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Elezioni, impazza il toto-data e avanza l’ipotesi election day tra maggio e giugno

(ansa)

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Per il ministro Ciriani il voto accorpato alle prossime amministrative “è una scelta che spetta a Mattarella”. Cateno De Luca scommette sul 9 e 10 maggio “con relativa pensione per tutti”. Ma c’è chi nella maggioranza – come il vicepremier Tajani – ribadisce che il governo arriverà a fine legislatura
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Eppure primavera è nell’aria, scriveva Oscar Wilde. Dopo tanti non detti e smentite, gli indugi sembrano ormai rotti: difficile pensare a una data per le elezioni politiche che non cada nel mese di maggio o al massimo in quello di giugno. Con buona pace di chi nella maggioranza, vicepremier Antonio Tajani compreso, fino a qualche giorno fa, ribadiva ancora: “Arriveremo a fine legislatura”.

I ragionamenti sul calendario delle urne ormai vengono fatti alla luce del sole, scatenando una sorta di toto-data. Non solo. Uno dei nodi sul tavolo è anche se il voto per le politiche sarà accorpato alle amministrative che dovranno eleggere il sindaco in città importanti come Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. Proprio ieri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24 ha detto che andare alle urne con l’election day "è una scelta che deve fare il governo ma deve fare soprattutto il presidente della Repubblica, unendo il voto delle grandi città vada al voto delle elez…

Eppure primavera è nell’aria, scriveva Oscar Wilde. Dopo tanti non detti e smentite, gli indugi sembrano ormai rotti: difficile pensare a una data per le elezioni politiche che non cada nel mese di maggio o al massimo in quello di giugno. Con buona pace di chi nella maggioranza, vicepremier Antonio Tajani compreso, fino a qualche giorno fa, ribadiva ancora: “Arriveremo a fine legislatura”.

I ragionamenti sul calendario delle urne ormai vengono fatti alla luce del sole, scatenando una sorta di toto-data. Non solo. Uno dei nodi sul tavolo è anche se il voto per le politiche sarà accorpato alle amministrative che dovranno eleggere il sindaco in città importanti come Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. Proprio ieri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24 ha detto che andare alle urne con l’election day "è una scelta che deve fare il governo ma deve fare soprattutto il presidente della Repubblica, unendo il voto delle grandi città vada al voto delle elezioni politiche".

(ansa)

C’è poi Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che ha le idee più chiare di tutti e ha già cerchiato in rosso due giorni. La data delle elezioni? "Ve la do per certa, c'è stata un'altra seduta spiritica bipartisan che ha indicato la prima settimana di maggio, domenica 9 e lunedì 10. Sono tutti d'accordo, così si può fare l'election day e si superano i quattro anni, sei mesi ed un giorno, con relativa pensione per tutti”, ha spiegato a “Un giorno da pecora” su Rai Radio1. Ai conduttori della trasmissione che lo hanno incalzato domandando "visto che dice di sapere con certezza quando ci saranno le elezioni, saprebbe dire anche quando si dimetterebbe la presidente Meloni?". Pronta la risposta: "Direi i primi giorni di febbraio, dopo l'approvazione del Milleproroghe".

Già a inizio ottobre, in un’intervista al Foglio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari aveva acceso una spia sulla possibilità di un anticipo del voto rispetto alla fine della legislatura. Fazzolari aveva infatti evidenziato come scadenze "naturali" sia "settembre" sia "giugno". La scelta di quando andare a nuove elezioni, aveva spiegato, "non dipende solo da noi”. Ma “ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei cinque anni, quindi a settembre, l'altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio".

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