Politica

Meloni a San Patrignano: “Irresponsabile chi definisce la cannabis droga leggera”

Meloni a San Patrignano: “Irresponsabile chi definisce la cannabis droga leggera”
(lapresse)

La premier all'incontro internazionale sulla prevenzione e il recupero, promosso da Italia e Francia: “Interlocuzioni con i network, correggere i messaggi fuorvianti sulle droghe. Questo luogo è unico ed eccezionale”

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

2 minuti di lettura

CORIANO – Dalla comunità di San Patrignano, aprendo i lavori dell'incontro internazionale sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze, promosso da Italia e Francia, Giorgia Meloni manda un messaggio al Parlamento e a chi vorrebbe legalizzare le droghe leggere: “I derivati dalla cannabis, che alcuni si ostinano irresponsabilmente a definire leggere, hanno percentuali di principio attivo Thc in media 30 volte più alte rispetto a qualche decennio fa”.

Dunque, per la premier, “le istituzioni devono parlare chiaro, sempre, perché la droga non è un diritto, ma è una minaccia per la salute, la dignità, la libertà delle persone, e non si deve avere paura di affermarlo, ripeterlo, sottolinearlo ogni volta che è necessario”. E fa sapere di aver “avviato una interlocuzione proficua con i principali network per correggere messaggi fuorvianti che troppo spesso abbiamo ascoltato in passato. La prevenzione - sottolinea Meloni - deve venire prima di tutto e deve cominciare il prima possibile. Deve parlare ai giovani, alle famiglie, alle scuole, alle università, deve raggiungere gli ambienti digitali dove i ragazzi passano molto tempo, deve impegnare i media in un'opera di corretta informazione, molto più di quanto sia stato fatto finora ed è in questa direzione che abbiamo avviato una interlocuzione proficua con i principali network per correggere messaggi fuorvianti che troppo spesso abbiamo ascoltato in passato".

Il luogo di questo incontro internazionale è evocativo, secondo la premier, per lanciare un segnale anche all’Europa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio per sottolineare quanto sia "significativo che tanti paesi e istituzioni abbiano scelto di riunirsi su iniziativa di Italia e Francia, per confrontarsi, rispondendo a una sfida che investe salute pubblica, coesione delle nostre società, sicurezza, qualità stessa della convivenza democratica". In prima fila ci sono i ministri Nordio, Abodi, Schillaci, Ciriani e Mazzi. E il sottosegretario Alfredo Mantovano, che Meloni ringrazia “per il lavoro straordinario che sta portando avanti proprio sul tema della lotta alla droga”. Letizia Moratti, co-fondatrice di questa comunità, riferisce alcuni numeri. A San Patrignano ci sono state 27 mila persone e oggi ospita 800 ragazzi, oltre il 72% di chi completa il percorso risulta recuperato. “Ma le persone non sono numeri, dietro ogni dipendenza c’è un essere umano e viene prima di tutto”.

Per questo, per Meloni, San Patrignano “rappresenta qualcosa di unico ed eccezionale, questa realtà va vista come strumento per comprendere cosa intendiamo quando parliamo di recuperare, recuperare vuol dire, per i latini, riprendere, riconquistare, tornare in possesso di qualcosa che era stato perduto o rubato”. Chi viene qui per disintossicarsi può svolgere fino a 50 attività formative per 20 settori professionali, “studio e lavoro costruiscono competenze e dignità e preparano concretamente al reinserimento”, spiega Moratti.

“A chiunque chiede aiuto – aggiunge Meloni a proposito di uno dei principi che saranno esplicitati nel documento - deve essere garantito un percorso di cura adeguato, personalizzato, senza barriere, senza discriminazioni. Non una risposta semplicemente sanitaria ma una proposta di vita integrale come avviene proprio nelle tante comunità di recupero disseminate sul territorio italiano, che da qui voglio salutare e ringraziare, una a una, perché sono loro a fare la differenza".

Un altro dei principi della dichiarazione riguarda il recupero. "È l'obiettivo finale di tutto quello che facciamo e oggi - ha continuato Meloni rivolgendosi agli ospiti in platea - avrete modo di vederlo anche con i vostri occhi visitando i principali settori nei quali si articola San Patrignano”.

La premier ricorda inoltra che è stata approvata “una legge che accresce e rende semplice e seria rispetto a quanto accaduto finora la possibilità per un tossicodipendente che abbia commesso reati spinto dall'uso delle sostanze di scontare in una comunità tutta la pena che gli è stata inflitta o la pena che gli rimane, perché la pena deve sapere aprire anche una strada di ritorno e perché il carcere non può essere l'unica risposta alla dipendenza”. Sulle colline riminesi 3900 persone hanno potuto scontare misure alternative e quattromila anni di carcere sono stati trasformati in pene alternative.

I commenti dei lettori