L’Italia esclusa dalla riunione E3 sull’Ucraina, Pd e 5S attaccano: “Noi guardiamo, altri decidono”
Un incontro tra i rappresentanti della Nato con quelli di Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti in settimana a Bruxelles “per discutere la strada da seguire per porre fine alla guerra in Ucraina in modo giusto e sostenibile", come ha spiegato la portavoce della Nato, Allison Hart. L’Italia non c’è. E la sua esclusione scatena le reazioni delle opposizioni, dal Pd al M5S.
"Questo dimostra ancora una volta la totale irrilevanza internazionale di Giorgia Meloni – commenta il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini –L'Italia è l'unico paese europeo del G7 lasciato fuori. Non solo ci pieghiamo senza fiatare ai diktat sul riarmo, non solo ci indebitiamo per comprare armi, ma grazie a Meloni non abbiamo alcuna voce in capitolo sul futuro dell'Europa. Altro che superamento o formalizzazione del formato E3 come vaneggiava la premier in Parlamento poco tempo fa. La totale marginalità italiana sui tavoli internazionali è uno dei capitoli più bui di questi quattro anni di governo”. D’accordo il vicepresidente del Movimento Stefano Patuanelli: “L'Italia non compare tra i Paesi invitati al tavolo. E pensare che appena pochi giorni fa Giorgia Meloni aveva dichiarato superato proprio quel formato negoziale, il cosiddetto E3. Evidentemente Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti non se ne sono accorti – scrive sui social – Per quattro anni abbiamo ascoltato sempre la stessa narrazione. La soluzione militare come unica prospettiva concreta, nessuna seria riflessione pubblica su una strategia alternativa, nessuna disponibilità ad ammettere che il sostegno all'Ucraina dovesse essere accompagnato da un'iniziativa diplomatica molto più incisiva. Oggi, mentre altri discutono delle condizioni della pace, delle garanzie di sicurezza e della futura architettura europea, l'Italia rischia di essere relegata al ruolo di spettatrice. Spettatrice pagante, peraltro. L'ennesima occasione persa da una destra che ha scambiato la propaganda per una strategia, gli insulti agli avversari per una linea politica e la fedeltà agli alleati per autorevolezza internazionale".
Per il Pd interviene il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama: "Il Formato E3 non è sufficiente e non è adeguato a rappresentare la composizione delle diverse posizioni europee rispetto alla questione ucraina. Serve un formato E5 con la partecipazione di Italia e Polonia. Il nostro governo non può stare ai margini delle iniziative diplomatiche europee finalizzate a porre fine al conflitto. È ora che Giorgia Meloni e Antonio Tajani battano un colpo".