Conte: “Renzi? Mi depotenzia. Chiedo garanzie a Schlein”. La leader Pd: “Mai più l’errore del 2022”
"Non ho chiesto a Renzi garanzie, le garanzie le deve dare a noi" chi lo ritiene "indispensabile" nell'alleanza. Questa la posizione di Giuseppe Conte sul leader di Italia viva. "È una presenza quella di Renzi che mi depotenzia sul piano elettorale perché la mia comunità dovunque vada la soffre per questo chiedo garanzie a Schlein di costruire paletti in modo che domani sia nella posizione di non fare danni", dice il presidente del Movimento 5 Stelle.
Oggi il campo largo si è spostato al festival di Fanpage all'Acquario di Roma, ieri era alla festa del Manifesto e prima ancora del Foglio. "Io non metto veti personali, però ho chiesto garanzie a chi in questo momento ritiene che Renzi sia essenziale per questo progetto politico, per la coalizione, le ho chieste al partito che in questo momento lo ritiene indispensabile", precisa Conte. La risposta di Schlein è stata velocissima. "C'è un'unica garanzia che sento di dover dare agli elettori. Non rifaremo mai più l'errore di dividerci e il favore alle destre di consegnare loro la vittoria. Sappiamo che abbiamo la responsabilità insieme di non permettere gli stessi errori – dice durante il suo intervento alla festa di Fanpage – L'altra cosa che ci chiede la nostra gente oltre all'unità è la coerenza del progetto. Il lavoro sul programma non parte adesso ma è partito oltre tre anni fa quando insieme abbiamo firmato la proposta unitaria per il salario minimo", prosegue la segretaria del Pd.
La festa di Fanpage diventa un’occasione per discutere ancora di primarie e legge elettorale. "Non è pensabile fare le primarie senza prima un programma comune, se no diventa uno sfascio totale", dice il leader del M5S dopo l’accelerazione arrivata ieri durante l’evento al teatro Palladium di Roma per la festa del Manifesto. “È urgente sedersi attorno a un tavolo, con un confronto serio in un paio di settimane si chiude”, ha detto indicando dunque il timing sul programma. E adesso aggiunge che un incontro tra alleati del centrosinistra, sul programma, tra 15 giorni, "è assolutamente passaggio preliminare" perché è "impensabile affrontare le primarie senza definire i tratti essenziali del programma". Ammette: “Ci sono delle differenze, ma dobbiamo e possiamo ritrovarci per decidere quali sono le prospettive, le riforme essenziali per restituire. Abbiamo già lavorato, non partiamo da zero. E quindi dobbiamo guardare ai passi avanti fatti, ai progetti in comune". Quali riforme essenziali avviare su salari, energia, banche, colossi industriali. Su questi "temi dirimenti", evidenzia il leader 5 Stelle, "dobbiamo avere chiari obiettivi, e allora possiamo aggiungere alla coalizione l'aggettivo 'progressista' e ci stiamo tutti".
Dal 'Rumore Festival' di Fanpage, osserva: “Guardiamo la realtà, è la prima volta che andiamo insieme" alle politiche. "Queste primarie compatteranno o faranno ancora più litigare? - prosegue - Io sono dentro questo progetto e sono certo che nessuno, tra i miei amici Schlein e gli altri che fanno parte del campo progressista, le imposterà guardandoci come nemici o avversari, se no sarebbe una follia". Sulla proposta avanzata giorni fa di un terzo nome come candidato leader del centrosinistra, "il tema direi che è chiuso", taglia corto l’ex premier. "Non voglio alimentare un dibattito" su una proposta che, osserva, "qualcuno non ha colto". Pensava a un terzo nome moderato per evitare le primarie del centrosinistra? "Ma quale moderato!", commenta ora ribadendo che "devo fare un programma che deve cambiare il Paese". "Da parte mia era solo il tentativo di rispondere a una preoccupazione sulle primarie e valutare eventualmente se c'era una persona”. Un'idea, questa la sua chiosa, "non certo per paura delle primarie ma per vedere di contribuire al successo del progetto" della coalizione.
Nicola Fratoianni di Avs ribadisce la posizione del suo partito: "Non è che chi vince comanda, prima si fa il programma, non di 600 pagine, e poi si fanno le primarie". Anche sull'Ucraina osserva che "bisogna discutere di come avanzare una proposta che entri nel merito. Non ci sono filo putianini tra noi", dice anche lui presente alla festa di Fanpage aggiungendo tra l'altro "ci accusano tutti i giorni di essere antisemiti perché condanniamo Netanyhau".