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Atreju, Meloni ci riprova: invita Schlein e Conte

Giorgia Meloni ad Atreju 2025 

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Il 5s pronto al sì, la dem prende tempo: lo scorso anno la premier le negò il confronto a due. La premier torna a parlare del Quirinale: “Sul Colle alla destra c’è razzismo culturale”
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ROMA – L’anno scorso la polemica si trascinò per molti giorni. Alla fine, Giuseppe Conte scelse di concedersi al palco di Atreju, intervistato da Tommaso Cerno. Elly Schlein disse no: la condizione posta, un faccia a faccia con Giorgia Meloni, le era stata negata. E il rilancio di Giorgia Meloni - disponibile solo a un dibattito a tre - fu giudicato una trappola, uno schema utile solo a mostrare plasticamente l’assenza di una leadership riconosciuta nell’area progressista. Trascorso un anno, ci risiamo: la premier ci riprova.

Negli ultimi giorni, con discrezione, Fratelli d’Italia ha inoltrato ai due leader del centrosinistra l’invito a partecipare all’edizione 2026. Appuntamento sensibile, perché precede la campagna elettorale (e in qualche modo la introduce). Il board dei cinquestelle, sondato, ha garantito che l’ex premier è pronto a partecipare. Non c’è ancora una data, ma non si sottrarrà al palco. Schlein, invece, ha preso tempo. Deve ancora valutare, pesare costi e benefici. I…

ROMA – L’anno scorso la polemica si trascinò per molti giorni. Alla fine, Giuseppe Conte scelse di concedersi al palco di Atreju, intervistato da Tommaso Cerno. Elly Schlein disse no: la condizione posta, un faccia a faccia con Giorgia Meloni, le era stata negata. E il rilancio di Giorgia Meloni - disponibile solo a un dibattito a tre - fu giudicato una trappola, uno schema utile solo a mostrare plasticamente l’assenza di una leadership riconosciuta nell’area progressista. Trascorso un anno, ci risiamo: la premier ci riprova.

Negli ultimi giorni, con discrezione, Fratelli d’Italia ha inoltrato ai due leader del centrosinistra l’invito a partecipare all’edizione 2026. Appuntamento sensibile, perché precede la campagna elettorale (e in qualche modo la introduce). Il board dei cinquestelle, sondato, ha garantito che l’ex premier è pronto a partecipare. Non c’è ancora una data, ma non si sottrarrà al palco. Schlein, invece, ha preso tempo. Deve ancora valutare, pesare costi e benefici. Insomma, deciderà nelle prossime settimane.

Invitare i principali big del campo avverso è tradizione, ad Atreju. Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, dunque, non fa altro che rispettare questa prassi. Ma c’è ovviamente anche una buona dose di malizia, nella mossa del vertice meloniano, perché il nodo politico potrebbe ripresentarsi identico allo scorso anno: chi parla a nome del campo largo? La segretaria dem potrebbe reagire sfidando Meloni a pubblico duello. E la premier, felice di poter sottolineare l’assenza di un candidato premier unitario (a dicembre, quando si svolgerà la kermesse, le primarie del campo largo dovranno ancora svolgersi), potrebbe di nuovo rilanciare: meglio un dibattito tra me, Conte e Schlein.

Questo almeno l’orientamento che si registra oggi, domani chissà. Nel frattempo, Meloni torna a parlare del futuro nel libro di Bruno Vespa, “Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”. Le chiedono di eventuali ambizioni quirinalizie, replica così: «Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi. Il Quirinale non è nei miei piani». Detto questo, aggiunge, non dovrebbe «fare scandalo» che la destra ambisca al vertice istituzionale e se la sinistra si indigna è solo a causa di una «concezione proprietaria che hanno delle istituzioni». «Ma chi lo ha detto - domanda - che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra? Trovo insopportabile questo “razzismo culturale”».

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