, soprattutto FdI, nei confron…
Riccardo Magi, segretario di +Europa, all’ottavo giorno di sciopero della fame contro il Melonellum, ieri sera in aula alla Camera ha preso in mano il regolamento e ha stupito il centrodestra con una richiesta all’apparenza retrò per lo scrutinio finale di oggi: «Svolgiamo la votazione con le urne e due palline, una bianca per il sì e una nera per il no». Ovvero il sistema, chiamato “ballottazione”, in vigore prima dell’introduzione dei terminali elettronici. «Si utilizza ancora in caso di malfunzionamento delle pulsantiere», spiega il deputato radicale.
A che servirebbe?
«A garantire davvero la segretezza del voto perché con il vecchio metodo le mani dei deputati erano coperte dall’urna e il colore della pallina scelta non era visibile. E poi nessuno stava di fianco al collega per sbirciare».
Ora non è così?
«Mentre si esaminavano le pregiudiziali abbiamo visto uno spettacolo indecente di controllo e di intimidazione da parte da parte della maggioranza, soprattutto FdI, nei confronti dei propri eletti: i responsabili dei partiti stavano in piedi per controllare che i deputati usassero un solo dito per rendere esplicito il loro voto nella buchetta. Un insulto alla dignità del Parlamento».
E cosa le è stato risposto?
«Mi è stato detto, come già sapevo, che il sistema delle palline si può utilizzare solo quando quello elettronico è rotto. Una lettura restrittiva. Io facevo appello a un’esigenza di funzionalità per risolvere un problema evidente».
Ci sono eccezioni?
«In commissione il voto segreto si fa ancora così, con l’urna».
Non starebbe ai parlamentari di maggioranza avere un sussulto di orgoglio e ribellarsi?
«Ma è chiaro che questo sia l’origine del problema. È difficile farlo se si subisce una forma di pressione o addirittura di intimidazione».
In che modo?
«Con la minaccia di andare alle urne in anticipo e con il rischio di non essere ricandidati. Ma obbligare i deputati a votare in un certo modo è in contrasto con la Costituzione che non prevede vincolo di mandato».
Ieri la premier le ha scritto, per dirle cosa?
«Per informarsi delle mie condizioni di salute con lo sciopero della fame. Ovviamente umanamente per questo la ringrazio, però il tema che io pongo riguarda non la mia salute ma la salute della democrazia».
Fin quando andrà avanti?
«Oggi sospenderò il digiuno. Ritengo che la lotta si sposti dal piano politico al piano giudiziario. La battaglia sarà quella dei ricorsi. Anch’io li presenterò».
Su cosa?
«Chiedere 450 mila sottoscrizioni a chi non è già in Parlamento nei fatti sbarra l’accesso alle elezioni. Tanto più senza prevedere la raccolta firme digitale».