A crederci sembra solo Donald Trump. Che vuole giocare la carta della pace in Ucraina il giorno dopo le elezioni di Mid-Term. Così nonostante l’ennesimo maxi bombardamento russo nelle zone di Zaporizhzhia e Kharkiv, che ha colpito persino un ospedale e provocato almeno trenta morti, è stato convocato per il prossimo 10 novembre ad Abu Dhabi un nuovo vertice trilaterale Usa-Ucraina-Russia per aprire uno spiraglio diplomatico. Oggi a Bruxelles, invece, si terrà un summit con i rappresentanti di Nato, Usa, Banca Mondiale e i cosiddetti E3, ossia Francia Germania e Gran Bretagna. Manca dunque l’Italia ed è stata utilizzata una formula ambigua per quanto riguarda la partecipazione dell’Unione europea. L’incontro infatti si svolgerà nella sede della Commissione Ue e quindi i diplomatici di Palazzo Berlaymont saranno presenti ma non è chiaro se a pieno titolo. Anche se in occasione degli incontri dello scorso mese a Miami era presente al tavolo Bjoern Seibert, il capo di gabinetto della pres…
A crederci sembra solo Donald Trump. Che vuole giocare la carta della pace in Ucraina il giorno dopo le elezioni di Mid-Term. Così nonostante l’ennesimo maxi bombardamento russo nelle zone di Zaporizhzhia e Kharkiv, che ha colpito persino un ospedale e provocato almeno trenta morti, è stato convocato per il prossimo 10 novembre ad Abu Dhabi un nuovo vertice trilaterale Usa-Ucraina-Russia per aprire uno spiraglio diplomatico. Oggi a Bruxelles, invece, si terrà un summit con i rappresentanti di Nato, Usa, Banca Mondiale e i cosiddetti E3, ossia Francia Germania e Gran Bretagna. Manca dunque l’Italia ed è stata utilizzata una formula ambigua per quanto riguarda la partecipazione dell’Unione europea. L’incontro infatti si svolgerà nella sede della Commissione Ue e quindi i diplomatici di Palazzo Berlaymont saranno presenti ma non è chiaro se a pieno titolo. Anche se in occasione degli incontri dello scorso mese a Miami era presente al tavolo Bjoern Seibert, il capo di gabinetto della presidente della Commissione.
«Siamo in contatto con le nostre controparti statunitensi — ha spiegato la portavoce dell’esecutivo comunitario — . L’incontro darà seguito a colloqui precedentemente tenutisi a Miami nell’ottica di una pace duratura e sostenibile in Ucraina. La riunione si concentrerà sulla ricostruzione e sulla prosperità dell’Ucraina nel dopoguerra».
Nel Golfo Persico, dunque, si rinnoverà la prossima settimana il vertice a tre tra gli inviati di Trump, Putin e Zelensky. L’uomo della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha confermato che gli States faranno da mediatori per «porre fine alla guerra» e «le discussioni si concentreranno sugli assetti di sicurezza nel dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace».
Evidentemente il presidente americano sta mettendo sul tavolo tutte le carte per uscire dall’impasse post voto delle elezioni di Mid-Term. Il coinvolgimento della Nato sembra puntare ad allargare la platea degli attori. La presenza, a Bruxelles, degli E3 viene utilizzata come una garanzia sugli eventuali accordi economici per la ricostruzione in Ucraina. Il “Tycoon” ha messo in campo anche la moglie Melania che riunirà domani alla Casa Bianca funzionari di Russia e Ucraina in quello che è descritto come un «momento straordinario per l’America».
Eppure in pochi scommettono sull’esito positivo di questi colloqui. Di certo non ci credono gli europei. Ma anche Kiev e Mosca non si presentano ottimisti. Zelensky ha fatto capire esplicitamente che la soluzione passa da un summit a tre con Putin e Trump. E poi ha osservato: «Putin colpisce mentre si vota in America». Frase detta dopo l’ennesimo attacco russo di lunedì notte alle centrali elettriche del Paese. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha puntato invece l’indice contro l’Europa: «Chiedono un cessate il fuoco immediato per offrire a Kiev una pausa, affinché possa ripristinare le proprie capacità di combattimento». Parole che non rappresentano un buon viatico per un accordo. Del resto nemmeno le bombe su Kiev lo sono. Pessimista anche il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dopo un incontro con il leader ucraino: «È importante che la Russia avvii finalmente negoziati seri. Al momento, non vedo che ciò stia accadendo».
Nel frattempo la Forza Multinazionale per l’Ucraina, composta da dieci Paesi europei partner della Nato (Belgio, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna e Svezia) condurrà la prossima settimana la prima esercitazione militare in Polonia. Sotto la guida di Francia e Gran Bretagna, circa 2800 militari testeranno la capacità di operare congiuntamente. Saranno la prima garanzia a difesa di Kiev dopo la pace.