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Alfieri: “Sul conflitto in Ucraina no a compromessi: governo diviso, a rischio la linea italiana”

(ansa)

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Il senatore dem: “Sulle armi Salvini ha squarciato un velo di ipocrisia, note le sue simpatie per Putin. Non c’è più una maggioranza”
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«Salvini ha squarciato il velo di ipocrisia del governo sul sostegno a Kiev e penso sia a rischio la posizione dell’Italia in Europa su questo fronte. Ma anche agli alleati del centrosinistra dico che sul sostegno al popolo ucraino martoriato da Putin il Pd non farà mediazioni al ribasso». Il senatore e membro della segreteria Pd Alessandro Alfieri, in queste ore impegnato come osservatore Osce a Belgrado per le elezioni in Serbia, non usa giri di parole.

Salvini ha ufficialmente chiesto al governo di cambiare la linea sul sostegno all’Ucraina. Pensa che a questo punto sia a rischio l’approvazione del nuovo pacchetto di aiuti a Kiev?

«Il rischio c’è. Constatiamo come si sia squarciato il velo di ipocrisia del governo: che la Lega fosse da sempre contraria a sostenere l’Ucraina e che invece avesse simpatia per la Russia di Putin lo sapevamo già. D’altronde ricordiamo le parole di Salvini, che avrebbe “dato via due Mattarella per mezzo Putin”».

Ma secondo lei davvero Meloni dopo l’uscit…

«Salvini ha squarciato il velo di ipocrisia del governo sul sostegno a Kiev e penso sia a rischio la posizione dell’Italia in Europa su questo fronte. Ma anche agli alleati del centrosinistra dico che sul sostegno al popolo ucraino martoriato da Putin il Pd non farà mediazioni al ribasso». Il senatore e membro della segreteria Pd Alessandro Alfieri, in queste ore impegnato come osservatore Osce a Belgrado per le elezioni in Serbia, non usa giri di parole.

Salvini ha ufficialmente chiesto al governo di cambiare la linea sul sostegno all’Ucraina. Pensa che a questo punto sia a rischio l’approvazione del nuovo pacchetto di aiuti a Kiev?

«Il rischio c’è. Constatiamo come si sia squarciato il velo di ipocrisia del governo: che la Lega fosse da sempre contraria a sostenere l’Ucraina e che invece avesse simpatia per la Russia di Putin lo sapevamo già. D’altronde ricordiamo le parole di Salvini, che avrebbe “dato via due Mattarella per mezzo Putin”».

Ma secondo lei davvero Meloni dopo l’uscita di Salvini cambierà linea su Kiev?

«La maggioranza che sostiene Meloni, già divisa su molti temi, da oggi sulla politica estera non c’è più. Salvini ha da tempo una fascinazione per Putin, ora rafforza i messaggi populisti, visto il calo dei sondaggi per la concorrenza di Vannacci e le tensioni nella Lega. Salvini vuole dare alla guerra in Ucraina la colpa dell’aumento dei prezzi della benzina e delle bollette, quando invece sappiamo benissimo che il maggior impatto su questi aumenti arriva dalle guerre scatenate dai suoi amici Trump e Netanyahu. E Meloni sta zitta perché sono già in campagna elettorale».

Secondo lei andremo a votare prima della fine della legislatura?

«Probabile. Meloni vede le difficoltà della sua maggioranza e non sa come rispondere al profondo disagio di tanta parte della società italiana con famiglie e imprese tartassate dal caro bollette e dalla benzina alle stelle. Vuole votare prima della fine della legislatura, noi dobbiamo farci trovare pronti».

A proposito, questa settimana i leader del campo largo inizieranno a parlare del programma. E tornando a Kiev, anche per il centrosinistra questo è un argomento divisivo.

«Sulla gran parte dei temi di politica estera c’è una ampia convergenza da parte di tutte, e dico tutte, le forze di opposizione. Rimane il tema del sostegno a Kiev, che deve trovare una sintesi allargando il perimetro della discussione».

E quale può essere per il Pd questa posizione più “larga”?

«Sull’Ucraina dobbiamo lavorare per un unico inviato che negozi la pace per conto dell’Europa, non lasciando solo a Trump, Putin e Xi Jinping la partita. Un negoziatore che si batta per una grande conferenza finalizzata a ridefinire l’architettura di sicurezza europea con tutti gli attori rilevanti. Ma, nel frattempo, noi dobbiamo aiutare gli ucraini a difendersi dai missili di Putin che uccidono donne e bambini in casa e sugli autobus».

Pensa che si possa trovare così un compromesso con i 5 stelle e Avs, i più restii sull’invio di aiuti militari a Kiev?

«Già le posizioni si sono avvicinate. Il Pd è pronto a discutere con senso di responsabilità, ma senza compromessi al ribasso».

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