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Primarie, Onorato in pista ma arriva lo stop di Gualtieri

ALESSANDRO ONORATO ASSESSORE E ROBERTO GUALTIERI SINDACO 

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Nel campo largo resta il nodo dell’aggregazione dei movimenti di centro. E l’annuncio dell’assessore di Roma crea tensioni tra i dem
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A metà della settimana decisiva, quella in cui la coalizione progressista avrebbe dovuto accendere i motori, è ancora tutto fermo. Colpa di una zeppa — cominciano a sospettare in tanti — che sta rallentando il processo di aggregazione dei “centrini”. Necessario per dare un ordine e una forma stabile all’alleanza, scongiurando il rischio accozzaglia.

Il primo incontro di tutte le sigle moderate che aspirano a entrare nel campo largo si sarebbe dovuto tenere proprio in questi giorni. Ma a oggi nessuno è in grado di dire né quando, né se si farà davvero. La colpa? Stavolta non sarebbe di Matteo Renzi, il quale — dopo molto esitare — ha ribadito la sua «disponibilità a sostenere il tentativo di Ernesto Ruffini» di ridurre a uno la frammentata galassia centrista. Gli occhi puntano invece su Alessandro Onorato, l’assessore capitolino e fondatore di Progetto civico Italia che pare aver dichiarato guerra al presidente di Iv per interposto Giuseppe Conte.

Il timore che si sta facendo strada è …

A metà della settimana decisiva, quella in cui la coalizione progressista avrebbe dovuto accendere i motori, è ancora tutto fermo. Colpa di una zeppa — cominciano a sospettare in tanti — che sta rallentando il processo di aggregazione dei “centrini”. Necessario per dare un ordine e una forma stabile all’alleanza, scongiurando il rischio accozzaglia.

Il primo incontro di tutte le sigle moderate che aspirano a entrare nel campo largo si sarebbe dovuto tenere proprio in questi giorni. Ma a oggi nessuno è in grado di dire né quando, né se si farà davvero. La colpa? Stavolta non sarebbe di Matteo Renzi, il quale — dopo molto esitare — ha ribadito la sua «disponibilità a sostenere il tentativo di Ernesto Ruffini» di ridurre a uno la frammentata galassia centrista. Gli occhi puntano invece su Alessandro Onorato, l’assessore capitolino e fondatore di Progetto civico Italia che pare aver dichiarato guerra al presidente di Iv per interposto Giuseppe Conte.

Il timore che si sta facendo strada è che fra i due ci sia un accordo: Onorato si candiderà ai gazebo per provare a favorire il capo 5Stelle, rubando voti a Elly Schlein; quindi, alle elezioni, farà una sua lista insieme agli altri “piccoli”, per far fuori Renzi dal Parlamento grazie alla regola del miglior perdente. Un disegno che però in Campidoglio guardano con freddezza. Nell’entourage del sindaco si dà infatti «per scontato che un assessore di Gualtieri non possa correre alle primarie contro la segretaria nazionale del suo partito», avvertono. Chiaro il messaggio: se lo scalpitante amministratore vorrà partecipare alla sfida per la leadership dovrà lasciare l’incarico comunale, che è pur sempre di natura fiduciaria. Non sono passate inosservate le dichiarazioni rilasciate al Foglio con cui ieri il titolare del Turismo ha di fatto ufficializzato la sua gara: «Prima andiamo alle primarie, ognuno con la propria specificità, e poi vediamo se ci sono le condizioni e lo spazio politico reale per unirsi. Altrimenti rischiamo di perdere i potenziali elettori che non votano più e che chiedono novità».

Affermazioni non del tutto in linea con quelle di Enzo Maraio, il segretario del Psi che ha accolto sotto il suo simbolo il partito di Onorato per formare insieme una componente autonoma in Senato (grazie al prestito di un eletto cinquestelle): requisito necessario per ridurre il numero delle firme richieste dalla nuova legge elettorale e intanto sedersi al tavolo di coalizione sul programma, che sarà coordinato dai capigruppo di tutte le forze progressiste rappresentate in Parlamento.

«Noi siamo per unire, le telefonate intense che ci stiamo scambiando nelle ultime ore vanno in questa direzione», rivela Maraio. «E so per certo che anche Alessandro la pensa come me», precisa: «Se mettiamo al bando i personalismi e i tentativi di annessione si può dialogare con tutti. Senza pregiudizi nei confronti di nessuno, il leader di Italia viva compreso». Ancora più esplicito Ruffini che, insieme a Franco Gabrielli, armeggia da giorni con cerotti e colla per arrivare a una lista unica: «Stiamo continuando a parlarci. In questo momento la cosa più importante per il centrosinistra è cercare di fare in modo che alle prossime elezioni non vinca il centrodestra».

Conte tuttavia è impaziente. «Abbiamo atteso anche troppo», sorride ai cronisti in Transatlantico, «bisogna dare ai cittadini segnali forti». Quanto ai centristi, «io non so chi parteciperà, l’importante è che lo facciano con idee chiare». Per il resto, quel che aveva da dire, l’ha già detto: tocca a Schlein, che l’ha voluto dentro, dare garanzie su Renzi. Inutile ribadire l’ovvio: per lui, l’affondatore del governo giallorosso sarebbe dovuto restare fuori.

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