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Bonelli “Avs ha perso la pazienza, vediamoci in settimana. Il duello? Sì, se c’è un accordo”

Angelo Bonelli

 (ansa)

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Il leader verde: “Non ostacoleremo lo schema scelto per le primarie. Sull’Ucraina Pd e 5S troveranno una soluzione”
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ROMA – «Avs ha perso la pazienza». Il leader verde Angelo Bonelli è irritato. Molto irritato. I ripetuti appelli lanciati con Nicola Fratoianni agli alleati – «vediamoci» – finora sono caduti nel vuoto. E allora il tono diventa quello di una richiesta perentoria: «Elly Schlein e Giuseppe Conte ci facciano sapere quando possiamo riunirci e chiudere il programma».

Ma chi frena? La segretaria Pd ha detto che è pronta, il leader M5S ieri si è augurato un “confronto il prima possibile”.

«Da settimane sollecitiamo un faccia a faccia. Ma quando poi bisogna stringere, queste disponibilità si fanno meno chiare. Allora proponiamo noi una data: vediamoci la settimana prossima per avviare il percorso sui temi. Noi non siamo disposti a prenderci la responsabilità di ulteriori rinvii davanti al Paese».

Come si spiega gli indugi?

«Non vorrei che a rallentare il lavoro sui temi sia tutto questo dibattito sulle primarie».

Il senatore dem Dario Franceschini le propone a turno unico, Conte contro Schlei…

ROMA – «Avs ha perso la pazienza». Il leader verde Angelo Bonelli è irritato. Molto irritato. I ripetuti appelli lanciati con Nicola Fratoianni agli alleati – «vediamoci» – finora sono caduti nel vuoto. E allora il tono diventa quello di una richiesta perentoria: «Elly Schlein e Giuseppe Conte ci facciano sapere quando possiamo riunirci e chiudere il programma».

Ma chi frena? La segretaria Pd ha detto che è pronta, il leader M5S ieri si è augurato un “confronto il prima possibile”.

«Da settimane sollecitiamo un faccia a faccia. Ma quando poi bisogna stringere, queste disponibilità si fanno meno chiare. Allora proponiamo noi una data: vediamoci la settimana prossima per avviare il percorso sui temi. Noi non siamo disposti a prenderci la responsabilità di ulteriori rinvii davanti al Paese».

Come si spiega gli indugi?

«Non vorrei che a rallentare il lavoro sui temi sia tutto questo dibattito sulle primarie».

Il senatore dem Dario Franceschini le propone a turno unico, Conte contro Schlein. Per voi andrebbe bene?

«Abbiamo sempre detto di non ritenere i gazebo lo strumento più idoneo. Ma ormai è una discussione superata, se si ritiene che si debbano fare, si facciano. Purché si metta prima in sicurezza il programma, siamo disponibili ad accompagnare il processo per dare rapidamente un assetto forte e solido al centrosinistra».

Quindi rinuncereste a una vostra candidatura?

«Siamo laici. Si deve evitare il rischio che le primarie diventino un festival di Sanremo. Non saremo noi a metterci di traverso sullo schema, se si trova un accordo. Lo ripeto: per arrivare alla consultazione, è urgente chiarire la base programmatica».

Entro novembre, dice Franceschini.

«Il senatore dem ha il merito di indicare una data. Il punto però è che se non ci diamo una svegliata “entro novembre” rischia di diventare “entro dicembre”, e poi “entro gennaio”. Il Paese non può più attendere. La situazione è drammatica. Per questo abbiamo sentito l’urgenza di lanciare una manifestazione contro il carovita».

Pd, M5s, +Europa hanno detto sì. C’è un orizzonte temporale?

«Non ancora. Anche per quello serve parlarsi quanto prima. Dobbiamo dire ai cittadini come vogliamo cambiare l’Italia. Subito. i costi dell’energia sono insostenibili, le proteste impattano sulla vita delle persone costrette a pagare i prodotti ortofrutticoli come beni di lusso, abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa. Questo governo che fa? Continua a introdurre nuovi reati: in tutto sono 123, in media uno ogni 12 giorni».

C’è chi nel centrosinistra ritiene prematuro chiudere ora gli accordi, se si votasse in autunno.

«Posso capire questa preoccupazione. Ma i punti comuni vanno assolutamente delineati prima. Giorgia Meloni si sta già organizzando per le prossime elezioni. Anche noi abbiamo bisogno di un’imponente e coraggiosa offerta politica. È il 90% del lavoro necessario a costruire l’alleanza. La scelta del candidato premier viene dopo».

Conte però ritiene necessario scegliere presto il leader, per dare tempo agli elettori di riconoscersi in una guida comune.

«Non abbiamo obiezioni. Non ragioniamo per tatticismi, ma guardiamo al bene del Paese. Se Conte la pensa così, sa anche che è impossibile fare il passo successivo senza condividere una carta d’intenti. Sbrighiamoci».

Tra le ragioni del ritardo c’è anche la difficoltà di trovare un compromesso sugli aiuti militari a Kiev?

«Sono convinto che sia Schlein che Conte, da candidati premier, troverebbero una soluzione. Dobbiamo partire dal diritto dell’Ucraina a difendersi, ma anche dalla necessità di rilanciare il negoziato e ricostruire una cornice di diritto internazionale».

E quale sarebbe questa mediazione?

«Noi di Avs abbiamo le nostre idee, ma la soluzione va costruita insieme. Possiamo davvero far saltare un’alleanza perché non riusciamo a trovare un’intesa su questo punto? Non accadrà».

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