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Mattarella: “Soggetti inediti per l’inaccettabile violenza”. Cautela sul nuovo decreto

(ansa)

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Il presidente della Repubblica condanna gli scontri e difende gli agenti feriti. Rimarca la necessità di “un’analisi approfondita” sull’origine degli eventi “inattesi”. Il faro del Colle sulle misur
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Da dove spuntano questi minorenni vestiti di nero che saccheggiano i negozi dei centri storici, spaccano vetrine e sfidano la polizia? Implicano questa domanda, che impone una risposta politica, le considerazioni svolte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri a Imperia, all’assemblea nazionale dell’Upi. La frase chiave è questa: «Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti».

Al Quirinale hanno letto con sbigottita attenzione le cronache dei giornali degli ultimi giorni. Rivelano un quadro nuovo e imprevisto alle stesse forze dell’ordine. E dunque siamo di fronte a un fenomeno che impone un criterio interpretativo che non può essere il solito, riflettono al Colle. È come se Mattarella dicesse al governo: prima di affrettarsi a una nuova stretta securitaria occorre capire meglio quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi. Perché potrebbe rivel…

Da dove spuntano questi minorenni vestiti di nero che saccheggiano i negozi dei centri storici, spaccano vetrine e sfidano la polizia? Implicano questa domanda, che impone una risposta politica, le considerazioni svolte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri a Imperia, all’assemblea nazionale dell’Upi. La frase chiave è questa: «Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti».

Al Quirinale hanno letto con sbigottita attenzione le cronache dei giornali degli ultimi giorni. Rivelano un quadro nuovo e imprevisto alle stesse forze dell’ordine. E dunque siamo di fronte a un fenomeno che impone un criterio interpretativo che non può essere il solito, riflettono al Colle. È come se Mattarella dicesse al governo: prima di affrettarsi a una nuova stretta securitaria occorre capire meglio quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi. Perché potrebbe rivelarsi vano varare leggi più dure senza aver prima capito cos’è successo, a cominciare dal passaparola, perché il rischio è di inasprire la pena per un sedicenne senza aver studiato sufficienza il dark web. «Analisi intelligente», quindi. E pure «approfondita». Anche per evitare il ripetersi di altri fenomeni simili. Anche perché «c’è da riflettere sotto diversi profili».

Poi, ovviamente, Mattarella ha duramente condannato i ferimenti dei poliziotti. «Alle forze dell’ordine - in particolare ai quasi duecento loro feriti nei giorni scorsi – va la piena solidarietà della comunità nazionale». Ogni violenza, ha detto, «è inaccettabile», rimarcando la sua indignazione sull’aggettivo. Allo stesso tempo le proteste civili vanno garantite pienamente: «Il riferimento all’impegno al servizio dei cittadini passa dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi delle manifestazioni di vita delle nostre comunità». Un mese fa, parlando a Pordenonelegge, aveva fatto l’elogio del dissenso, visto come un presidio di libertà. Protestare, criticare, contestare - senza naturalmente aggredire l’altro - ci connota come una democrazia. Il rimedio alle autocrazie resta il «pluralismo delle opinioni, che impedisce al potere, anche quello digitale, di fossilizzarsi in una verità che pretende di imporre».

Come tradurre ulteriormente la sensibilità del Quirinale? Di fronte a migliaia di ragazzi senza capi, né comando, che mettono a ferro i centri delle grandi città, con tecniche da esproprio proletario anni Settanta, ma senza apparente motivazione politica, serve un’analisi più sofisticata rispetto alle violenze del passato. In altre parole: non basta limitarsi a una risposta ordinaria quando ne abbiamo davanti agli occhi una straordinaria. C’è qualcuno dietro? Ci sono casseur professionisti che dirigono gli assalti? L’impressione che se ne ricava, seguendo il ragionamento, è che al Quirinale pensano che la rabbia distruttiva esplosa nelle ultime 48 ore abbia poco a che fare con la questione sociale. Anzi, semmai, la danneggia pesantemente.

Al Colle aspettano di vedere le prime bozze del decreto del governo (fino a ieri sera non era arrivato ancora nulla sui tavoli degli uffici del presidente) per poi far partire le consuete interlocuzioni. Ma la sensazione è che siamo davanti a un altro tipo di trattativa che va oltre i profili di costituzionalità dei vari punti del provvedimento.

Il passaggio sulle violenze è stato molto applaudito, così come il resto del discorso, con cori da stadio. Invitato dal presidente dell’Upi, Enzo Lattuca, ha ottenuto il primo battimani quando ha detto: «Qui comincia l’Italia», riprendendo le parole del sindaco Claudio Scajola che aveva affermato: «Qui finisce l’Italia». Un’Italia che si avvia al voto in un clima improvvisamente francese.

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