“Sappiamo ascoltare adeguatamente i giovani?”. Sergio Mattarella torna a occuparsi della questione giovanile. “I fatti che ogni giorno ci interpellano rendono ineludibile una domanda: in quale mondo vivranno le nuove generazioni esposte ai traumi causati dai conflitti? I drammi, le esperienze drammatiche vissute non possono che suscitare terrore, contrapposizione, rancore, che possono trasformarsi in violenza nel domani”.
Siamo dentro a una contraddizione lacerante, avverte. “Mai come in passato le esperienze degli uni vengono vissute in diretta dagli altri. Eppure proprio mentre sono sempre più evidenti i legami che uniscono i destini, così come i gravi problemi del tutto comuni, sembra indebolirsi la fiducia nella possibilità di agire insieme”.
E’ un tema che gli sta molto a cuore. In Italia i giovani sono pochi, relegati ai margini. Le proteste di queste settimane lo hanno colpito, anche se in realtà da sempre il Capo dello Stato reclama attenzione pubblica e interventi mirati per …
“Sappiamo ascoltare adeguatamente i giovani?”. Sergio Mattarella torna a occuparsi della questione giovanile. “I fatti che ogni giorno ci interpellano rendono ineludibile una domanda: in quale mondo vivranno le nuove generazioni esposte ai traumi causati dai conflitti? I drammi, le esperienze drammatiche vissute non possono che suscitare terrore, contrapposizione, rancore, che possono trasformarsi in violenza nel domani”.
Siamo dentro a una contraddizione lacerante, avverte. “Mai come in passato le esperienze degli uni vengono vissute in diretta dagli altri. Eppure proprio mentre sono sempre più evidenti i legami che uniscono i destini, così come i gravi problemi del tutto comuni, sembra indebolirsi la fiducia nella possibilità di agire insieme”.
E’ un tema che gli sta molto a cuore. In Italia i giovani sono pochi, relegati ai margini. Le proteste di queste settimane lo hanno colpito, anche se in realtà da sempre il Capo dello Stato reclama attenzione pubblica e interventi mirati per le nuove generazioni.
Il discorso è stato pronunciato ricevendo oggi al Quirinale una delegazione della Fondazione Nizami Ganjavi, organizzazione internazionale creata nel 2012 in Azeirbaijan, impegnata nella promozione del dialogo tra popoli, culture e nazioni. “Le crisi geopolitiche, quelle geoeconomiche, sfidano oggi le scelte della coesione e della solidarietà, architravi del progetto europeo, impegnato a confermare che la democrazia è più forte della sopraffazione e delle autocrazie”.
Il pensiero corre alle elezioni di midterm in America, sulle quali il Quirinale non ha fatto alcun commento in questi giorni. “Le persone di buona volontà sappiano opporsi a un mondo che sottrae con le guerre il diritto dei bambini alla vita e all’educazione”, ha sottolineato il presidente, che si è augurato che “le istituzioni internazionali tornino efficaci e rispettate”.