✕

Milano, Salvini: “Qualcuno cercava il morto”. E chiede di accelerare sulla stretta alla cittadinanza

(ansa)

Ascolta l'audio

Il leader della Lega a via Bellerio con Silvia Sardone e Igor Iezzi
2 minuti di lettura

MILANO – Per Matteo Salvini la discussione sulla cittadinanza è chiusa. E con essa, almeno nelle intenzioni del leader della Lega, anche la proposta avanzata nei mesi scorsi dagli alleati di Forza Italia per facilitare l'accesso alla cittadinanza italiana. «Penso che Ius soli e Ius scholae siano archiviati, non per i fatti di questi due giorni, ma perché l'Italia è tra i primi tre posti in concessione di cittadinanza nei Paesi Ue». Il vicepremier parla dalla sede del Carroccio, in via Bellerio a Milano, accanto a lui ci sono Silvia Sardone e Igor Iezzi, dove presenta la proposta di legge sulla cittadinanza promossa dal suo partito, ribattezzata “anti-maranza” (cosa sono i maranza?, a domanda Salvini cede la parola a Iezzi, il quale dice che il significato lo ha letto sui giornali, «una via di mezzo tra marocchino e zanza»). Il “Capitano” approfitta dell’occasione per ribadire una linea di netta chiusura rispetto a qualsiasi allargamento dei criteri attuali, visto che gli alleati azzur…

MILANO – Per Matteo Salvini la discussione sulla cittadinanza è chiusa. E con essa, almeno nelle intenzioni del leader della Lega, anche la proposta avanzata nei mesi scorsi dagli alleati di Forza Italia per facilitare l'accesso alla cittadinanza italiana. «Penso che Ius soli e Ius scholae siano archiviati, non per i fatti di questi due giorni, ma perché l'Italia è tra i primi tre posti in concessione di cittadinanza nei Paesi Ue». Il vicepremier parla dalla sede del Carroccio, in via Bellerio a Milano, accanto a lui ci sono Silvia Sardone e Igor Iezzi, dove presenta la proposta di legge sulla cittadinanza promossa dal suo partito, ribattezzata “anti-maranza” (cosa sono i maranza?, a domanda Salvini cede la parola a Iezzi, il quale dice che il significato lo ha letto sui giornali, «una via di mezzo tra marocchino e zanza»). Il “Capitano” approfitta dell’occasione per ribadire una linea di netta chiusura rispetto a qualsiasi allargamento dei criteri attuali, visto che gli alleati azzurri proprio sullo Ius scholae avevano provato a distinguersi dalla Lega e da Fratelli d'Italia. Salvini non lascia spazio a mediazioni: «Si preoccuperanno i Paesi che sono in coda alla lista e non chi è in cima».

Il ragionamento del segretario federale dimissionario è che l'Italia conceda già un numero elevato di cittadinanze e che dunque non ci sia alcuna necessità di intervenire per ampliare la platea dei beneficiari. Una posizione che conferma le distanze all'interno della maggioranza su uno dei temi più divisivi, quello dei diritti e dell'integrazione dei cittadini stranieri. Ma la conferenza stampa diventa anche l'occasione per intervenire sulle violenze degli ultimi giorni. «Qualcuno cercava il morto e per fortuna non c'è stato», attacca Salvini. Che respinge qualsiasi lettura degli episodi in termini di tensione o disagio sociale: «Non si tratta di disagio sociale se parti per menare dei dipendenti. Non stai esprimendo disagio, stai esprimendo la tua indole criminale». Parole con cui il leader leghista rivendica la necessità di una risposta ferma dello Stato e rifiuta di individuare nelle difficoltà economiche o sociali una possibile spiegazione delle violenze. Salvini esclude però che l'Italia possa andare incontro a un'escalation delle proteste sul modello francese. «No, siamo sicuri che lo Stato dimostrerà di essere Stato», risponde a chi gli chiede se tema un allargamento della mobilitazione.

Il vicepremier distingue tra chi protesta pacificamente e chi ricorre alla violenza, assicurando attenzione alle categorie che chiedono interventi al governo: «Raccogliendo anche istanze di gente che sta chiedendo di essere aiutata a fare il suo lavoro, che non sta saccheggiando e devastando». Il riferimento è anche alle rivendicazioni economiche e alle difficoltà di alcuni settori produttivi. «Non avremo miliardi, ma delle risposte riusciremo a darle», promette Salvini. In particolare, sui camionisti, il ministro delle Infrastrutture si dice tranquillo: «Sono sicuro che riusciremo a sbloccare fondi fermi da troppo tempo e ad avviare un dialogo positivo». Per agricoltori e autotrasportatori che stanno bloccando con le loro proteste varie arterie del sud, tutte le promesse di daspo, arresti e altri fulmini e saette destinati agli attivisti per l’ambiente che in passato avevano fatto azioni dimostrative bloccato ad esempio il grande raccordo anulare, non valgono. Qui Salvini si fa comprensivo e speranzoso di “soluzioni” e “dialogo”. Legge e ordine sì, ma a convenienza.

Leggi i commenti