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Perimetro, primarie e programma: parte il tavolo del campo largo

Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli 

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Oggi la call tra i leader di Pd, 5S e Avs per sciogliere il difficile rebus delle “3 P”. Ruffini e Gabrielli provano a federare le sigle centriste
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Non hanno deciso chi chiama chi e quando. Si sa però che «in giornata» i quattro cavalieri progressisti torneranno a riunirsi – stavolta in videocall – per avviare «finalmente» il cantiere dell’alternativa. Nel menu, le tre P che il popolo del centrosinistra aspetta: perimetro della coalizione, programma e naturalmente primarie, su cui «provare a fare qualche passo avanti». Sullo sfondo, la grande manifestazione lanciata da Avs contro il carovita. Che però si farà soltanto a valle del percorso unitario, ossia quando il campo largo sarà in grado di presentarsi nel suo assetto definitivo (esteso cioè ai centristi). E comunque non troppo lontano dal varo della finanziaria, prevista per fine anno. Da contrastare con ogni mezzo. E perciò inserita in cima all’ordine del giorno del vertice in calendario oggi.

Più di quattro mesi dopo quel primo incontro all’Osteria Costanza che aveva dato l’illusione di una partenza, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli ricomincia…

Non hanno deciso chi chiama chi e quando. Si sa però che «in giornata» i quattro cavalieri progressisti torneranno a riunirsi – stavolta in videocall – per avviare «finalmente» il cantiere dell’alternativa. Nel menu, le tre P che il popolo del centrosinistra aspetta: perimetro della coalizione, programma e naturalmente primarie, su cui «provare a fare qualche passo avanti». Sullo sfondo, la grande manifestazione lanciata da Avs contro il carovita. Che però si farà soltanto a valle del percorso unitario, ossia quando il campo largo sarà in grado di presentarsi nel suo assetto definitivo (esteso cioè ai centristi). E comunque non troppo lontano dal varo della finanziaria, prevista per fine anno. Da contrastare con ogni mezzo. E perciò inserita in cima all’ordine del giorno del vertice in calendario oggi.

Più di quattro mesi dopo quel primo incontro all’Osteria Costanza che aveva dato l’illusione di una partenza, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli ricominciano da dove si erano lasciati alla vigilia dell’estate. Tutti consapevoli che la discussione sui temi e le inevitabili mediazioni, su modalità e tempi per costruire un’alleanza coerente e competitiva non sarà breve e forse nemmeno indolore.

Il leader 5S ora ha fretta. «Alle forze di opposizione dico: ora dare tutto, senza perdere un secondo. Difendiamo l’Italia», ha suonato di nuovo la carica ieri, ribadendo l’urgenza di definire un programma comune. La sua intenzione è accelerare, non ne ha fatto mistero all’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari convocata martedì per preparare la corsa ai gazebo attraverso la costituzione di comitati territoriali per “Conte presidente”. «Vincerle le primarie non sarà facile, ma dobbiamo provarci», ha spiegato ai suoi. Quando? Entro gennaio, e non tra fine febbraio e metà marzo come invece sembra auspicare il Nazareno. Per un motivo che i contiani riassumono così: «Il candidato che prevarrà dovrà farsi accettare dalle altre comunità del campo progressista», svestire cioè i panni del capo partito per indossare quelli di leader della coalizione e convincere elettorati non proprio omogenei. È ciò che chiede pure Avs: chi vincerà la sfida dovrà rinunciare a guidare la sua forza politica «per impegnarsi al 100% nel nuovo ruolo». Con una premessa, però: «La priorità è il programma, la leadership viene dopo», torna ad avvertire Fratoianni. Chiarendo che, quando sarà, «noi non ci metteremo a fare la ruota di qualcuno». I rossoverdi resteranno neutrali, se pure decidessero di non correre, comunque non parteggeranno né per Conte né per Schlein.

Nel frattempo, il perimetro della coalizione resta sfocato. Le varie sigle centriste che ambiscono all’alleanza faticano a trovare un’intesa. A cui in queste ore sta lavorando il tandem Ruffini-Gabrielli: l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate ha chiamato tutti, da Renzi a Magi, fino a Onorato e Maraio, invitandoli a sedersi allo stesso tavolo. Obiettivo: lista unica e un solo candidato d’area alle primarie. La prossima settimana dovrebbero incontrarsi, anche se il leader di Italia viva ha già fatto sapere che lui non ci sarà, manderà Davide Faraone.

Intanto oggi il nocciolo duro del campo largo darà il via al cantiere dell’alternativa.

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