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Guerriglia a Milano, scambio di accuse tra Sala e Piantedosi. Tajani: un cdm in città

Disordini in piazza Duomo e dintorni Milano 18 Ottobre 2026 ANSA/MATTEO CORNER (ansa)

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Il sindaco di Milano: “Ieri pochi agenti, si è sottovalutato il momento”. Salvini: “Chi rompe paga. Stop alla cittadinanza a chi fa scontri”
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Milano si sta preparando a un’altra giornata di guerriglia urbana quando il sindaco Giuseppe Sala, nel condannare chi sabato pomeriggio ha danneggiato negozi, locali e vetrine in centro città, accusa chi avrebbe dovuto organizzare l’ordine pubblico e non lo ha fatto.

Fa notare che «soprattutto in piazza Duomo» sabato pomeriggio si son visti «una quantità di manifestanti e uno sparuto gruppo di poveri poliziotti in un angolo. Ho l’impressione — dice il primo cittadino — che si sia sottovalutato il momento e che le forze dell’ordine non fossero adeguate, mi sono sembrati tanti contro pochi», spiega Sala che parla di circa «200 poliziotti». Insomma, una «sensazione di non controllo della piazza».

Parole che innescano un botta e risposta, che andrà avanti per ore, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo il quale «puntare il dito contro le forze dell’ordine è il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i vio…

Milano si sta preparando a un’altra giornata di guerriglia urbana quando il sindaco Giuseppe Sala, nel condannare chi sabato pomeriggio ha danneggiato negozi, locali e vetrine in centro città, accusa chi avrebbe dovuto organizzare l’ordine pubblico e non lo ha fatto.

Fa notare che «soprattutto in piazza Duomo» sabato pomeriggio si son visti «una quantità di manifestanti e uno sparuto gruppo di poveri poliziotti in un angolo. Ho l’impressione — dice il primo cittadino — che si sia sottovalutato il momento e che le forze dell’ordine non fossero adeguate, mi sono sembrati tanti contro pochi», spiega Sala che parla di circa «200 poliziotti». Insomma, una «sensazione di non controllo della piazza».

Parole che innescano un botta e risposta, che andrà avanti per ore, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo il quale «puntare il dito contro le forze dell’ordine è il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo». Secondo il titolare del Viminale polemizzare sul «numero dei poliziotti è un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile».

Sala, in mattinata, aveva detto di temere nelle prossime settimane altri disordini, alla luce anche di quanto sta accadendo in Francia. In realtà nuovi episodi di violenza si verificano a distanza di poche ore. Il primo cittadino chiarisce che il suo discorso non si riferiva al «questore, con il quale lavoro ogni santo giorno», ma conferma di avere l’impressione «che si stia sottovalutando il momento e che, a Milano, le forze disponibili alla questura non siano adeguate». Carenza «inesistente», secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa, che si è detto «senza parole».

Non la pensano così i colleghi della maggioranza, almeno quelli di Forza Italia. Davanti a queste immagini, di vetrine devastate e negozi saccheggiati, il vicepremier azzurro Antonio Tajani incontra i vertici di Forza Italia. Dalla riunione emerge la richiesta di un «immediato invio di ulteriori unità delle forze dell’ordine e delle forze armate già dedicate al mantenimento della sicurezza, al fine di rafforzare anche i dispositivi di Strade sicure».

Secondo il ministro, occorre dotare le forze dell’ordine degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all’arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e quindi accelerare l’iter legislativo delle norme, contenute nel disegno di legge approvato nel luglio scorso, che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni dal momento che viene invertito l’onere della prova. L’ipotesi è di traslare in un decreto alcune di queste misure contenute nel provvedimento adesso all’esame del Senato. FI suggerisce inoltre la convocazione del consiglio dei ministri a Milano, «quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini e agli esercenti ingiustamente danneggiati» anche se sulla riunione “in trasferta” Meloni avrebbe qualche dubbio.

Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, torna su un provvedimento del suo partito più volte però considerato incostituzionale: «Già questa settimana riproporremo in Parlamento, dopo troppi ritardi causati da altri in passato, la proposta della Lega per introdurre una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori delle manifestazioni a rischio, a copertura degli eventuali danni».

Secondo Salvini è una proposta che si può approvare «nell’arco di una settimana». Mentre chiede che venga tolto «dal dibattito politico una volta per tutte il tema di ius scholae, ius soli o la concessione della cittadinanza prima dei 18 anni». E poi ancora: «Bisogna non dare la cittadinanza a chi in questi giorni è stato identificato nelle piazze italiane a fare scontri. Ci sono anche degli italiani imbecilli e delinquenti, ma quelli ce li dobbiamo tenere. Quelli che vorrebbero diventare italiani non dovranno mai più poter diventare italiani».

Quindi Salvini, che ha sempre nel mirino il ritorno al Viminale dopo il voto (è «precondizione per ogni futuro governo», chiarisce il suo fedelissimo Claudio Borghi) oggi a Milano in una conferenza stampa insisterà sulla norma “anti-maranza” e sui paletti per la cittadinanza a chi commette reati gravi.

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