Il passaporto italiano di Flavio Bolsonaro: il trisnonno veneto e quei dubbi dentro Montecitorio
di Stefano BaldoliniRiparato in Florida, attraverso l’Argentina di Milei e l’Ecuador, con un passaporto italiano. La fuga rocambolesca del senatore Flávio Bolsonaro, il candidato di destra sconfitto da Lula alle presidenziali di domenica e braccato dai giudici, sembra essere riuscita proprio grazie alla cittadinanza italiana, ottenuta nel 2023 non senza polemiche politiche. A sollevare qualche riserva, la velocità di approvazione della pratica – per lui e per il fratello Edoardo – e i dubbi sulla continuità della cittadinanza dagli avi, necessaria per il mantenimento dello ius sanguinis.
Ma andiamo con ordine.
“Mamma son tanto felice perché ritorno da te”. Era il novembre del 2021 quando sulla voce stentorea di Beniamino Gigli, l’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro postava sui suoi social le foto dei suoi nonni italiani di Anguillara Veneta e le immagini di sua madre, Donna Olinda, che lo aveva cresciuto cantandole la famosa canzone.
L’occasione fu la visita nella piccola cittadina del padovano in …
Riparato in Florida, attraverso l’Argentina di Milei e l’Ecuador, con un passaporto italiano. La fuga rocambolesca del senatore Flávio Bolsonaro, il candidato di destra sconfitto da Lula alle presidenziali di domenica e braccato dai giudici, sembra essere riuscita proprio grazie alla cittadinanza italiana, ottenuta nel 2023 non senza polemiche politiche. A sollevare qualche riserva, la velocità di approvazione della pratica – per lui e per il fratello Edoardo – e i dubbi sulla continuità della cittadinanza dagli avi, necessaria per il mantenimento dello ius sanguinis.
Ma andiamo con ordine.
“Mamma son tanto felice perché ritorno da te”. Era il novembre del 2021 quando sulla voce stentorea di Beniamino Gigli, l’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro postava sui suoi social le foto dei suoi nonni italiani di Anguillara Veneta e le immagini di sua madre, Donna Olinda, che lo aveva cresciuto cantandole la famosa canzone.
L’occasione fu la visita nella piccola cittadina del padovano in cui aveva vissuto il bisnonno Vittorio, tra esultanza e proteste della comunità locale dei brasiliani e concessione della cittadinanza onoraria. In quanto a quella giuridica - l’unica che conta a fini legali - nel gennaio del 2023 suscitarono non poche perplessità le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che negò una richiesta formale della stessa da parte del politico brasiliano appena sconfitto sempre da Lula.
L’ex leader di destra era infatti arrivato in Florida il 30 dicembre, due giorni prima dell’insediamento del suo successore, con un passaporto diplomatico in scadenza e il ricorso agli antenati veneti e toscani, emigrati nell’Ottocento in Brasile, era il pretesto per arrivare alla cittadinanza italiana ed evitare un’eventuale estradizione in vista dei problemi con la giustizia in cui sarebbe poi incorso.
Secondo la stampa brasiliana, Bolsonaro padre avrebbe deciso di seguire l’esempio di due dei suoi cinque figli, che la cittadinanza l’avevano richiesta. Ed è qui che entra il gioco la politica italiana.
“Chiarimenti in ordine alle criticità relative all'eventuale richiesta di cittadinanza italiana da parte dell'ex presidente del Brasile Bolsonaro ed agli effetti sulla richiesta avanzata dai figli”, vennero avanzati in Parlamento sempre nel gennaio 2023 dai dem Serracchiani, Porta, Boldrini, Quartapelle, Procopio e Provenzano. Secondo l’interrogazione, “nel 2020, Flavio ed Edoardo Bolsonaro, figli del presidente del Brasile Jair Bolsonaro, hanno chiesto di accedere alla lista di attesa della cancelleria consolare dell'ambasciata d'Italia a Brasilia per essere formalmente convocati dalla rappresentanza ai fini del riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis”.
Per i parlamentari Pd erano due le principali criticità emerse: è necessario infatti che i discendenti dell'avo italiano, compreso il richiedente, non abbiano mai perso la cittadinanza italiana. Inoltre per gli italiani all'estero mediamente intercorrono, dalla richiesta all'ottenimento della cittadinanza, tra i 10 e i 15 anni di tempo. Entrambi i punti sembravano disattesi.
Sempre negli stessi giorni, fu il co-leader di Avs Angelo Bonelli a presentare un’interrogazione al ministro degli Esteri sulla base delle notizie della stampa verdeoro secondo cui “tutta la famiglia Bolsonaro intende ottenere il rilascio della cittadinanza italiana presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia e venire in Italia il prima possibile”. E a maggio del 2025 il leader verde tornò sulla vicenda con toni ancora più duri accusando il governo italiano di dare la cittadinanza “a golpisti” come i Bolsonaro e il presidente argentino Milei e a negarla invece a chi ne avrebbe diritto.
Profetico fu infine il fratello di Flavio, l’ex deputato Eduardo, che il 12 ottobre scorso ha sfoggiato il passaporto italiano sui social sfidando il giudice della Corte suprema di Brasilia a chiedere alle autorità di Roma di annullarlo per ottenere l’estradizione. Il motivo? L’inizio della pena di quattro anni e due mesi di carcere per aver cercato di interferire nel processo a carico del padre Jair, condannato a sua volta per 27 anni per tentato golpe. Ora, sangue italiano e documenti più o meno in ordine, sono tutti riuniti sotto lo stesso tetto in Florida.