Campo largo, Conte: “Questa settimana ci dobbiamo vedere per iniziare il confronto sul programma”
di Serena RiformatoL’appello spazientito di Avs ha sortito il primo effetto. Dopo che il leader dei Verdi Angelo Bonelli, in un’intervista a Repubblica, ha sollecitato gli alleati a rompere gli indugi e indicare una data per incontrarsi già nei prossimi sette giorni, il presidente del M5S Giuseppe Conte dà il suo via libera: “Questa settimana ci dobbiamo vedere per iniziare a confrontarci”. L’annuncio arriva dagli Stati generali di Progetto civico Italia, il partito di Alessandro Onorato. L’appuntamento sembra prendere quota. Bonelli rivela di aver già ricevuto anche l’ok della segretaria Pd: “Felice e rasserenato che Schlein e Conte abbiano dato disponibilità a un incontro già dalla prossima settimana per cominciare a confrontarci sulla costruzione del programma. Il nostro appello a iniziare questo percorso è stato accolto, ne sono felice. È quello che ci chiedono gli italiani".
Manca la complicata lista degli invitati. È la location giusta per la domanda: chi verrà convocato al tavolo promesso e agogn…
L’appello spazientito di Avs ha sortito il primo effetto. Dopo che il leader dei Verdi Angelo Bonelli, in un’intervista a Repubblica, ha sollecitato gli alleati a rompere gli indugi e indicare una data per incontrarsi già nei prossimi sette giorni, il presidente del M5S Giuseppe Conte dà il suo via libera: “Questa settimana ci dobbiamo vedere per iniziare a confrontarci”. L’annuncio arriva dagli Stati generali di Progetto civico Italia, il partito di Alessandro Onorato. L’appuntamento sembra prendere quota. Bonelli rivela di aver già ricevuto anche l’ok della segretaria Pd: “Felice e rasserenato che Schlein e Conte abbiano dato disponibilità a un incontro già dalla prossima settimana per cominciare a confrontarci sulla costruzione del programma. Il nostro appello a iniziare questo percorso è stato accolto, ne sono felice. È quello che ci chiedono gli italiani".
Manca la complicata lista degli invitati. È la location giusta per la domanda: chi verrà convocato al tavolo promesso e agognato? “Anche voi”, scherza l’ex premier con i cronisti. “Tutti”, rilancia ottimista l’assessore capitolino. Anche Matteo Renzi? “Certo, sarà una furia di cervelli”, replica ironico. Enzo Maraio del Psi - che con Onorato condivide una componente al Senato, nata da un prestito M5s - è altrettanto positivo: “Credo chiameranno tutti quelli con una rappresentanza parlamentare”. Il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni spinge all’accoglienza larga: “Tutti e tutte coloro che pensano che sia urgente offrire un'alternativa alla destra di Meloni sono benvenuti a sedersi al tavolo. Quando ci alzeremo si capirà anche qual è il profilo della coalizione perché vorrà dire che c'è un'intesa su come cambiare concretamente questo paese”.
Una strada comunque lastricata di inciampi e sospetti. Prima ancora di arrivare agli Stati generali di Onorato, Conte si è premurato di smentire il retroscena che gli attribuisce un giudizio poco lusinghiero sulla segretaria dem: “Con Schlein candidata non si vince”. E insieme l'ipotesi di un suo passo indietro nella corsa alla leadership. A prendere le distanze dalla ricostruzione è l'ufficio stampa del Movimento, che definisce “del tutto fuorvianti” le indiscrezioni sulle parole dell'ex premier e sulle presunte telefonate accese con esponenti del Pd. “Le primarie si faranno e si faranno quanto prima, subito dopo il programma”, ribadiscono i Cinque stelle. Nessuna rinuncia alla competizione, dunque.
Dal palco, intanto, Conte prova a rispondere a chi dubita della capacità dei futuri alleati di governare insieme. “Tutti a chiederci: come farete? Ma abbiamo già governato nel momento più difficile”, rivendica, richiamando l'esperienza dell'esecutivo giallorosso durante la pandemia. E cerca una conferma direttamente dal sindaco di Napoli, ex ministro del suo governo, in prima fila ad ascoltarlo: «Gaetano, abbiamo mai avuto problemi?». «Mai», risponde Manfredi. «Tutti i giorni ci confrontavamo su tutto e chi portava l'idea migliore era vincente», insiste l'ex premier. Promette di replicare il metodo, con decisioni trasparenti e condivise. Parla da candidato presidente del Consiglio, facendo leva sull’esperienza pregressa: “Ho un sogno che vorrei realizzare nel nuovo governo: le scuole aperte anche nel pomeriggio”. E chiude con uno slogan che sembra guardare dritto alla finestra al primo piano nobile di Palazzo Chigi: “Andiamo a riprenderci l'Italia”.