Legge elettorale, gli italiani non la conoscono: tre su quattro ignorano la riforma
di Monica RubinoAppena approvata definitivamente alla Camera, la nuova legge elettorale resta ancora poco conosciuta dagli italiani. Tre cittadini su quattro, infatti, dichiarano di sapere poco o nulla dei contenuti della riforma. Ma quando le principali misure vengono illustrate, il giudizio cambia: il 41% esprime un’opinione positiva, mentre il 37% si dice contrario. È il quadro che emerge dal sondaggio Youtrend per Sky TG24, realizzato tra il 5 e il 6 ottobre su 805 maggiorenni residenti in Italia.
A conoscere bene la riforma è appena il 24% degli intervistati: il 5% dice di conoscerla «molto», il 19% «abbastanza». Il 44% ammette invece di conoscerla poco e il 32% afferma di non conoscerla affatto o quasi.
La conoscenza varia anche in base all’orientamento politico. È maggiore tra gli…
Appena approvata definitivamente alla Camera, la nuova legge elettorale resta ancora poco conosciuta dagli italiani. Tre cittadini su quattro, infatti, dichiarano di sapere poco o nulla dei contenuti della riforma. Ma quando le principali misure vengono illustrate, il giudizio cambia: il 41% esprime un’opinione positiva, mentre il 37% si dice contrario. È il quadro che emerge dal sondaggio Youtrend per Sky TG24, realizzato tra il 5 e il 6 ottobre su 805 maggiorenni residenti in Italia.
A conoscere bene la riforma è appena il 24% degli intervistati: il 5% dice di conoscerla «molto», il 19% «abbastanza». Il 44% ammette invece di conoscerla poco e il 32% afferma di non conoscerla affatto o quasi.
La conoscenza varia anche in base all’orientamento politico. È maggiore tra gli elettori di Fratelli d’Italia, dove arriva al 38%, e tra quelli del Pd, al 34%. Scende al 20% tra gli elettori del Movimento 5 Stelle ed è quasi assente tra indecisi e astenuti, appena al 6%. Marcata anche la differenza tra uomini e donne: il 43% delle donne dichiara di non conoscere affatto la riforma, contro il 21% degli uomini.
Dopo la spiegazione, il giudizio cambia
Quando però agli intervistati vengono illustrate le principali misure contenute nella proposta, il quadro si modifica. Il 41% esprime un giudizio complessivamente positivo, il 37% negativo, mentre il 22% non prende posizione.
Le differenze politiche, in questo caso, sono molto nette. Nel centrodestra i giudizi positivi arrivano complessivamente all’81%, con un picco dell’89% tra gli elettori di FdI. Nel cosiddetto Campo largo prevalgono invece i giudizi negativi, al 62%, con il dato più alto tra gli elettori del Pd, dove raggiungono il 76%.
Tra gli elettori M5s le opinioni sono più equilibrate: il 39% valuta positivamente la riforma e il 42% negativamente. Nell’area centrista, invece, i giudizi negativi arrivano al 54%.
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Differenze per età e genere
Anche per età e genere emergono differenze. Le donne sono più favorevoli, con il 44% di giudizi positivi contro il 28% di negativi; tra gli uomini il rapporto si rovescia, con il 37% di giudizi positivi e il 48% negativi. Tra gli over 65 la riforma raccoglie il 49% di consensi, mentre tra gli under 50 prevalgono i giudizi negativi: sono il 44% nella fascia 18-34 anni e il 45% tra i 35-49enni.
Il voto ai fuorisede conquista 8 italiani su 10
La misura che raccoglie il consenso più ampio è quella che riguarda studenti e lavoratori fuorisede. La possibilità di votare nel Comune in cui si vive, senza dover rientrare in quello di residenza, ottiene l’83% di giudizi positivi. È l’unica misura, sottolinea il sondaggio, a raccogliere un consenso trasversale tra gli elettorati.
Piacciono anche le preferenze, con la possibilità di indicare fino a tre candidati: il 62% degli intervistati esprime un giudizio positivo e il 17% negativo. Lo stesso 62% guarda favorevolmente all’obbligo per le coalizioni di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio, mentre il 22% esprime un giudizio contrario.
Divisioni sul premio di maggioranza
Più divisivo è invece il premio di maggioranza. Il 67% degli elettori di centrodestra lo approva, mentre il 63% di quelli del Campo largo lo boccia. Una frattura che fotografa anche la diversa valutazione complessiva della riforma tra i diversi schieramenti. E resta un interrogativo sulla sua capacità di incidere sulla stabilità dei governi. Solo il 25% degli intervistati pensa che con la nuova legge elettorale i prossimi esecutivi sarebbero più stabili. Il 9% ritiene che lo sarebbero meno, mentre la metà degli italiani, il 50%, pensa che non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale.
Nota metodologica: Il sondaggio, realizzato con metodologia CAWI su un campione di 805 persone, ha un margine d’errore del +/- 3,5% con un intervallo di confidenza del 95%.