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Consiglio di Stato, le precisazioni sulla cena contestata

Palazzo Spada sede del Consiglio di Stato

 

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In relazione all’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla partita della nomina ai vertici di Palazzo Spada – come rivelato da Repubblica il 16 e 17 ottobre – registriamo alcuni chiarimenti
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Caso Consiglio di Stato. In relazione all’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla partita della nomina ai vertici di Palazzo Spada – come rivelato da Repubblica il 16 e 17 ottobre – registriamo alcune precisazioni.

Sulla cena del 14 luglio scorso, ospitata dal presidente Vito Poli, tra i partecipanti il giudice chiamato a decidere dell’impugnazione di Luigi Carbone, ecco in sintesi cosa scrive la presidente (controparte di Carbone) Rosanna De Nictolis. «La sottoscritta non è coniugata né convivente more uxorio» con il dottor Poli «di talché è erroneo il riferimento al “marito” di De Nictolis. Come già riportato nel vostro articolo, la sottoscritta non partecipò alla cena», che quindi «non è avvenuta in casa De Nictolis». Aggiunge: «Non è esatta l’affermazione che la cena si tenne “a camera di consiglio aperta” perché l’udienza e la camera di consiglio si erano concluse molte ore prima». Anche il presidente Poli ci scrive: «Nessuno dei controinteressati al ricorso di Carbone (Bar…

Caso Consiglio di Stato. In relazione all’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla partita della nomina ai vertici di Palazzo Spada – come rivelato da Repubblica il 16 e 17 ottobre – registriamo alcune precisazioni.

Sulla cena del 14 luglio scorso, ospitata dal presidente Vito Poli, tra i partecipanti il giudice chiamato a decidere dell’impugnazione di Luigi Carbone, ecco in sintesi cosa scrive la presidente (controparte di Carbone) Rosanna De Nictolis. «La sottoscritta non è coniugata né convivente more uxorio» con il dottor Poli «di talché è erroneo il riferimento al “marito” di De Nictolis. Come già riportato nel vostro articolo, la sottoscritta non partecipò alla cena», che quindi «non è avvenuta in casa De Nictolis». Aggiunge: «Non è esatta l’affermazione che la cena si tenne “a camera di consiglio aperta” perché l’udienza e la camera di consiglio si erano concluse molte ore prima». Anche il presidente Poli ci scrive: «Nessuno dei controinteressati al ricorso di Carbone (Barra Caracciolo, De Nictolis, Lipari, de Francisco) era presente a tale cena». L’avvocato di De Nictolis, Donatello Genovese, va anche oltre: «È evidente il paradosso che si divulgano a mezzo stampa accuse contenute in uno scritto anonimo».

Su un altro punto, il professor Giovanni Doria e l’avvocata Eva Sonia Sala, membri laici, citati nell’esposto all’esame dei pm, smentiscono «nel modo più assoluto di aver mai fatto riferimento, in seno al Cpga o altrove, a presunte intercettazioni dei Servizi, o di aver posto in essere condotte finalizzate “a creare un clima di terrore”».

Il presidente Ermanno de Francisco, in solido col collegio che emanò l’ordinanza n. 137 (21 maggio 2026) in relazione alla controversia sulla gestione della spiaggia di Mondello, precisa che: l’affermazione «non è pertinente con l’oggetto dell’articolo; omette ogni considerazione della collegialità della decisione e risulta lesiva della dignità del presidente e dell’intero collegio decidente». Ribadisce inoltre che «nessuna attività è stata consentita in deroga alle valutazioni del prefetto di Palermo», che non intese emettere «alcuna interdittiva».

Repubblica prendeatto. E rileva: che De Nictolis (correttamente citata come assente) e Poli siano una coppia si desume anche dalle mail da loro stessi inviati al presidente Maruotti, fin dal 2024, in cui chiedono per opportunità di non sedere insieme in Adunanza plenaria.

Repubblica ha compiuto verifiche ascoltando anche il giudice F. F.

Non si dubita di ciò che De Nictolis sostiene, sulla camera di consiglio chiusa «molte ore prima», ma l’ordinanza è stata depositata due giorni dopo, il 16 luglio.

Infine. Repubblica ha dato conto non di anonime voci, ma delle indagini che la Procura ha inteso attivare, e di un teste ascoltato per due ore, ben due mesi dopo la ricezione dell’esposto anonimo. Com’è dovere, e diritto, del libero giornalismo.

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