"Ho deciso: alle prossime elezioni Politiche, dopo 44 anni, non mi ricandiderò. Lascio il Parlamento. Ringrazio tutti per la fiducia che m'è stata finora accordata. Mi fermo qui". È l'annuncio del senatore Pier Ferdinando Casini in un'intervista al Corriere della Sera.
"Ne ho parlato solo con i miei figli - racconta - Maria Carolina e Benedetta, le più grandi, avendomi sentito ripetere più volte l'intenzione di mollare, pensavano che anche stavolta non facessi sul serio. Ora capiranno che mi fermo davvero. Caterina e Francesco, che hanno sempre insistito affinché mi ricandidassi, nel nostro ultimo colloquio hanno invece convenuto che, sì, è giunto il momento di mettere un punto".
Il senatore, in Parlamento dal 1983, due mandati a Strasburgo e presidente dell'Aula di Montecitorio dal 2001 al 2005, ripercorre sul giornale le tappe più importanti del suo percorso politico: dagli esordi con la Dc, all'esperienza con il centrodestra di Berlusconi, fino a oggi. "Con la mente torno al primo giorno che, da neo eletto, metto piede a Montecitorio: è una mattina del luglio 1983. Non esistono i cellulari, i parlamentari hanno però a disposizione delle cabine telefoniche insonorizzate. Io allora ne apro una, entro e sa chi chiamò? Chiamo mio padre Tommaso, che era stato segretario provinciale della Dc. Ma riesco solo a dirgli, 'Sono qui', perché subito scoppio in un pianto a dirotto...La foto di lui che è sul palco insieme ad Alcide De Gasperi mi ha poi sempre seguito su tutte le scrivanie che ho avuto. Il giorno più bello? Quando, da presidente della camera, ricevetti Giovanni Paolo II, un uomo, un santo, che a un cristiano come me trasmetteva sensazioni irripetibili”.