Caso Reggio Emilia, Lerner “È sbagliato chiedere abiure per i crimini di Netanyahu”
di Francesco BeiGad Lerner, con le sue severe critiche a Israele, si è attirato molte inimicizie e ostracismi nella stessa comunità ebraica italiana. Ma ha sempre tenuto a distinguere le colpe e i crimini del governo Netanyahu e dell’Idf da quelle degli ebrei in generale.
Cosa è successo a Reggio Emilia?
«Chiunque avesse preteso di far sottoscrivere dichiarazioni politiche su Israele e Gaza - uso un verbo ipotetico perché non si capisce bene che credibilità abbia questo documento - non ha reso certo un servizio alla causa palestinese, non ha reso un servizio al dissenso ebraico che si batte contro le politiche criminali del governo israeliano e nemmeno al centro Malaguzzi e alla bellissima esperienza di Reggio Emilia».
Perché?
«È come se, dopo gli attentati di Al Qaeda e l’undici settembre, qualcuno avesse preteso una presa di distanza dal jihadismo a chiunque professasse la religione islamica. Il fatto che lo si chieda “in quanto ebrei” è un errore grave».
Errore del sindaco Marco Massari?
«No, anzi…
Gad Lerner, con le sue severe critiche a Israele, si è attirato molte inimicizie e ostracismi nella stessa comunità ebraica italiana. Ma ha sempre tenuto a distinguere le colpe e i crimini del governo Netanyahu e dell’Idf da quelle degli ebrei in generale.
Cosa è successo a Reggio Emilia?
«Chiunque avesse preteso di far sottoscrivere dichiarazioni politiche su Israele e Gaza - uso un verbo ipotetico perché non si capisce bene che credibilità abbia questo documento - non ha reso certo un servizio alla causa palestinese, non ha reso un servizio al dissenso ebraico che si batte contro le politiche criminali del governo israeliano e nemmeno al centro Malaguzzi e alla bellissima esperienza di Reggio Emilia».
Perché?
«È come se, dopo gli attentati di Al Qaeda e l’undici settembre, qualcuno avesse preteso una presa di distanza dal jihadismo a chiunque professasse la religione islamica. Il fatto che lo si chieda “in quanto ebrei” è un errore grave».
Errore del sindaco Marco Massari?
«No, anzi, mi pare che il sindaco di Reggio Emilia sia stato molto netto. Io ricordo che con lui, con il sindaco Massari, ho celebrato quest’anno a casa Cervi, la Giornata della memoria. Non ho dubbi sulla sua sensibilità».
Oltretutto il sindaco Massari è lo stesso che venne criticato da Francesca Albanese per aver ricordato i morti del 7 Ottobre insieme alla guerra a Gaza...
«E credo non si sia affatto pentito di averli ricordati».
C’è chi dice che sia giusto, oltre agli accordi militari, isolare Israele anche culturalmente. Sbagliano?
«Vede, io ho un legame forte con Israele e provo la vergogna di cui ha parlato tanto Carlo Ginzburg per i crimini di cui Israele si macchia a Gaza e in Cisgiordania. Per questo sono dolorosamente favorevole a una sospensione degli accordi commerciali, allo stop ai rifornimenti militari, e mi rammarico che il governo italiano non si sia unito alla Spagna, alla Francia, al Canada e al Regno Unito per chiedere un riconoscimento immediato dello Stato palestinese. Ma gli scambi culturali no, sono un’altra cosa, anzi sono decisivi, tanto più dentro a una situazione tragica come quella di cui parliamo».
Sta aumentando davvero l’antisemitismo nella società o è un’accusa che viene scagliata contro chi critica Israele?
«Il parlamento italiano sta accapigliandosi da mesi intorno all’impossibile tentativo di dare una definizione compiuta di cosa sia antisemitismo. Infatti l’esito paradossale è assumere per legge una definizione che, se fosse applicata, basterebbe per definire antisemita il film Naza, opera di due ebrei israeliani. Noi, che spesso veniamo accusati di “tradimento” della nostra appartenenza, possiamo però ben affermare che tra le colpe di Netanyahu c’è anche quella di aver resuscitato antichi pregiudizi».
Lei si definirebbe sionista?
«Io vado alle manifestazioni di solidarietà verso il popolo palestinese e dico anche lì che il mio è un sionismo biografico, esistenziale, i miei genitori sono nati lì, ma questo non mi impedisce di denunciare i crimini israeliani. Ma è evidente che sono cresciute di nuovo le bestialità del popolo “deicida”, quello che da sempre pratica la strage dei bambini. Queste idee percorrono la società e questa richiesta fatta solo agli ebrei - “siete benvenuti ma solo se prima mettete per iscritto la vostra abiura” - è esattamente il modo di appiattire il popolo ebraico nel suo insieme sui comportamenti del governo di Israele. Oltre che falso è anche offensivo, per quanto mi riguarda».
Quindi anche lei non l’avrebbe firmato quel documento?
«No, non devo discolparmi. Quelli che chiedono l’abiura non si rendono conto che c’è un problema culturale gigantesco in queste società che impastano etno-nazionalismo e religione. Proprio perché si parla di scuole, proprio perché è vero che nelle scuole israliane, così come nelle scuole palestinesi, si cancella l’altro, proprio perché l’infanzia viene educata a disconoscere l’umanità del nemico, il lavoro pedagogico di Loris Malaguzzi e di Reggio Emilia è importante e ha questo rilievo internazionale. È un motivo semmai per invitarne di più, non di meno, di scuole ebraiche».
Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha parlato di Terzo Reich. Ma se tutto è nazismo non si banalizza il nazismo vero?
«Scopiazzava il governo israeliano. Quelle di Meghnagi sono dichiarazione grottesche di un grande amico di Ignazio La Russa. Dimostra soltanto di non conoscere la storia della città e di non sapere nulla del suo antifascismo. Proprio la ricerca del muro contro muro è il contrario dell’esperienza che gli asili di Reggio Emilia rappresentano fin dal Dopoguerra».