Manovra, allarme sanità. La rivolta di Regioni e medici: “Dimezzati i fondi richiesti”
di Michele BocciMeno della metà di quello che chiedevano le Regioni, e anche della cifra che, in due occasioni, a luglio e a settembre, il ministro alla Salute Orazio Schillaci aveva proposto al Mef. I 2,4 miliardi destinati alla sanità dalla manovra (ai quali ne va aggiunto uno stanziato nella Finanziaria 2026) creano scontento e timori nel mondo della sanità. Quella cifra, che dovrebbe fare un po’ scendere, nel 2027, il rapporto tra Fondo sanitario e Pil rispetto a quello di quest’anno, a molti non sembra sufficiente a finanziare il sistema. Del resto, proprio nel documento presentato da Schillaci al Mef, si diceva che tre miliardi erano necessari solo per i rialzi dei costi dell’energia, per l’aumento della spesa per farmaci e dispositivi. Una volta arrivati i numeri del governo, il ministro ha però detto, ieri durante un question time al Senato, che con la manovra 2027 il fondo sanitario «raggiunge i 146,3 miliardi, con attenzione soprattutto ai soggetti fragili. Non ci sono stati tagli». E ancor…
Meno della metà di quello che chiedevano le Regioni, e anche della cifra che, in due occasioni, a luglio e a settembre, il ministro alla Salute Orazio Schillaci aveva proposto al Mef. I 2,4 miliardi destinati alla sanità dalla manovra (ai quali ne va aggiunto uno stanziato nella Finanziaria 2026) creano scontento e timori nel mondo della sanità. Quella cifra, che dovrebbe fare un po’ scendere, nel 2027, il rapporto tra Fondo sanitario e Pil rispetto a quello di quest’anno, a molti non sembra sufficiente a finanziare il sistema. Del resto, proprio nel documento presentato da Schillaci al Mef, si diceva che tre miliardi erano necessari solo per i rialzi dei costi dell’energia, per l’aumento della spesa per farmaci e dispositivi. Una volta arrivati i numeri del governo, il ministro ha però detto, ieri durante un question time al Senato, che con la manovra 2027 il fondo sanitario «raggiunge i 146,3 miliardi, con attenzione soprattutto ai soggetti fragili. Non ci sono stati tagli». E ancora: «Siamo soddisfatti, ora bisogna utilizzare bene i fondi».
In attesa di capire meglio dove saranno destinate le risorse, nel sistema sanitario c’è un misto di rabbia e preoccupazione. «Che delusione la Finanziaria — dice il presidente toscano Eugenio Giani — C’è un aumento del Fondo di 3,4 miliardi rispetto ai 7,8 richiesti. E questa limitata cifra si propone come spesa vincolata». Dei 3,4 miliardi, uno servirà per i nuovi contratti di medici e infermieri. Poi ci sono risorse destinate ad aumentare le tariffe per le prestazioni ospedaliere, per l’assistenza all’Alzheimer, per le indennità di pronto soccorso e soprattutto per il payback, che dovrebbe da solo assorbire 1,5 miliardi. Non è chiaro quale sarà il meccanismo, ma lo stanziamento potrebbe essere destinato per metà all’industria, quindi non andrà tutto alle Regioni. «L’incremento del fondo sanitario non è sufficiente rispetto alla richiesta unanime delle Regioni», dice il presidente della Puglia, Antonio Decaro: «In più le risorse sono vincolate, non passano dai bilanci delle Regioni. A questo punto la sanità è una funzione che lo Stato si può riprendere». Delusione anche in Emilia-Romagna, mentre tra le Regioni governate dal centrodestra la Liguria plaude al fondo da 1,6 miliardi per le spese fuori dai Lea, principalmente per dentista e farmaci da banco, degli over 75 con pensione bassa. Per Giani la misura è una «apertura alla privatizzazione della sanità».
Piero Di Silverio, segretario di Anaao, il più grande sindacato dei medici ospedalieri, dice: «Le prime cifre non ci convincono e ci preoccupano. Aspettiamo il testo definitivo ma non è chiaro perché per ora si parla di indennità per i colleghi del pronto soccorso, contro la quale non abbiamo niente, e non dell’aumento dell’indennità di esclusività per tutti i medici. La aspettiamo da tempo, se non la danno inizierà una dura stagione di lotta sindacale». Visti i numeri, e visto che per pagare l’aumento ci vogliono 400 milioni, non è detto che la misura entri in manovra. Parla di «più soldi solo sulla carta» Cimo, altro sindacato degli ospedalieri: «Non c’è alcun intervento strutturale sul personale, né risorse per ampliare l’offerta sanitaria e ridurre le liste d’attesa». Anche dalla Cgil protestano, e ricordano lo sciopero del 20 novembre.
Per la segretaria Pd, Elly Schlein «questa destra vuole smantellare la sanità pubblica, la vuole a misura del portafoglio delle persone. Si tratta di una manovra di mance e spot elettorali. L’unica buona notizia è che è l’ultima di questo governo». Per il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte «con il crollo dei salari reali e della produzione industriale, con una pressione fiscale record, hanno la faccia di aumentare la spesa militare di 4,5 miliardi, mentre invece l’aumento per la sanità è meno della metà».