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La Zecca e il doppio bollino sui farmaci, lo strano spreco da 60 milioni di euro

(ansa)

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Solo Italia e Grecia hanno le due marcature: spese quintuplicate e rischio di ritardi nelle forniture. Il ruolo di Gemmato, FdI
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Un bollino, anzi, due. Si potrebbe sintetizzare così, un po’ parafrasando Totò, il pasticcio della doppia “marcatura” che il 9 febbraio entrerà in vigore per tutti i medicinali venduti in Italia: unico caso in Europa insieme alla Grecia. Un sistema che sta creando difficoltà non solo alla filiera, con le grandi aziende farmaceutiche che segnalano il rischio di ritardi nell’approvvigionamento delle farmacie per l’allungamento dei tempi e dei costi a carico loro, e quest’ultimo è il male minore considerando i fatturati fatti da “big pharma” con il governo Meloni (da quando è in carica solo la spesa farmaceutica pubblica è cresciuta tra il 5 e l’8 per cento ogni anno). Ma sta sollevando anche polemiche politiche con interrogazioni di 5 stelle e Pd in Parlamento. Perché tutto nasce dal recepimento di una direttiva europea che prevede una marcatura unica Ue, mentre il governo Meloni e la maggioranza in Parlamento hanno deciso di tenere in piedi anche il sistema attuale di marcatura: con bo…

Un bollino, anzi, due. Si potrebbe sintetizzare così, un po’ parafrasando Totò, il pasticcio della doppia “marcatura” che il 9 febbraio entrerà in vigore per tutti i medicinali venduti in Italia: unico caso in Europa insieme alla Grecia. Un sistema che sta creando difficoltà non solo alla filiera, con le grandi aziende farmaceutiche che segnalano il rischio di ritardi nell’approvvigionamento delle farmacie per l’allungamento dei tempi e dei costi a carico loro, e quest’ultimo è il male minore considerando i fatturati fatti da “big pharma” con il governo Meloni (da quando è in carica solo la spesa farmaceutica pubblica è cresciuta tra il 5 e l’8 per cento ogni anno). Ma sta sollevando anche polemiche politiche con interrogazioni di 5 stelle e Pd in Parlamento. Perché tutto nasce dal recepimento di una direttiva europea che prevede una marcatura unica Ue, mentre il governo Meloni e la maggioranza in Parlamento hanno deciso di tenere in piedi anche il sistema attuale di marcatura: con bollini prodotti dalla Zecca dello Stato in gran parte, non del tutto, a Foggia. Cioè in Puglia, terra del sottosegretario FdI Marcello Gemmato, che al ministero della Salute ha la delega alla farmaceutica. Solo un caso?

Di certo c’è che nel 2025 il nostro Paese - dopo anni di muro anche dei governi precedenti, a onor del vero perché il sistema previsto dal Duemila in Italia era molto più efficiente nel tracciamento dei medicinali - approva in Parlamento la legge di recepimento della norma Ue sui bollini. Ma ecco la sorpresa: nel testo si prevede che per i medicinali soggetti a prescrizione vada apposto non solo il “data matrix” europeo, che viene stampato direttamente sulle confezioni dalle aziende, ma anche il “dispositivo di sicurezza su carta valori”, fisico, prodotto dalla Zecca dello Stato negli stabilimenti di Roma e Foggia. Tradotto: una seconda marcatura con un bollino nuovo che garantisce anche la cosiddetta “sigillatura” della confezione. Bollino che però non è più “parlante”, cioè non serve più a leggere la tracciatura della filiera.

In estate la produzione di questi bollini è andata a rilento per ritarare software e macchinari degli impianti della Zecca a Roma e Foggia. Le case farmaceutiche hanno iniziato a segnalare possibili ritardi nell’approvvigionamento dei farmaci, perché devono farsi spedire i bollini e inviarli nelle sedi dove confezionano i medicinali (a volte anche all’estero) cosa che ovviamente allunga i tempi e apre al rischio carenze. Il costo totale dei bollini italiani per i produttori è così ben più alto, circa 60 milioni di euro, rispetto alla spesa per il marchio europeo, 12 milioni. E sono arrivate le interrogazioni parlamentari. Come quella della senatrice del Movimento 5 stelle Elisa Pirro: «La vicenda che duplica il sistema di tracciamento europeo dei farmaci è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di governare di questa destra. Se a ciò si dovesse aggiungere anche il danno di una carenza di farmaci i responsabili dovrebbero risponderne». Anche Beatrice Lorenzin del Pd ha fatto un’interrogazione: «Il nuovo obbligo comporterà rilevanti effetti penalizzanti per le imprese e indirettamente per i pazienti».

La Zecca nelle ultime settimane ha accelerato la produzione dei nuovi bollini e l’industria sarebbe un po’ più tranquilla, anche se teme un mancato rispetto delle prossime scadenze, che aprirebbe a problemi e carenze. Circa 250 milioni di dispositivi su carta valori sono già stati consegnati e la copertura completa del fabbisogno, assicurano, è programmata entro dicembre. La Zecca dello Stato continuerà a produrre annualmente 2 miliardi di bollini. Che, seppur non “parlanti”- ci tengono a sottolineare - garantiscono un modello di sicurezza grazie al quale, secondo le stime Aifa, la contraffazione nella filiera legale italiana si mantiene intorno allo 0,1%, contro valori mondiali indicati nell’ordine del 6%. Resta il tema del secondo bollino. Visto che la Grecia avrebbe avviato le procedure per usare quasi esclusivamente quello europeo, sarebbe mantenuto solo in Italia, garantendo una commessa molto cara alla sede della Zecca dello Stato di Foggia, in Puglia, regno del sottosegretario.

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