L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire». Mentre i fondamentali dell’Occidente non sono mai stati così in bilico, con Trump che fa asse con Putin, Sergio Mattarella torna a difendere l’Unione europea, come istituzione ma anche come sistema di valori. «La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui nessuno intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni», ha ricordato in un discorso fatto in occasione dell’ottantesimo anniversario della Cida, la Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità.
L’altro concetto chiave del suo discorso è stato unità. Quella che servì per sconfiggere il terrorismo (quando Mattarella ha ricordato i dirigenti d’industria uccisi dalle Br, Pietro Coggiola, Carlo Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano, Giuseppe Taliercio, è partito un caldissimo applauso), e che servirebbe anche adesso. Un invito «all’unità di fondo che non …
L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire». Mentre i fondamentali dell’Occidente non sono mai stati così in bilico, con Trump che fa asse con Putin, Sergio Mattarella torna a difendere l’Unione europea, come istituzione ma anche come sistema di valori. «La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui nessuno intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni», ha ricordato in un discorso fatto in occasione dell’ottantesimo anniversario della Cida, la Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità.
L’altro concetto chiave del suo discorso è stato unità. Quella che servì per sconfiggere il terrorismo (quando Mattarella ha ricordato i dirigenti d’industria uccisi dalle Br, Pietro Coggiola, Carlo Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano, Giuseppe Taliercio, è partito un caldissimo applauso), e che servirebbe anche adesso. Un invito «all’unità di fondo che non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena». E quest’ultimo passaggio può essere letto anche come un invito a una campagna elettorale senza eccessi. Ha ricordato che la ricostruzione del Dopoguerra riuscì grazie a una classe dirigente «in grado di fare uscire il Paese da falsi miti propagandistici per governare processi complessi». Anche Romano Prodi, che è intervenuto a Napoli, all’Università Federico II, ha fatto una petizione europeista: «L’Europa o è unita o non ha futuro, bisogna essere sinceri. C’è una tale forza di schiacciamento sia da est che da ovest che o ci mettiamo insieme tutti i Paesi europei o siamo sempre più fuori dal giro». Prodi ha ricordato una verità amara: «La democrazia è in arretramento. Bisogna che si raggiunga la pace perché le continue tensioni innescano nella gente paura».
E di Europa ha parlato anche l’ex premier Enrico Letta: «È ancora troppo frammentata. Serve una maggiore integrazione e, soprattutto, una semplificazione delle regole. Il ventottesimo regime, il cosiddetto Eu-Inc, rappresenta uno strumento fondamentale per attrarre investimenti dall’estero».