Igor Taruffi (Pd): “Ora pronti a vincere, questione sociale al centro”
di Serena RiformatoIgor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd, è nel giorno del “ve l’avevo detto”: «Visto? Nessun ritardo. Siamo esattamente dove dobbiamo essere: con la tabella di marcia stabilita avremo il programma e la guida della coalizione diversi mesi prima del voto, che sia in primavera o in autunno».
Ora i gazebo non sono più un’ipotesi. Se dovesse vincere la segretaria dem, una parte di 5s non voterebbe l’alleanza?
«Non credo. È una delle tante leggende metropolitane che vengono fatte circolare per mettere in difficoltà il centrosinistra».
Da chi?
«I salotti di questo Paese non vedono di buon occhio un eventuale governo progressista».
E se invece il timone andasse a Giuseppe Conte, si aprirebbe un problema per la leadership di Elly Schlein nel Pd?
«Questione ine…
Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd, è nel giorno del “ve l’avevo detto”: «Visto? Nessun ritardo. Siamo esattamente dove dobbiamo essere: con la tabella di marcia stabilita avremo il programma e la guida della coalizione diversi mesi prima del voto, che sia in primavera o in autunno».
Ora i gazebo non sono più un’ipotesi. Se dovesse vincere la segretaria dem, una parte di 5s non voterebbe l’alleanza?
«Non credo. È una delle tante leggende metropolitane che vengono fatte circolare per mettere in difficoltà il centrosinistra».
Da chi?
«I salotti di questo Paese non vedono di buon occhio un eventuale governo progressista».
E se invece il timone andasse a Giuseppe Conte, si aprirebbe un problema per la leadership di Elly Schlein nel Pd?
«Questione inesistente. Abbiamo appena prolungato in assemblea il mandato della segretaria fino alle elezioni. Siamo tutti impegnati a mandare a casa questo governo».
Primarie a doppio turno?
«Vedremo, non dipende solo da noi. L’elemento decisivo è aver messo in campo un percorso che tenga insieme tutte le forze di opposizione, mentre in tanti avevano scommesso che ci saremmo divisi».
Ci saranno più candidati? Per il senatore dem Dario Franceschini si rischia che il “primo round diventi il luogo della conta”.
«Quando si chiamano i cittadini a esprimersi non vedo mai particolari rischi. La partecipazione democratica porterà l’alleanza ad arrivare con il miglior assetto possibile alle urne. E senza andare a cercare figure esterne per la guida».
Sollevato che non si parli più di federatori e nomi terzi?
«Più che un’ipotesi è stato uno strumento di distrazione: è normale che a guidare il centrosinistra sia uno dei suoi volti. Per noi ovviamente è Elly Schlein».
Taruffi con la segretaria dem Elly Schlein
La consultazione includerà il voto online richiesto dal M5S?
«Ci metteremo d’accordo nelle prossime settimane».
Schlein lo volle per le primarie 2023 contro Stefano Bonaccini.
«Infatti non ci saranno problemi nemmeno su questo fronte. Non siamo pregiudizialmente contrari».
Il programma verrà definito in tavoli tematici a partire dalla prossima settimana?
«Immagino di sì. Ma non partiamo da zero. Ci baseremo sul lavoro fatto in questi anni in Parlamento: progetti di legge e risoluzioni condivise. È un patrimonio costruito anche nei territori, dove amministriamo insieme senza aver mai avuto un giorno di crisi».
Quali sono i punti su cui siete già d’accordo?
«Lavoro, difesa della sanità pubblica, la scuola. Abbiamo in cantiere anche un progetto di legge sull’energia che arriverà a breve. La nostra bussola è chiara».
Qual è?
«Nel Paese si è aperta una grande questione sociale, per non dire “materiale”, che necessita di risposte concrete. La destra al governo non ha saputo darle. Lo raccontano le manifestazioni di questi giorni, comprese quelle dei pescatori e degli autotrasportatori. Il potere d’acquisto delle famiglie si è eroso, la crescita è ferma».
Schlein ha promesso un percorso partecipativo aperto alla società civile. Ci sarà tempo per realizzarlo?
«Troveremo il modo di tenere insieme la necessità di concludere il programma nelle prossime settimane e il rapporto con le associazioni di categoria, i sindacati e il terzo settore».
Per l’Ucraina Bettini ha parlato dell’invio di armi difensive. Può essere il compromesso con M5s?
«Le posizioni non sono così inconciliabili. Magari sarà un punto su cui serviranno più giorni, ma non sono preoccupato, ci sono tutte le condizioni per trovare un’intesa».
Al centro si moltiplicano le liste. Sarebbe meglio arrivare a una sintesi?
«Per il bene della coalizione sarebbe meglio ci fosse più ordine possibile. Ma non spetta a noi imbrigliare un’area politica fuori dal Pd. L’importante è che tutti diano il proprio contributo».
Il veto di Conte a Renzi è superato?
«Mi pare che il confronto di venerdì abbia dissipato questo dubbio. Verranno incluse tutte le forze di opposizione in Parlamento».
Rifondazione comunista entrerà nell’alleanza?
«Abbiamo favorito la partecipazione democratica di una sigla esclusa da una legge elettorale che impone una raccolta di firme sproporzionata. Ma non ci sono decisioni definitive».