ROMA – Si è preso altro tempo per decidere del suo futuro e intanto ha preparato gli scatoloni. «Finisce una storia durata vent’anni. Raccolgo i ricordi che mi hanno accompagnato in circa 500 puntate di Report», scrive su Facebook, Sigfrido Ranucci postando un video che lo ritrae mentre descrive alcuni oggetti sulla sua scrivania. Poi grande rancore: «L’avevo messo in conto e ho sempre cercato di immaginare come sarebbe andata. Mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose. Tuttavia non rimpiango nulla di quello che ho fatto».
Con Report l’esperienza è chiusa. Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso dell’ex conduttore che chiedeva il reintegro dopo essere stato rimosso e sostituito dal direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini. E la motivazione dell’ordinanza sta nel «malessere» all’interno della redazione di Report, creato dal clamore mediatico dopo l’attentato a Ranucci e il legame d’amicizia emerso tra lui e il presunto manda…
ROMA – Si è preso altro tempo per decidere del suo futuro e intanto ha preparato gli scatoloni. «Finisce una storia durata vent’anni. Raccolgo i ricordi che mi hanno accompagnato in circa 500 puntate di Report», scrive su Facebook, Sigfrido Ranucci postando un video che lo ritrae mentre descrive alcuni oggetti sulla sua scrivania. Poi grande rancore: «L’avevo messo in conto e ho sempre cercato di immaginare come sarebbe andata. Mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose. Tuttavia non rimpiango nulla di quello che ho fatto».
Con Report l’esperienza è chiusa. Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso dell’ex conduttore che chiedeva il reintegro dopo essere stato rimosso e sostituito dal direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini. E la motivazione dell’ordinanza sta nel «malessere» all’interno della redazione di Report, creato dal clamore mediatico dopo l’attentato a Ranucci e il legame d’amicizia emerso tra lui e il presunto mandate dell’ordigno, Valter Lavitola.
A Ranucci sono state prospettate tre strade: la vicedirezione di Rainews 24 o del Tg3, o l’ufficio di corrispondenza della Rai al Cairo. L’ex conduttore starebbe optando per il canale all news ma ancora nulla è deciso. Il verdetto lo fornirà lunedì 19, quando invece sarebbe dovuto arrivare ieri. Per adesso si limita al post sui social in cui aggiunge che «trasformare il dolore in resilienza: è quello che farò, con la promessa di rivederci prima o poi».
Chiuso il caso Report con una redazione che è stata in subbuglio per il cambio di conduttore, ora si è aperta un’altra questione che coinvolge invece il programma Mi manda Rai Tre, non la fascia serale del venerdì ma quella che va in onda il sabato mattina, affidata a Giulia Presutti. La giornalista che era stata indicata per il dopo Sigfrido Ranucci alla co-conduzione di Report con Daniele Piervincenzi, salvo poi aver fatto un passo indietro a causa delle proteste dei colleghi.
In una riunione tra la redazione, il direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini, e il vicedirettore Giuseppe Malara, si sarebbero alzati i toni. Il Comitato di redazione ha poi diffuso una nota sottolineando la preoccupazione riguardo «la sostenibilità degli imminenti nuovi impegni editoriali. L’ennesima diretta - si legge - aggiunta al sabato mattina appare alla redazione del tutto incongrua alle risorse ed eccessivamente oneroso».
La protesta riguarda Presutti che da inviata di Report è diventata conduttrice. I vertici Rai però non intendono indietreggiare piuttosto hanno garantito due autori in più a supporto della trasmissione.