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I sindaci di centrosinistra delle grandi città: “Diciamo no alle violenze, governo ci convochi”

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I nove primi cittadini di Roma, Milano, Genova, Torino, Bari, Cagliari, Bologna, Firenze e Napoli si appellano all’esecutivo dopo gli scontri in piazza: “Carovita fa soffrire i cittadini”
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Le viene chiesto di affrontare le emergenze sociali. Questa volta glielo si chiede in un modo tale che non le sia consentito essere reticente: convocare un tavolo di confronto con chi ogni giorno vive da vicino i problemi dei cittadini. I nove sindaci di centrosinistra alla guida delle grandi città italiane scrivono a Giorgia Meloni il giorno dopo la manifestazione della Cgil, che ha radunato pacificamente in piazza a Roma migliaia di persone, e gli episodi di violenza avvenuti a Torino, Milano e Bologna.

“Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo, è ormai evidente. È dunque necessario intervenire sulle garanzie essenziali per la popolazione italiana: il diritto all'abitare, le t…

Le viene chiesto di affrontare le emergenze sociali. Questa volta glielo si chiede in un modo tale che non le sia consentito essere reticente: convocare un tavolo di confronto con chi ogni giorno vive da vicino i problemi dei cittadini. I nove sindaci di centrosinistra alla guida delle grandi città italiane scrivono a Giorgia Meloni il giorno dopo la manifestazione della Cgil, che ha radunato pacificamente in piazza a Roma migliaia di persone, e gli episodi di violenza avvenuti a Torino, Milano e Bologna.

“Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo, è ormai evidente. È dunque necessario intervenire sulle garanzie essenziali per la popolazione italiana: il diritto all'abitare, le tutele per chi lavora, il trasporto pubblico efficiente", scrivono Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e presidente di Ali (Autonomie locali italiane), Beppe Sala, sindaco di Milano, Silvia Salis, sindaca di Genova, Sara Funaro, sindaca di Firenze, Vito Leccese sindaco di Bari, Matteo Lepore sindaco di Bologna, Stefano Lorusso sindaco di Torino, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e Massimo Zedda, sindaco di Cagliari.

Alla premier, che ha accusato le opposizioni di ambiguità, rispondono in maniera netta: “Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici”. Detto ciò non vogliono che Meloni sposti l’attenzione oscurando i motivi delle proteste: “Adesso è il momento che le istituzioni facciano fronte comune e che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Chiediamo che il governo convochi i sindaci al più presto” perché "le nostre città sono in sofferenza da nord a sud a causa del carovita e di tutto ciò che sta comportando. Questa situazione sta mettendo a dura prova le nostre comunità, acuendo le tensioni, e merita risposte immediate".

E poi ancora: “In questo momento ci sono segmenti produttivi a cui conviene restare fermi più che lavorare, soprattutto al Mezzogiorno, a causa dell'aumento repentino del costo dell'energia", aggiungono. La richiesta al governo è rivolta in particolare al ministro Piantedosi e al sottosegretario Mantovano, titolari dell'ordine pubblico.

"Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese", concludono i primi cittadini che rispetto al tavolo già convocato per il 27 ottobre al ministero dei trasporti con gli autotrasportatori chiedono di allargare la questione soprattutto di anticipare le risposte.

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