Si avvia la macchina per rendere effettiva la possibilità di voto fuori sede per studenti, lavoratori, o per motivi cura e caregiver, sin dalle prossime elezioni. Dopo il via libera alla legge elettorale, infatti, il Viminale ha inviato ai prefetti una circolare nella quale viene chiesto di informare i Comuni degli adempimenti di loro competenza, "richiamando in particolare la necessità di immediata attivazione dell'elenco e di pubblicazione dell'avviso" per le domande. Il documento contiene le istruzioni per istituire l'albo comunale annuale degli elettori fuori sede, previsto per elezioni politiche, europee o referendum. Secondo la circolare del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Viminale, i Comuni devono pubblicare sui propri siti "con adeguato anticipo rispetto al 31 dicembre" un avviso con i requisiti, i termini, il modello di domanda e i recapiti per l'invio telematico della richiesta di iscrizione nell'elenco annuale degli elettori fuori sede.
La circolare ricorda le 4 categorie di fuori sede: gli elettori domiciliati temporaneamente, per studio o lavoro, almeno nove mesi, in un Comune di una Regione diversa; quelli che si trovano in questa condizione, per un periodo di almeno tre mesi, nel quale ricada la data di svolgimento del voto, per motivi di cura propria, o come caregiver familiari, o in quanto genitori o familiari conviventi di un minore sottoposto a terapie o cure in una struttura sanitaria fuori regione.
Il termine per presentare la domanda è fissato ogni anno al 31 dicembre, poi entro il 31 gennaio di ogni anno i Comuni devono comunicare alla Direzione centrale per i servizi elettorali il numero di elettori iscritti negli elenchi, distinto per categorie di "fuori sede" e Comune di provenienza. Per chi si ritrova nelle condizioni di "fuori sede" dopo il 31 dicembre, deve richiedere l'inserimento entro 30 giorni per partecipare alle elezioni nel corso dell'anno.
Gli uffici elettorali dei Comuni devono quindi tenere l'elenco degli elettori fuori sede. Il Comune di residenza deve rispondere "con la massima tempestività" alle richieste del Comune di domicilio temporaneo, "annotando nella lista elettorale sezionale nella quale l'elettore è iscritto che quest'ultimo eserciterà il voto in altro Comune".
Gli elettori ammessi al voto "fuori sede" sono distribuiti nelle sezioni ordinarie, secondo un criterio di prossimità territoriale al temporaneo domicilio e, di norma, in numero non superiore al 1O% degli elettori iscritti nella sezione. Entro dieci giorni dal voto, specifica la circolare, il Comune di domicilio temporaneo rilascia all'elettore "fuori sede" che ha fatto domanda un'attestazione - che può essere inviata anche per via telematica - di ammissione al voto con il numero e l'indirizzo della sezione assegnata.
In una prossima circolare, viene specificato, verranno comunicate le istruzioni sulla verbalizzazione e sul computo dei votanti.