Cateno De Luca e la foto con il Senatur. La mossa di candidare Renzo Bossi per conquistare i delusi
di Matteo PucciarelliC'è una fotografia del 2023 che racconta bene l’operazione di Cateno De Luca al Nord per le prossime Politiche. Ritrae il leader di Sud chiama Nord insieme a Umberto Bossi, nella casa del Senatùr a Gemonio.
A fargliela avere, tre anni dopo, è stato proprio Renzo Bossi, il figlio del fondatore della Lega, passato alla storia politica come il “Trota”. E dietro quello scatto c'è una trattativa appena cominciata: De Luca ha proposto a Bossi junior di candidarsi con la nuova lista nazionale che sta costruendo in alleanza con il centrodestra. La risposta, per il momento, è interlocutoria: «Parliamone». Tanto che il leader siciliano ha già in programma di andare a trovarlo per approfondire il discorso.
C'è una fotografia del 2023 che racconta bene l’operazione di Cateno De Luca al Nord per le prossime Politiche. Ritrae il leader di Sud chiama Nord insieme a Umberto Bossi, nella casa del Senatùr a Gemonio.
A fargliela avere, tre anni dopo, è stato proprio Renzo Bossi, il figlio del fondatore della Lega, passato alla storia politica come il “Trota”. E dietro quello scatto c'è una trattativa appena cominciata: De Luca ha proposto a Bossi junior di candidarsi con la nuova lista nazionale che sta costruendo in alleanza con il centrodestra. La risposta, per il momento, è interlocutoria: «Parliamone». Tanto che il leader siciliano ha già in programma di andare a trovarlo per approfondire il discorso.
L'obiettivo è semplice, cioè portare sulla scheda elettorale il cognome Bossi, che soprattutto al Nord conserva un significato politico e identitario. Un modo per intercettare quella parte dell'elettorato leghista che non si riconosce più nella leadership di Matteo Salvini, ma che non intende abbandonare il campo del centrodestra. Recuperare, insomma, i voti dei delusi senza spostarli dall'altra parte dello schieramento. Non è la prima volta che De Luca prova a pescare nel vecchio mondo del Carroccio. Già nel 2023, quando si candidò alle elezioni suppletive nel collegio di Monza, tentò di aprire un dialogo con gli ex leghisti, e da qui la genesi di quella foto con il Senatur. In quell'occasione ricordò anche un precedente della propria storia politica: la candidatura in Sicilia con la Lega, allora alleata di Raffaele Lombardo. Un rapporto antico, dunque, quello con il mondo autonomista e leghista, che oggi il sindaco di Taormina prova a riattivare su scala nazionale. La candidatura del "Trota”, ancora tutta da definire, avrebbe soprattutto un valore simbolico. Renzo Bossi è stato uno dei protagonisti della stagione della Lega delle origini, prima di uscire dalla scena politica nazionale. Il suo ritorno in una formazione diversa da quella fondata dal padre rappresenterebbe un segnale rivolto direttamente al vecchio elettorato bossiano. Ma l'operazione non si esaurisce nel cognome. De Luca ha avviato un dialogo anche con Paolo Grimoldi, ex parlamentare leghista e fondatore di Patto per il Nord, la formazione che raccoglie una parte dei militanti e dei dirigenti in rotta con Salvini. Grimoldi venne espulso dalla Lega nel 2024, nel pieno dello scontro interno culminato con la rivelazione che Umberto Bossi, alle elezioni europee, non avrebbe votato il Carroccio ma Marco Reguzzoni, ex leghista candidato con Forza Italia.
Da una parte quindi il nome del fondatore della Lega, attraverso il figlio Renzo; dall'altra un interlocutore come Grimoldi, che da tempo prova a organizzare politicamente il dissenso nordista. Due strade che potrebbero convergere nel progetto di una lista nazionale alleata del centrodestra. Per De Luca sarebbe anche un modo per superare i confini del Mezzogiorno, dove Sud chiama Nord ha costruito il proprio radicamento. E per Giorgia Meloni, in ultima istanza, un possibile canale attraverso il quale recuperare una parte del voto leghista in uscita.