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Cambio statuto e gazebo, i nodi dell’assemblea Pd. Sì alla proroga di Schlein

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Oggi 960 delegati dem convocati alla Nuvola di Roma: il mandato della leader prolungato fino a dopo il voto. Confronto con i riformisti
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La scenografia è stata scelta di grande impatto. Appuntamento dalle 9.30 alla Nuvola di Fuksas, l’enorme bolla di vetro e acciaio nel cuore dell’Eur, quadrante sud-ovest di Roma. L’assemblea dem – il parlamentino del partito – si riunisce per un alto ufficio: modificare lo Statuto per prorogare il mandato della segretaria Pd Elly Schlein, che formalmente scadrebbe il 12 marzo 2027. Proprio a ridosso delle urne (potenziali). L’aggiustamento passerà senza problemi, nessuno ritiene di poter sostituire la leader nel delicato anno elettorale. Da settimane il cruccio del Nazareno è un altro: riempire l’ambiziosa teca trasparente che ospiterà il consesso. Non solo per garantire il numero legale, ma anche per rendere l’evento “caldo”, e non un obbligo burocratico. Per questo, la dirigenza dem ha finora tenuto coperta la carta del voto online dei delegati, che pure alla fine dovrebbe comunque essere autorizzato. Il messaggio per i convocati è stato perentorio: dovete esserci di persona. Alcune…

La scenografia è stata scelta di grande impatto. Appuntamento dalle 9.30 alla Nuvola di Fuksas, l’enorme bolla di vetro e acciaio nel cuore dell’Eur, quadrante sud-ovest di Roma. L’assemblea dem – il parlamentino del partito – si riunisce per un alto ufficio: modificare lo Statuto per prorogare il mandato della segretaria Pd Elly Schlein, che formalmente scadrebbe il 12 marzo 2027. Proprio a ridosso delle urne (potenziali). L’aggiustamento passerà senza problemi, nessuno ritiene di poter sostituire la leader nel delicato anno elettorale. Da settimane il cruccio del Nazareno è un altro: riempire l’ambiziosa teca trasparente che ospiterà il consesso. Non solo per garantire il numero legale, ma anche per rendere l’evento “caldo”, e non un obbligo burocratico. Per questo, la dirigenza dem ha finora tenuto coperta la carta del voto online dei delegati, che pure alla fine dovrebbe comunque essere autorizzato. Il messaggio per i convocati è stato perentorio: dovete esserci di persona. Alcune federazioni del Nord, quelle che potevano permetterselo, in via straordinaria ci hanno persino messo un obolo. «La Federazione provinciale – si legge in una delle lettere di cui Repubblica ha preso visione – ha deciso di sostenere direttamente questo impegno economico, (…) al fine di riconoscere ai delegati che non ricoprono cariche elettive un rimborso delle spese di viaggio fino a 150 euro». Ma non abituatevi, si precisa: «Proprio per il suo carattere eccezionale, tale intervento non costituirà un precedente». Altri indizi dell’attenzione all’appuntamento: in una riunione con i segretari provinciali, venerdì della scorsa settimana, il responsabile Organizzazione Igor Taruffi non solo si è raccomandato che non ci siano defezioni. I gruppi più vicini a Roma sono stati sollecitati a portare non solo i delegati, ma anche i militanti senza diritto di voto in assemblea. Una versione più umile dell’«operazione Reggio Emilia» quando si organizzarono autobus da tutta Italia per il comizio di Schlein.

Al netto delle difficoltà logistiche, i numeri sono dalla parte di Schlein. Dopo le primarie 2023, l’ex eurodeputata aveva 333 delegati, Stefano Bonaccini 267, Gianni Cuperlo 20. Quattro anni dopo, le correnti degli sfidanti sono confluite quasi del tutte nella maggioranza. Rimane fuori l’area riformista: circa una cinquantina di teste. In ogni caso la minoranza, guidata dall’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini, non dovrebbe presentare un proprio documento. Valuterà in base alla relazione della leader, che tuttavia non dovrebbe essere messa ai voti. Ci si esprimerà solo sullo Statuto. L’ipotesi iniziale di inserire un codicillo che in automatico comportasse la proroga di ogni segretario nell’anno elettorale è stata rivista su richiesta dei riformisti. Porterebbe sempre il mandato da 4 a 5 anni, nel caso di legislature complete. La modifica, alla fine, preciserà che il prolungamento è sempre demandato all’ok dell’assemblea.

I distinguo politici emergeranno nel dibattito. La linea rossa dell’invio di armi a Kiev. La postura da tenere nell’alleanza. L’occasione persa nell’aver evitato più di uno sfidante dem alle primarie. Punto sul quale insisterà l’eurodeputato e aspirante sfidante Giorgio Gori.

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