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Cannabis legale, Magi: “Sia nel programma, tutela la salute. Andare oltre Mantovano il talebano”

Riccardo Magi 

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Il leader di Più Europa: “Le stime indicano benefici tra i quattro-cinque e gli otto miliardi l’anno. Si recuperano sette miliardi per arrivare al 7 per cento del Pil sulla sanità”
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Riccardo Magi, segretario di +Europa, porterete la legalizzazione della cannabis al tavolo del programma?

“È una delle riforme che è giusto aspettarsi, anzi pretendere, da un governo progressista e riformatore. Nessuno se l’aspettava da questa destra proibizionista e illiberale, che ha mosso guerra persino alla cannabis light, priva di effetti stupefacenti”.

Non rischiate di aggiungere un tema divisivo a un confronto già complicato?

“Non va intesa come una misura scapigliata proposta da chi vuole farsi le canne. È una misura di governo, sperimentata in diverse democrazie avanzate, di fronte a un consumo di massa: in Italia si stimano oltre sei milioni di consumatori”.

Qual è la contraddizione del proibizionismo?

“Consumare cannabis non è reato, ma produrla, cederla e venderla sì. Regolamentare produzione e commercio darebbe un colpo fortissimo al mercato delle narcomafie: la cannabis vale il 40 per cento del mercato illegale delle sostanze stupefacenti”.

La destra, in testa il sottose…

Riccardo Magi, segretario di +Europa, porterete la legalizzazione della cannabis al tavolo del programma?

“È una delle riforme che è giusto aspettarsi, anzi pretendere, da un governo progressista e riformatore. Nessuno se l’aspettava da questa destra proibizionista e illiberale, che ha mosso guerra persino alla cannabis light, priva di effetti stupefacenti”.

Non rischiate di aggiungere un tema divisivo a un confronto già complicato?

“Non va intesa come una misura scapigliata proposta da chi vuole farsi le canne. È una misura di governo, sperimentata in diverse democrazie avanzate, di fronte a un consumo di massa: in Italia si stimano oltre sei milioni di consumatori”.

Qual è la contraddizione del proibizionismo?

“Consumare cannabis non è reato, ma produrla, cederla e venderla sì. Regolamentare produzione e commercio darebbe un colpo fortissimo al mercato delle narcomafie: la cannabis vale il 40 per cento del mercato illegale delle sostanze stupefacenti”.

La destra, in testa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, obietta che la cannabis è diventata più potente e pericolosa negli ultimi tempi.

“Io lo chiamo ‘Mantovano il Talebano’. L’aumento del contenuto di Thc è legato proprio al mercato nero, sul quale non c’è alcun controllo. Legalizzare significa anche tutelare maggiormente la salute dei cittadini”.

Gli effetti sulle casse pubbliche?

“Le stime indicano benefici tra i quattro-cinque e gli otto miliardi l’anno, tra entrate fiscali, lavoro che emerge e risparmi per polizia e tribunali. Potremmo dire: sette miliardi dalla cannabis per arrivare al 7 per cento del Pil sulla sanità”.

Gli alleati sono d’accordo?

“Non ne abbiamo ancora parlato. Siamo disponibili a farlo, portando dati ed evidenze degli altri Paesi, come il Canada. Una riforma va scritta bene perché sia efficace, ma non credo che nel mondo progressista oggi sia ancora ragione di contrapposizione”.

Anche tra chi cerca il voto moderato?

“È maturata la consapevolezza che non sia una provocazione. Il proibizionismo produce effetti peggiori e ci priva dei benefici della legalizzazione”.

Può riavvicinare i giovani alla politica?

“Senz’altro. Abbiamo raccolto in pochi giorni oltre seicentomila firme per il referendum sulla cannabis: la stragrande maggioranza dei firmatari aveva meno di trent’anni. Firmavano per consapevolezza, non per irresponsabilità”.

Anche +Europa è a favore di un salario minimo, con cifra rivista al rialzo?

“Assolutamente sì”.

E la patrimoniale proposta da Avs?

“Non c’è una contrarietà di principio: valutiamone l’efficacia, capiamo davvero di cosa si tratta. La nostra priorità è abbattere le tasse per i più giovani che scappano dall’Italia”.

Con quali risorse?

“Maggiore progressività su tutto il sistema fiscale, anche sulle tasse di successione che sono un tabù nel nostro Paese”.

Favorevoli a un nuovo reddito di cittadinanza?

“Eravamo contrari, oggi vorremmo prima capire cosa cambierebbe. Di certo serve un welfare universale contro la povertà assoluta, ma non bisogna confondere il sostegno con le politiche attive del lavoro”.

A quando il primo tavolo annunciato per questa settimana?

“Speriamo il prima possibile”.

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