L’ultima istantanea lo vedeva portar via gli scatoloni da Report, «una storia durata vent’anni», aveva detto con malinconia e rabbia, raccogliendo gli oggetti sulla sua scrivania. Ora quegli scatoloni potrà depositarli a Rainews24.
Sigfrido Ranucci ha scelto. Tra le tre strade che, dopo la rimozione da Report, la Rai gli aveva prospettato — la vicedirezione di Rainews 24, quella del Tg3 o l’ufficio di corrispondenza al Cairo — ha preferito la prima. Manterrà l’attuale qualifica - vicedirettore ad personam - e probabilmente avrà una delega agli approfondimenti, andando a coordinare la squadra di Spotlight, il programma d’inchiesta del canale all news.
La decisione è arrivata ieri sera, allo scadere dell’ultimatum. Anche se è caduta sull’ipotesi prevista. E già nei giorni scorsi Ranucci era stato visto a colloquio con il direttore. Fino all’ultimo però ha tenuto sospesa la Rai. E fino all’ultimo, a chi chiedeva notizie sulla sua prossima destinazione, rispondeva di dover ancora valutare…
L’ultima istantanea lo vedeva portar via gli scatoloni da Report, «una storia durata vent’anni», aveva detto con malinconia e rabbia, raccogliendo gli oggetti sulla sua scrivania. Ora quegli scatoloni potrà depositarli a Rainews24.
Sigfrido Ranucci ha scelto. Tra le tre strade che, dopo la rimozione da Report, la Rai gli aveva prospettato — la vicedirezione di Rainews 24, quella del Tg3 o l’ufficio di corrispondenza al Cairo — ha preferito la prima. Manterrà l’attuale qualifica - vicedirettore ad personam - e probabilmente avrà una delega agli approfondimenti, andando a coordinare la squadra di Spotlight, il programma d’inchiesta del canale all news.
La decisione è arrivata ieri sera, allo scadere dell’ultimatum. Anche se è caduta sull’ipotesi prevista. E già nei giorni scorsi Ranucci era stato visto a colloquio con il direttore. Fino all’ultimo però ha tenuto sospesa la Rai. E fino all’ultimo, a chi chiedeva notizie sulla sua prossima destinazione, rispondeva di dover ancora valutare diversi aspetti, di dover incontrare i suoi legali giuslavoristi, con i quali si è sentito fino a notte per essere certo.
Poi è arrivata l’ufficialità. Scaduta la mezzanotte, l’azienda avrebbe comunque deciso d’imperio la sede a cui assegnarlo, sulla base delle proposte che gli erano state fatte. Ma Ranucci l’immediato futuro ha voluto scriverlo da solo. Anche se sul filo di lana.
Il verdetto sarebbe dovuto arrivare già il 13 ottobre, ma l’ex conduttore del programma d’inchiesta di Rai3 aveva deciso di prendersi qualche altro giorno. E ogni minuto a sua disposizione. Alla fine ha deciso di accogliere una delle opzioni avanzate dall’azienda.
In estate, subito dopo l’allontanamento da Report, condotto per quasi dieci anni, Ranucci aveva detto: «Non accetterò altri ruoli». Riservando alla Rai parole poco generose su una delle tre ipotesi: «Hanno ucciso il Tg3». A Favignana, in pieno agosto, aveva aggiunto: «Ringrazio il Tg3 e Rainews per l’asilo politico. Io non capisco perché se non sono adatto per Report, dovrei essere adatto per gli altri». E sulla terza alternativa, la sede di corrispondenza al Cairo, aveva aggiunto: «Non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta anche da prima dell’ultimo attentato e al Cairo, all’estero, sarei senza scorta. Forse auspicano — aveva aggiunto — che potrei fare la fine di Regeni».
Così Ranucci ha provato a resistere. Fino alla fine dell’esperienza con Report sancito dal tribunale del Lavoro di Roma che ha rigettato il ricorso con il quale l’ex conduttore chiedeva il reintegro dopo essere stato sostituito dal direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini. Motivo? Il «malessere» all’interno della redazione della trasmissione d’inchiesta per il clamore mediatico dopo l’attentato e il legame d’amicizia emerso con il presunto mandante dell’ordigno, Valter Lavitola.
«Voglio fare il giornalista», aveva detto Ranucci dopo aver perso la prima battaglia legale. «Se non me lo permetteranno, qualcosa dovrò inventarmi per mettermi a disposizione della società dalla parte dei fragili e dei più deboli», aveva raccontato a Repubblica.
E, lasciando Report, aveva aggiunto: «Mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose». Ora si apre un nuovo capitolo. A Rainews.