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Centrodestra freddo su midterm, i leghisti scaricano Trump: “Deve tornare a essere Maga”

Il vicecapogruppo del Carroccio alla Camera Iezzi: “Far la guerra non paga”. Da via della Scrofa, quartier generale di FdI: “Ci aspettavamo un risultato negativo”
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L’Anatra Zoppa viene mollata dagli ex amici del centrodestra italiano. Perfino i leghisti scaricano Donald Trump. Sono stati i più Maga di tutti, anche se a loro volta ultimamente aveva cercato di prendere le distanze dal presidente americano. Sentivano aria di sconfitta. Ora dice il vicecapogruppo alla Camera Igor Iezzi: “Far la guerra non paga. È un insegnamento per tutti. Trump aveva delle cose e non le ha fatte, ha deciso di contraddistinguersi e la popolazione lo ha bocciato. Il problema di Trump è che ha assomigliato troppo a Biden. Deve tornare ad essere Maga, se fa il democratico il popolo lo boccia”. Tra i leader del centrodestra, Matteo Salvini è stato il più speranzoso sul risultato del presidente americano. Diceva alla vigilia del voto: “Spero in un segnale di buonsenso o di riscatto popolare contro le politiche progressiste”. Adesso anche lui accusa la botta e non risponde alle domande dei cronisti rimandando la sua posizione a una nota diffusa dall’ufficio stampa leghist…

L’Anatra Zoppa viene mollata dagli ex amici del centrodestra italiano. Perfino i leghisti scaricano Donald Trump. Sono stati i più Maga di tutti, anche se a loro volta ultimamente aveva cercato di prendere le distanze dal presidente americano. Sentivano aria di sconfitta. Ora dice il vicecapogruppo alla Camera Igor Iezzi: “Far la guerra non paga. È un insegnamento per tutti. Trump aveva delle cose e non le ha fatte, ha deciso di contraddistinguersi e la popolazione lo ha bocciato. Il problema di Trump è che ha assomigliato troppo a Biden. Deve tornare ad essere Maga, se fa il democratico il popolo lo boccia”. Tra i leader del centrodestra, Matteo Salvini è stato il più speranzoso sul risultato del presidente americano. Diceva alla vigilia del voto: “Spero in un segnale di buonsenso o di riscatto popolare contro le politiche progressiste”. Adesso anche lui accusa la botta e non risponde alle domande dei cronisti rimandando la sua posizione a una nota diffusa dall’ufficio stampa leghista: “La democrazia funziona, in un Paese libero come gli Stati Uniti, e quando un popolo vota, il suo voto va sempre rispettato e compreso. Riteniamo – si legge – che nel risultato americano abbiano pesato soprattutto le guerre, le tensioni internazionali e l’aumento del costo della vita, le cui conseguenze ricadono direttamente sulle famiglie. L’auspicio è che questo voto possa rappresentare un’accelerazione verso la fine dei conflitti e il ritorno alla pace”.

Giorgia Meloni nel nuovo libro di Bruno Vespa ha detto testualmente: “Non mi pento del rapporto con Trump. La nostra vicinanza al presidente americano fa parte dell’interesse dell’Italia”. Sulla campagna delle Midterm la premier italiana è stata molto coperta. E in via della Scrofa adesso l’umore è questo: “Ci aspettavamo un risultato negativo”. E infatti la deputata Ylenia Lucaselli, all’agenzia AdnKronos, dice: “Credo che i repubblicani d'America abbiano voglia di tornare al vero Partito Repubblicano, che evidentemente Trump in realtà non ha mai rappresentato”. Delusione tanta e il tentativo di spostare l’attenzione sulla volontà di ritornare “all'origine dei valori repubblicani" che un candidato come Marco Rubio, attuale segretario di Stato, "rappresenta molto bene". E poi ancora: "Se Trump non fosse Trump, probabilmente ora valuterebbe di dimettersi per poter poi portare JD Vance alla vittoria", aggiunge Lucaselli. Collega di partito dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che in Campania fece una campagna elettorale per le Regionali indossando un cappellino con scritto "Make Naples Great Again", ispirato al celebre berretto Maga.

Ma non fu il solo ad essere ritratto con questo simbolo. Forza Italia però non è più quella del cappellino Maga tenuto in mano a suo tempo da Antonio Tajani durante la riunione del Board of Peace di Washington. Il ministro degli Esteri non ha fatto in alcun modo il tifo per Trump in questa campagna elettorale adottando invece il “wait and see”. E adesso sottolinea: "Noi rispettiamo sempre e comunque la volontà del popolo americano. Gli Stati Uniti sono la più importante grande democrazia del mondo e ogni scelta che viene fatta, anche quando ci sono dei cambiamenti, deve essere rispettata. Per noi non cambia il rapporto con gli Stati Uniti". Il vicepremier parla dell’America come un partner “partner strategico e con la stessa lealtà e la stessa correttezza con la quale abbiamo lavorato con i governi con presidenti democratici o con presidenti repubblicani, continueremo a farlo qualunque sia il governo, qualunque sia la situazione parlamentare".

Per lo più nel centrodestra ci si augurava, alla luce dei sondaggi negativi per Trump, un mezzo pareggio americano: il Congresso ai Dem e il Senato ai Rep. Un augurio che è stato travolto dalla realtà. E ora è il momento dell’esplicita presa di distanza in casa forzista. Il portavoce Raffaele Nevi dice: “Per noi le elezioni americane sono un fatto interno agli States e ne prendiamo atto. L'America è un nostro interlocutore strategico e tale rimarrà a prescindere da chi saranno gli interlocutori”. Così il centrodestra è rimasto schiacciato dal voto americano e si appresta a vederne gli sviluppi.

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