Biella, niente mensa ai bimbi che non pagano la retta, a digiuno pure il prof che non segnala i casi
di Matteo PucciarelliLa storia merita di essere raccontata, partendo già dal luogo: il comune di Biella, feudo di Fratelli d’Italia e soprattutto dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, amministrato proprio dal partito della fiamma. Volano parole brutte (“omertosi!”, e chi scrive è Davide Zappalà, esponente di FdI nonché socio di Delmastro nella famosa “Bisteccheria d’Italia”, il locale aperto a Roma con un prestanome della camorra), ma di mezzo ci sono i pasti dei bambini e anche degli insegnanti, con un uno di loro che denuncia di esserlo visto negare per aver protestato.
La circolare del Comune contro i genitori morosi
Ma andando con ordine, tutto parte con una circolare del Comune protocollata il 23 settembre scorso, destinata ai dirigenti scolastici delle scuole primarie della città. Si chiede dunque “la collaborazione del personale sia ausiliario che insegnante”, per fare…
La storia merita di essere raccontata, partendo già dal luogo: il comune di Biella, feudo di Fratelli d’Italia e soprattutto dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, amministrato proprio dal partito della fiamma. Volano parole brutte (“omertosi!”, e chi scrive è Davide Zappalà, esponente di FdI nonché socio di Delmastro nella famosa “Bisteccheria d’Italia”, il locale aperto a Roma con un prestanome della camorra), ma di mezzo ci sono i pasti dei bambini e anche degli insegnanti, con un uno di loro che denuncia di esserlo visto negare per aver protestato.
La circolare del Comune contro i genitori morosi
Ma andando con ordine, tutto parte con una circolare del Comune protocollata il 23 settembre scorso, destinata ai dirigenti scolastici delle scuole primarie della città. Si chiede dunque “la collaborazione del personale sia ausiliario che insegnante”, per fare cosa? Collaborare al controllo degli accessi alla mensa, e se i bambini sono i figli di chi non paga il servizio chiamare i genitori, i “morosi”, per andarseli a riprendere. La ratio dell’assessorato è questa: per «un motivo di equità nei confronti della cittadinanza biellese nel complesso, sulla quale grava l’onere di coprire mediante la propria contribuzione fiscale il mancato introito per un servizio a domanda individuale qual è la mensa scolastica». La notizia diventa subito di dominio pubblico. «La scuola ha il compito di garantire crescita, educazione e benessere di bambine e bambini e di costruire quotidianamente con loro e con le loro famiglie una relazione fondata sulla fiducia. Le e gli insegnanti non possono essere trasformati in uno strumento di controllo delle posizioni economiche delle famiglie, né possono diventare esattori per conto del Comune», dice Roberta Cimma, della segreteria provinciale di Sinistra Italiana - Avs. Non solo, perché diversi insegnanti si rifiutano categoricamente di fare gli esattori supplenti, e tra loro c’è un dirigente locale dei rossoverdi, Roberto Pietrobon. Il quale, dopo le prese di posizione sui social e l’annuncio di “disobbedienza”, si vede negato anche lui il pasto che nelle settimane precedenti aveva regolarmente avuto. «Mi hanno detto non “ero segnato in bolla”, anzi che il mio nome era “cancellato”. Risposta testuale - racconta Pietrobon - Non so se sia una conseguenza del mio rifiuto, nelle settimane passate, di segnalare i miei e le mie alunne non in regola con le rette per il servizio di refezione scolastica alle quali ho voluto, comunque, garantire il pasto. Non so se, banalmente, il negarmi il pranzo sia dovuto al fatto di essere vegetariano, categoria non amata da chi, invece, ama la caccia e le bistecche. I fatti però sono questi, avvenuti davanti a diverse insegnanti e a decine di bambini e bambine».
L’intervento di Zappalà
Dopodiché, è arrivato il consigliere regionale Zappalà, celebre per essere uno dei soci del ristorante romano aperto con la figlia del prestanome del clan Senese (con lui, nella società fondata proprio a Biella da Delmastro, c’erano la ex vicepresidente della Regione Elena Chiorino e il segretario provinciale di FdI di Biella Cristiano Franceschini), a dare degli “omertosi” agli insegnanti che non si prestano: «Nessuno pretende da un insegnante di ispirazione comunista di lavorare un po’ oltre il perimetro previsto dal contratto. Sia mai! Ma almeno si abbia la decenza di non istigare all’ignavia quei colleghi che, evidentemente, hanno un senso civico più sviluppato».
L’interrogazione al ministro Valditara
La conclusione, per ora, è un’interrogazione parlamentare di Avs al ministro dell’Istruzione, Valditara. «A scuola ormai i docenti vivono in un clima di continua intimidazione politica – spiega la deputata Elisabetta Piccolotti - con il quale si tenta di comprimere i loro diritti e la libertà di insegnamento. Pietrobon e gli altri insegnanti che hanno messo la tutela della dignità dei bambini prima di ogni cosa hanno solo fatto il loro dovere di docenti. Chiederemo al ministro di sapere se intenda agire affinché venga ripristinata la regolare fornitura dei pasti a tutti gli insegnanti, anche a quelli che si rifiutano di operare come funzionari del recupero crediti per conto delle istituzioni comunali». Intanto, pare che con i bimbi figli di morosi, per non lasciarli a digiuno, qualche scuola abbia scelto di servirgli pane e acqua. Chissà cosa capiranno del mondo dei “grandi”.