«Sì, c’è un motivo per cui ho messo la mia firma sul ricorso che abbiamo depositato nel distretto di Firenze: questa legge elettorale non è solo sbagliata sotto tanti aspetti, ma è sovraccarica di vizi di legittimità». Ugo De Siervo, 84 anni, è stato giudice e poi presidente alla Consulta fino al 2011. Con analoga forza si era schierato, nei mesi scorsi, contro la riforma sulla giustizia.
Presidente De Siervo, non tutti gli “emeriti” ci mettono la faccia. Lei non ci ha pensato un attimo?
«Perché la legge mi appare come un vero e proprio attentato alla nostra Costituzione. E non si può assistere inerti — tanto più avendo conosciuto il funzionamento delle nostre istituzioni — ad un tentativo così pericoloso, per di più in un contesto tanto es…
«Sì, c’è un motivo per cui ho messo la mia firma sul ricorso che abbiamo depositato nel distretto di Firenze: questa legge elettorale non è solo sbagliata sotto tanti aspetti, ma è sovraccarica di vizi di legittimità». Ugo De Siervo, 84 anni, è stato giudice e poi presidente alla Consulta fino al 2011. Con analoga forza si era schierato, nei mesi scorsi, contro la riforma sulla giustizia.
Presidente De Siervo, non tutti gli “emeriti” ci mettono la faccia. Lei non ci ha pensato un attimo?
«Perché la legge mi appare come un vero e proprio attentato alla nostra Costituzione. E non si può assistere inerti — tanto più avendo conosciuto il funzionamento delle nostre istituzioni — ad un tentativo così pericoloso, per di più in un contesto tanto estraneo ai valori costituzionali».
Stiamo alle prerogative del legislatore: la stabilità non è un legittimo scopo di chi è eletto?
«Sì, ma non si può giustificare in nome della stabilità ogni peggioramento della democraticità del sistema elettorale. E ciò tanto più in un periodo di grave allontanamento dal voto dei cittadini...».
La preoccupa l’astensionismo?
«Sì, perché larga parte del corpo elettorale è evidentemente disilluso dalla selezione dei rappresentanti».
Su quali profili della legge lei punta il dito?
«Innanzitutto lo spropositato premio di maggioranza alla Camera ed al Senato per lo schieramento politico che raggiunga almeno il 42% nei due rami del Parlamento. Ma 70 deputati e 35 senatori eletti in blocco riuscirebbero a sovrarappresentare lo schieramento vincente, quale che sia, al punto da garantirsi in Parlamento l’agevole conseguimento delle maggioranze qualificate…»
Quelle che servono ad eleggersi gli organi di garanzia?
«Ecco, è un nodo. Un listone del genere urta in modo irrimediabile con quanto già deciso dalle sentenze della Corte: contraddice il regime democratico e non può quindi essere ammessa la candidatura di soggetti non conoscibili dagli elettori, come sarebbero appunto i componenti di tali listoni. E ciò a prescindere dal fatto che i senatori dovrebbero essere rappresentativi delle diverse realtà regionali».
E come valuta l’indicazione obbligatoria del presidente del Consiglio, prevista dal Melonellum? Lei sul premierato aveva sollevato forti obiezioni già in audizione.
«Obiezioni che la maggioranza lasciò cadere, salvo poi fermare il procedimento di revisione costituzionale. E ora addirittura si vuole imporre una norma che obblighi tutti gli schieramenti politici a pretendere la nomina del “loro” premier, con buona pace del potere del Capo dello Stato. A me sembra che una prescrizione del genere violi anche la libertà dei movimenti politici».
A destra sembrano convinti che la Corte possa correggere solo qualche punto. Una previsione?
«La Corte può certo cercare di correggere alcuni punti (penso allo spropositato aumento delle firme per i nuovi partiti, o alla drastica riduzione di prescrizioni a favore delle candidate). Ma mi sembra che i difetti complessivi della legge portino verso la necessaria demolizione della legge».
Intanto sull’altra riforma davvero demolita dalla Corte la Lega ora torna a fare pressing: sono pronte le intese del Nord sull’autonomia differenziata. Come le valuta?
«Penso che bisogna evitare di lasciare in vita parti della legge che possano permetterne un tentativo di recupero, seppur parziale, come sta cercando di fare il governo con l’autonomia differenziata a dispetto delle sentenze della Corte».
E del nuovo decreto sicurezza cosa pensa?
«Ci si illude che i decreti legge garantiscano la sicurezza, quasi che i problemi si possano risolvere con qualche nuova disposizione e non con buone politiche sociali e innovazioni culturali. Quanto alle sommarie opinioni di Nordio, basti ripensare a tutto quanto ha sostenuto, invano, in occasione del recente referendum».
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