Oggi le comunicazioni alle Camere della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. Verso le 13 e 30 la premier sarà al Quirinale per il consueto appuntamento con il presidente Sergio Mattarella prima dei vertici europei.
Meloni lascia il Senato, La Russa: “Premier coraggiosa”
Giorgia Meloni ha lasciato il Senato accompagnata dal presidente Ignazio La Russa. La seconda carica dello Stato si è soffermato a parlare con i cronisti: “Il discorso della premier mi è piaciuto molto. Molto chiaro e non dico coraggioso perché è sempre stata coraggiosa. Ma dico molto deciso per non lasciare nessun equivoco interpretativo. E mi ha fatto piacere vedere componenti delle opposizioni applaudire alcuni passaggi come quelli sull’Ucraina”. (di Gabriella Cerami)
“Europa deve proteggere gli italiani, non ostacolarli”
"Andrò con orgoglio e determinazione a Bruxells, agli italiani dobbiamo un'Europa che li protegga invece di ostacolarli". Così Meloni.
“Ceuta, non accettiamo stop Schengen sia diritto per altri e colpa per Italia”
In seguito agli eventi di Ceuta “l'Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, sulla base di una valutazione di sicurezza. E mi permetterete di dire che considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza e i confini italiani". Lo ha detto la presidente del Consiglio. La premier ha ricordato che "il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza" e che "si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente: dal 2006 a oggi, gli stati membri vi hanno fatto ricorso quasi cinquecento volte, e in oltre trenta casi i controlli hanno riguardato direttamente l'Italia. La Francia, ad esempio, mantiene i controlli alla frontiera con noi da oltre dieci anni. E' quindi difficile sostenere - ha aggiunto Meloni - che l'Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. Ricordo ai colleghi che l’Italia ha gli stessi doveri degli altri Stati membri, ma ha anche gli stessi diritti. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l'Italia".
“Bilancio Ue senza nuove tasse, più tempo per i rimborsi Pnrr”
"Sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo. "Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito" del "Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche" Ue proprio quando "serve investire di più. E in generale credo che" per le priorità strategiche "nessuno strumento" vada "escluso a priori".
“Firmeremo l’accordo sul bilancio Ue solo quando sarà giusto per l’Italia”
“La presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l'obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell'anno. Noi non siamo contrari per principio" ma "non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, ribadendo "in maniera molto chiara" che "l'Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione", componente "essenziale dell'autonomia strategica europea".
Risoluzioni separate per le cinque forze di opposizione. I passaggi di M5S e Pd sulle armi a Kiev
Risoluzioni separate per le cinque forze di opposizione. Nella mozione del M5s, di cui Repubblica ha preso visione, la formulazione sulle armi a Kiev è leggermente diversa rispetto al passato. Ancora a giugno, per il precedente Consiglio Ue, i Cinquestelle chiedevano esplicitamente al governo di «interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine». Il documento di oggi punta sull’iniziativa diplomatica e le armi diventano un inciso che riproduce, alla lettera, l’esito di Nova, il percorso di partecipazione che il M5s ha fatto con la base: «Preso atto (...) dell’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa, che attraverso il continuo invio di armamenti contribuiscono ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace...». Parole in ogni caso distanti dalla mozione del Pd che impegna l’esecutivo a «garantire sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie al rispetto del diritto di autodifesa sancito dall’articolo 51». Compreso quindi il «sostegno militare», menzionato esplicitamente nelle premesse. (di Serena Riformato)
“Europa non vada in ordine sparso su Ucraina, basta regali a Mosca”
"Mi interessa che l'Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perché un’Europa che si divide sui formati offre un'immagine di sé infantile, ed è l'unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, di questi tempi, ne sono già stati fatti abbastanza". Così la presidente del Consiglio. "Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto - ha aggiunto Meloni - allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti. Perché sarò onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa".
“Fondi per la difesa non sottratti agli ospedali, non siamo guerrafondai”
Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive" per le spese per la difesa ma "non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro, chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte" al welfare "da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Applausi solo da quattro senatori dem per passaggi su Ucraina
I senatori del Pd Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa e Pierferdinando Casini hanno applaudito (unici del loro gruppo) i passaggi dedicati da Meloni alla necessità di aiutare l’Ucraina a difendersi dal l’aggressione russa. (di Francesco Bei)
Al Senato applausi da maggioranza, in piedi, su parole Meloni sulla Russia
I senatori della maggioranza si sono alzati in piedi e hanno applaudito nell'aula del Senato quando la premier ha detto di non rimpiangere i carri armati russi a Praga durante le sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue. Un applauso è scattato anche al passaggio sul sostegno all'Ucraina ribadito da Meloni.
Meloni, da Russia nuova campagna d'autunno, punta a piegare Ucraina con terrore
Il Consiglio Europeo vedrà in apertura, il confronto con il Presidente Zelensky. Intanto, la Russia ha avviato la sua nuova campagna d'autunno contro l'Ucraina. Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile: centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell'orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia. I fatti, del resto, smentiscono la propaganda del Cremlino e di chi quella propaganda la porta anche qui in Italia. Dall'inizio dell'anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno, e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Meloni: “Non rimpiango il muro di Berlino o i carri armati russi”
"Se l'Ucraina smettesse domani di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell'occupazione di una nazione europea, e del ritorno dell'imperialismo di stampo sovietico che l'Europa ha conosciuto per mezzo secolo. Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il Muro di Berlino". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “Intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”
"L'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, spiegando che "l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina.
Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".
Centrosinistra diviso su risoluzioni per comunicazioni Meloni
Come anticipato, opposizioni divise in occasione delle comunicazioni della premier in Parlamento in vista del Consiglio europeo. I partiti del campo progressista presentano ognuno una risoluzione diversa e resta nel centrosinistra il nodo Ucraina.
Meloni, ogni costo in più che l'Ue impone a sé stessa è un vantaggio ai concorrenti
"Accanto alla risposta internazionale serve anche il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
"Perché le nostre imprese affrontano oggi una concorrenza globale sempre più aggressiva, e ogni costo in più che l'Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti - ha aggiunto -. E il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l'Italia ha concentrato il proprio lavoro".
Meloni: “Energia il peso maggiore, serve risposta coordinata e rapida”
"La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia e sulla competitività delle imprese è il costo dell'energia" e "nessuno può rispondere efficacemente da solo" per questo serve "una risposta coordinata e rapida". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, sottolineando che le regole "non possono aggravare la crisi".
Iniziate le comunicazioni di Meloni
Nell'Aula del Senato sono iniziate le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Al termine, intorno alle ore 10, la premier andrà come da prassi alla Camera per consegnare il testo del suo discorso per poi tornare a Palazzo Madama per assistere alla discussione generale (al momento sono 18 i senatori iscritti a parlare) e per la sua replica agli interventi. Dopo le dichiarazioni di voto e il voto sulle risoluzioni che i gruppi presenteranno, Meloni si sposterà nuovamente a Montecitorio alle ore 15,15.
Meloni arrivata al Senato, accolta da La Russa
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta al Senato per rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre che discuterà di competitività, Ucraina, prossimo Quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europee, migrazione, allargamento UE e riforme. La premier al suo arrivo è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.