“Sos inflazione, Bruxelles agisca”. La destra cambia la risoluzione
di Gabriella CeramiGiorgia Meloni
ROMA – Più flessibilità agli Stati membri dell’Ue per mettere al riparo famiglie e imprese dalle fibrillazioni dei mercati. L’energia è al centro della risoluzione che questa mattina il centrodestra presenterà al Senato e nel pomeriggio alla Camera durante il dibattito parlamentare sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì.
A differenza della bozza che era circolata due giorni fa l’attenzione viene puntata sulla necessità di chiedere maggiore flessibilità all’Unione europea a causa anche dell’inflazione. Quindi la mozione impegna il governo «a promuovere», se dovessero continuare le tensioni sui mercati energetici con ricadute sui bilanci pubblici nazionali, «un’applicazione pienamente coerente e flessibile del quadro di governance economica europea, riconoscendo la natura eccezionale ed esogena degli shock energetici e inflazionistici, consentendo agli Stati membri margini di flessibilità per adottare le misur…
ROMA – Più flessibilità agli Stati membri dell’Ue per mettere al riparo famiglie e imprese dalle fibrillazioni dei mercati. L’energia è al centro della risoluzione che questa mattina il centrodestra presenterà al Senato e nel pomeriggio alla Camera durante il dibattito parlamentare sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì.
A differenza della bozza che era circolata due giorni fa l’attenzione viene puntata sulla necessità di chiedere maggiore flessibilità all’Unione europea a causa anche dell’inflazione. Quindi la mozione impegna il governo «a promuovere», se dovessero continuare le tensioni sui mercati energetici con ricadute sui bilanci pubblici nazionali, «un’applicazione pienamente coerente e flessibile del quadro di governance economica europea, riconoscendo la natura eccezionale ed esogena degli shock energetici e inflazionistici, consentendo agli Stati membri margini di flessibilità per adottare le misure temporanee e mirate alla tutela di famiglie, imprese e competitività del sistema produttivo europeo».
Inoltre come già anticipato dalla premier Giorgia Meloni, il centrodestra chiede di «cooperare con gli Stati membri e le Istituzioni europee per l’adozione di misure finalizzate a contenere già nell’immediato i prezzi dell’energia, anche attraverso un sistema ETS più bilanciato, prevedibile e trasparente, anche attraverso misure mirate e temporanee».
Nella risoluzione, come emerso nei giorni scorsi, non vi è alcun riferimento a Donald Trump che ha detto a Volodymyr Zelensky: «Serve un nuovo presidente all’Ucraina». E neanche una parola sull’accordo sul gas russo tra il presidente Usa e Vladimir Putin. La guerra che viene combattuta in Ucraina viene affrontata con l’impegno di «promuovere una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri».
Per il resto la risoluzione viene annacquata per non scontentare la Lega. Il centrodestra chiede che non venga meno «la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato». Inoltre tali misure, viene specificato, «sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa», come il partito di Matteo Salvini aveva chiesto di specificare.
E di conseguenza non c’è nessun riferimento alle armi ma viene semplicemente garantita «la continuità del sostegno multidimensionale alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno». E viene chiesto di sostenere ogni iniziativa diplomatica «volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace».