I pirati informatici, nel salotto di Palermo, sono ospiti sconosciuti ma terribilmente visibili. Per i palermitani che fanno la spesa accostare le parole “hacker” e “ pizza surgelata” non è stato esercizio semplice. «Non mi fido, chi me lo dice che non sono quelli scongelati?» chiede Cristina Miserendino all’amica davanti al banco del freddo. La risposta racchiude la paura che vivono i siciliani: «Fossi in te aspetterei qualche giorno. Io non mi fido e non li prendo».
In piazzetta Bagnasco i clienti non mancano. In molti fanno la spesa, con molta accortezza. «Abbiamo chiesto ai commessi se ci fossero pericoli e ci hanno rassicurato — dicono Stefania e Cettina, due sorelle studentesse universitarie fuori sede — Veniamo sempre qui, ci fidiamo. E poi per qualche giorno possiamo fare a meno di gelati e pizze surgelate».
Il giorno dopo l’attacco nell’unico punto vendita Coop (del gruppo Radenza) hackerato a Palermo c’è poca voglia di parlare. «Abbiamo perso il 40% del normale incasso per c…
I pirati informatici, nel salotto di Palermo, sono ospiti sconosciuti ma terribilmente visibili. Per i palermitani che fanno la spesa accostare le parole “hacker” e “ pizza surgelata” non è stato esercizio semplice. «Non mi fido, chi me lo dice che non sono quelli scongelati?» chiede Cristina Miserendino all’amica davanti al banco del freddo. La risposta racchiude la paura che vivono i siciliani: «Fossi in te aspetterei qualche giorno. Io non mi fido e non li prendo».
In piazzetta Bagnasco i clienti non mancano. In molti fanno la spesa, con molta accortezza. «Abbiamo chiesto ai commessi se ci fossero pericoli e ci hanno rassicurato — dicono Stefania e Cettina, due sorelle studentesse universitarie fuori sede — Veniamo sempre qui, ci fidiamo. E poi per qualche giorno possiamo fare a meno di gelati e pizze surgelate».
Il giorno dopo l’attacco nell’unico punto vendita Coop (del gruppo Radenza) hackerato a Palermo c’è poca voglia di parlare. «Abbiamo perso il 40% del normale incasso per colpa dell’attacco al nostro impianto di refrigerazione», sibila Mario Giannitto, manager del supermercato Coop di piazzetta Bagnasco. L’offensiva imprevista ha trovato una linea difensiva impreparata: «Mi sono accorto alle sei, appena sono arrivato in negozio, che c’era qualcosa di strano. Le temperature dei congelatori e del banco frigo della carne bianca — racconta Giannitto — erano altissime». In valore assoluto, in questo punto vendita, si parla di oltre centomila euro di danni fra mancati incassi e merce buttata al macero. A livello regionale le prime stime per difetto si attestano su «diverse decine di milioni di euro» dicono da Federdistribuzione Sicilia.
In prima battuta il direttore e gli addetti di turno hanno pensato a un guasto del sistema. «Abbiamo aperto un ticket con la ditta di manutenzione, ma poco dopo la stessa segnalazione è arrivata dai tre punti vendita di Catania — racconta il direttore — A quel punto abbiamo capito di essere sotto attacco. La temperatura di avvio dei compressori era stata spostata a 50 gradi invece che a — 18».
Il sistema è stato ripristinato con un nuovo software e un livello di protezione aumentato. «Ora il supermercato è perfettamente funzionante e in ordine — sottolinea Giannitto — Sono consapevole che per tornare alla normalità con gli incassi ci vorrà qualche giorno».
In totale, in Sicilia, sono 300 i negozi a marchio Coop. «Sto andando a fare denuncia alla polizia postale — dice Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza — Il bilancio finale per quanto riguarda il nostro gruppo è di quattro punti vendita violati, uno a Palermo e tre a Catania. Ma ci sono stati altri attacchi, l’altra notte, che i nostri firewall sono riusciti a respingere».
Tutta la merce scongelata è stata tolta prima ancora che aprisse il supermercato. «Ho visto i frigoriferi vuoti — racconta Anna Paola Gualtieri, una cliente del supermercato — Ho chiesto ai dipendenti che, con molta trasparenza, mi hanno confermato l’attacco degli hacker. Sono cliente da 25 anni e mi sono fidata. Certo, ho evitato prodotti freschi. Per qualche giorno mangeremo pasta e legumi». Un’emergenza si accavalla all’altra, in questo angolo di Sicilia. Un’altra avventrice, Rosa Fiore, apre lo sportello del freezer dei surgelati e scuote la testa rivolta a un commesso: «Ma lo sciopero dei trasportatori è finito da due settimane, perché non c’è ancora la merce?»
In coda si guarda il carrello altrui e per chi azzarda l’acquisto di una fettina di tacchino confezionata o dei bastoncini di pesce congelati scatta lo sguardo di disapprovazione. «È sicura signora di prendere i surgelati proprio oggi?» chiede un’anziana a una mamma con un bimbo in braccio. «Lo sa che c’è stato l’attacco dei pirati russi ai frigoriferi?». La mamma non si scompone e serafica risponde: «Erano in offerta e poi li hanno appena messi».