«Come sempre la montagna ha partorito un topolino», accusa Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. «È una finanziaria dal chiaro sapore elettorale che lascerà macerie a chi governerà dopo di loro».
Ma alcune misure, dal taglio delle tasse al congedo paritario, non sono vostri cavalli di battaglia?
«Ancora una volta Giorgia Meloni decide di rispondere alla grave crisi socio-economica del Paese con una somma di bonus, agevolazioni e regimi fiscali speciali, scaricando i costi sugli enti locali che saranno costretti a tagliare i servizi. Si intesta cioè i benefici degli sgravi e lascia a comuni e regioni l’onere di garantire trasporti, assistenza e scuole con risorse incerte. Il solito gioco delle tre carte. E non l’unico».
L’altro qual è?
«Ha dichiarato di puntare su giovani, casa, sanità, natalità e salari perché sa di aver fallito su tutti i fronti e ora prova a rimediare nell’ultima curva, chiedendo a coloro i quali finora non ha dato nulla di fidarsi ancora di lei. Dando indi…
«Come sempre la montagna ha partorito un topolino», accusa Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. «È una finanziaria dal chiaro sapore elettorale che lascerà macerie a chi governerà dopo di loro».
Ma alcune misure, dal taglio delle tasse al congedo paritario, non sono vostri cavalli di battaglia?
«Ancora una volta Giorgia Meloni decide di rispondere alla grave crisi socio-economica del Paese con una somma di bonus, agevolazioni e regimi fiscali speciali, scaricando i costi sugli enti locali che saranno costretti a tagliare i servizi. Si intesta cioè i benefici degli sgravi e lascia a comuni e regioni l’onere di garantire trasporti, assistenza e scuole con risorse incerte. Il solito gioco delle tre carte. E non l’unico».
L’altro qual è?
«Ha dichiarato di puntare su giovani, casa, sanità, natalità e salari perché sa di aver fallito su tutti i fronti e ora prova a rimediare nell’ultima curva, chiedendo a coloro i quali finora non ha dato nulla di fidarsi ancora di lei. Dando indirettamente ragione a noi dell’opposizione che da sempre battiamo su questi temi».
Il ministro Giorgetti però aveva avvertito che la coperta era corta.
«Certo che è corta, ma è colpa dell’insipienza di un governo che in quattro anni non è riuscito a mettere in campo nessun intervento strutturale per la crescita. Questa quinta manovra è il bilancio politico di una destra che ha aggravato le condizioni reali di vita degli italiani: i salari hanno perso l’8% del potere d’acquisto, le famiglie sono schiacciate dal caro vita, le imprese in ginocchio per i costi dell’energia. E loro cosa fanno? Solo spot e propaganda».
Insisto: il taglio dell’Irpef per il ceto medio, la detassazione per chi assume under 30, più fondi per la sanità non vanno nella direzione auspicata anche da voi?
«Sulla sanità è il solito imbroglio: la dotazione finanziaria si misura in rapporto al Pil, resta comunque sotto il 6% contro una media Ue del 7. Dove la porteremo noi una volta al governo, a differenza loro che l’unica cosa che hanno aumentato sono le spese per la difesa, al 5%, su ordine di Trump. Quanto alle tasse sul lavoro: se le abbassi vai sempre nella direzione giusta».
E allora, cosa c’è che non va?
«Fin qui l’esecutivo ha varato tante misure disomogenee e spesso incoerenti, figlie delle bandierine che ogni partito di maggioranza ha voluto piantare. Anziché una riforma organica, mirata ad allargare la base imponibile per ridurre la pressione fiscale, ha frammentato il sistema. Con rottamazioni, flat tax, regimi impositivi differenti su redditi comparabili ha creato un fisco à la carte per soddisfare le richieste di lobby e portatori di interesse».
In compenso ad assicurazioni e banche ha imposto un prelievo straordinario di 5 miliardi.
«Ha detto bene, straordinario. E l’anno prossimo? Come coprirai i bonus? Avrebbero potuto rendere strutturali le entrate alzando le tasse sulle rendite finanziarie, che invece non hanno toccato».
Però Bot e Btp sono i risparmi degli italiani, guai a minacciarli.
«Ma non sto dicendo di incidere su quei risparmi. Perché chi specula sulle criptovalute deve pagare il 33%, così come un insegnante che si spacca la schiena tutti i giorni? Perché non puoi prevedere un prelievo sui 500 contribuenti più ricchi, quelli con patrimoni superiori a 100 milioni che pagano la stessa aliquota di un lavoratore di cosiddetta fascia alta?».
Lei ha capito perché è stato rinviato il decreto bollette?
«Qualche sospetto ce l’ho. Meloni aveva annunciato che avrebbe tassato gli extra-profitti delle società energetiche e guarda caso il decreto che doveva ridurre il costo delle bollette è sparito dal Cdm…».
Non è una buona idea l’apertura di una posizione Inps per ogni nuovo nato, alimentata con 100 euro all’anno messi dallo Stato?
«Non si fanno figli per 100 euro, si fanno se hai una prospettiva di vita, un lavoro che non è povero, se lo stipendio ti consente di pagare un affitto o un mutuo. La grande questione che Meloni non ha mai affrontato è quella salariale. In questo senso il rapporto con gli altri paesi europei è impietoso: se tra il 2024 e il 2026 l’Italia è cresciuta dell’1,2%, Grecia e Portogallo più del 4 e la Spagna oltre il 6,5% un motivo ci sarà. Indovini quale».
Quindi per lei non c’è niente di buono nella manovra?
«L’unica buona notizia è che è l’ultima di questo governo. Anche oggi, in quel set cinematografico allestito a Palazzo Chigi, Meloni ha chiesto di essere giudicata per quello che farà. Lei invece deve rispondere di quello che ha fatto. Nulla. Quando capirà che più moltiplica propaganda e annunci, più crescono le proteste di studenti, autotrasportatori e agricoltori delusi dalle sue promesse tradite?».