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Lega, secondo tempo del congresso in tre province lombarde: Salvini rischia di perdere tre a zero

Matteo Salvini

 

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A Varese, Bergamo e Brescia gli appuntamenti che potranno dare indicazioni sul futuro del partito. Intanto Garavaglia non ha ancora comunicato al leader se vorrà entrare in segreteria
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MILANO – Lo si potrebbe definire il secondo tempo del congresso della Lega, anche se stavolta potrebbe sembrare più un evento per intenditori. Però capace di dare molte indicazioni sul futuro del Carroccio. Infatti tra l’8 e il 22 novembre sono attesi tre congressi provinciali del partito, dove la maggioranza salviniana rischia di perdere 3 a 0, nei luoghi che più contano per la sua storia e il suo radicamento. A partire dal primo appuntamento, in un territorio simbolo come Varese, nella cui provincia tutto nacque con Umberto Bossi e Bobo Maroni.

In corsa ci sono l’uscente Andrea Cassani, tra coloro che hanno firmato per la candidatura di Massimo Garavaglia al congresso di Milano e in rappresentanza dei nordisti, e il sindaco di Casciago, Mirko Reto. La base è composta da quasi 600 militanti, numeri che pesano in tempi di partiti ridotti a scatole vuote, e ad Albizzate ci sarà anche Massimiliano Romeo, il grande reprobo del salvinismo, che per ora è rimasto in sella sia come capogrupp…

MILANO – Lo si potrebbe definire il secondo tempo del congresso della Lega, anche se stavolta potrebbe sembrare più un evento per intenditori. Però capace di dare molte indicazioni sul futuro del Carroccio. Infatti tra l’8 e il 22 novembre sono attesi tre congressi provinciali del partito, dove la maggioranza salviniana rischia di perdere 3 a 0, nei luoghi che più contano per la sua storia e il suo radicamento. A partire dal primo appuntamento, in un territorio simbolo come Varese, nella cui provincia tutto nacque con Umberto Bossi e Bobo Maroni.

In corsa ci sono l’uscente Andrea Cassani, tra coloro che hanno firmato per la candidatura di Massimo Garavaglia al congresso di Milano e in rappresentanza dei nordisti, e il sindaco di Casciago, Mirko Reto. La base è composta da quasi 600 militanti, numeri che pesano in tempi di partiti ridotti a scatole vuote, e ad Albizzate ci sarà anche Massimiliano Romeo, il grande reprobo del salvinismo, che per ora è rimasto in sella sia come capogruppo al Senato che come segretario della Lega Lombarda. Cassani ha il pieno appoggio anche di Attilio Fontana, il presidente della Regione Lombardia (e due volte sindaco di Varese) che con Romeo negli ultimi mesi aveva terremotato il quartier generale di via Bellerio. Va detto che neanche Reto è un salviniano doc, ma il suo nome coagulerà i fedelissimi del “Capitano”.

A Bergamo, si ricandida ancora una volta Fabrizio Sala, sindaco di Telgate, anche lui vicino alla triade Romeo-Fontana-Garavaglia. I salviniani non hanno un nome da contrapporgli. Ci stanno lavorando la deputata Rebecca Frassini (che è anche compagna di Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera) e il consigliere regionale Giovanni Malanchini, si parla del sindaco di Dalmine Francesco Bramani, ma la sostanza è che anche lì la maggioranza legata al segretario federale è in ambasce.

Stesso discorso a Brescia, dove Roberta Sisti cerca un nuovo mandato: anche lei, con Cassani, Sala e il segretario di Monza Fabio Ghezzi (altra provincia di peso nel Carroccio) era tra i firmatari della candidatura di Garavaglia.

Il quale non ha ancora comunicato a Matteo Salvini se effettivamente vorrà entrare nella nuova segreteria, come gli ha proposto il vicepresidente del Consiglio. Si va di indiscrezioni: sono più i dubbi che altro, ad attanagliare il senatore vicino a Giancarlo Giorgetti. Dubbi che si starebbero allargando anche a Luca Zaia, nordista pure lui che però ha scelto di stare in mezzo nella grande disputa congressuale, né di qui né di là.

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