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Legge elettorale, gli italiani non la conoscono: tre su quattro ignorano la riforma

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Secondo Youtrend dopo aver letto le principali misure il 41% la promuove. Piace soprattutto il voto per i fuorisede, con l’83% di giudizi positivi. Sul premio di maggioranza resta invece una forte divisione politica
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Appena approvata definitivamente alla Camera, la nuova legge elettorale resta ancora poco conosciuta dagli italiani. Tre cittadini su quattro, infatti, dichiarano di sapere poco o nulla dei contenuti della riforma. Ma quando le principali misure vengono illustrate, il giudizio cambia: il 41% esprime un’opinione positiva, mentre il 37% si dice contrario. È il quadro che emerge dal sondaggio Youtrend per Sky TG24, realizzato tra il 5 e il 6 ottobre su 805 maggiorenni residenti in Italia.

A conoscere bene la riforma è appena il 24% degli intervistati: il 5% dice di conoscerla «molto», il 19% «abbastanza». Il 44% ammette invece di conoscerla poco e il 32% afferma di non conoscerla affatto o quasi.

La conoscenza varia anche in base all’orientamento politico. È maggiore tra gli…

Appena approvata definitivamente alla Camera, la nuova legge elettorale resta ancora poco conosciuta dagli italiani. Tre cittadini su quattro, infatti, dichiarano di sapere poco o nulla dei contenuti della riforma. Ma quando le principali misure vengono illustrate, il giudizio cambia: il 41% esprime un’opinione positiva, mentre il 37% si dice contrario. È il quadro che emerge dal sondaggio Youtrend per Sky TG24, realizzato tra il 5 e il 6 ottobre su 805 maggiorenni residenti in Italia.

A conoscere bene la riforma è appena il 24% degli intervistati: il 5% dice di conoscerla «molto», il 19% «abbastanza». Il 44% ammette invece di conoscerla poco e il 32% afferma di non conoscerla affatto o quasi.

La conoscenza varia anche in base all’orientamento politico. È maggiore tra gli elettori di Fratelli d’Italia, dove arriva al 38%, e tra quelli del Pd, al 34%. Scende al 20% tra gli elettori del Movimento 5 Stelle ed è quasi assente tra indecisi e astenuti, appena al 6%. Marcata anche la differenza tra uomini e donne: il 43% delle donne dichiara di non conoscere affatto la riforma, contro il 21% degli uomini.

(agf)

Dopo la spiegazione, il giudizio cambia

Quando però agli intervistati vengono illustrate le principali misure contenute nella proposta, il quadro si modifica. Il 41% esprime un giudizio complessivamente positivo, il 37% negativo, mentre il 22% non prende posizione.

Le differenze politiche, in questo caso, sono molto nette. Nel centrodestra i giudizi positivi arrivano complessivamente all’81%, con un picco dell’89% tra gli elettori di FdI. Nel cosiddetto Campo largo prevalgono invece i giudizi negativi, al 62%, con il dato più alto tra gli elettori del Pd, dove raggiungono il 76%.

Tra gli elettori M5s le opinioni sono più equilibrate: il 39% valuta positivamente la riforma e il 42% negativamente. Nell’area centrista, invece, i giudizi negativi arrivano al 54%.

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Differenze per età e genere

Anche per età e genere emergono differenze. Le donne sono più favorevoli, con il 44% di giudizi positivi contro il 28% di negativi; tra gli uomini il rapporto si rovescia, con il 37% di giudizi positivi e il 48% negativi. Tra gli over 65 la riforma raccoglie il 49% di consensi, mentre tra gli under 50 prevalgono i giudizi negativi: sono il 44% nella fascia 18-34 anni e il 45% tra i 35-49enni.

Il voto ai fuorisede conquista 8 italiani su 10

La misura che raccoglie il consenso più ampio è quella che riguarda studenti e lavoratori fuorisede. La possibilità di votare nel Comune in cui si vive, senza dover rientrare in quello di residenza, ottiene l’83% di giudizi positivi. È l’unica misura, sottolinea il sondaggio, a raccogliere un consenso trasversale tra gli elettorati.

Piacciono anche le preferenze, con la possibilità di indicare fino a tre candidati: il 62% degli intervistati esprime un giudizio positivo e il 17% negativo. Lo stesso 62% guarda favorevolmente all’obbligo per le coalizioni di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio, mentre il 22% esprime un giudizio contrario.

Divisioni sul premio di maggioranza

Più divisivo è invece il premio di maggioranza. Il 67% degli elettori di centrodestra lo approva, mentre il 63% di quelli del Campo largo lo boccia. Una frattura che fotografa anche la diversa valutazione complessiva della riforma tra i diversi schieramenti. E resta un interrogativo sulla sua capacità di incidere sulla stabilità dei governi. Solo il 25% degli intervistati pensa che con la nuova legge elettorale i prossimi esecutivi sarebbero più stabili. Il 9% ritiene che lo sarebbero meno, mentre la metà degli italiani, il 50%, pensa che non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale.

Nota metodologica: Il sondaggio, realizzato con metodologia CAWI su un campione di 805 persone, ha un margine d’errore del +/- 3,5% con un intervallo di confidenza del 95%.

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