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Partecipate, enti e ministeri come centri di collocamento: 70 piazzati, record della Lega

Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega

 (ansa)

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Dalla Sace alla Consob, il partito del vicepremier ha piazzato decine di dirigenti in poltrone di sottogoverno e aziende di Stato
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In casa Lega si va per temi, in maniera scientifica. All’inizio della legislatura erano le partecipate di Stato, poi le controllate dal ministero di Matteo Salvini e adesso, ultimamente, sembra che si punti molto sulle Authority che dovrebbero essere organismi terzi a “vigilanza” di pubblica amministrazione e governanti, e che invece stanno diventando una dependance della politica. Dietro ai temi poi ci sono i nomi che devono tutti avere un punto nel curriculum: essere dirigenti di partito, politici leghisti trombati alle elezioni, fedelissimi del segretario. E questa “metodica” ha portato a un risultato: il Carroccio ha numeri da record, anche dentro la maggioranza, nel piazzamento di iscritti al partito sulle poltrone del sottogoverno e delle aziende di Stato. Conti alla mano, arrivati in questo ultimo scorcio di legislatura siamo intorno alla soglia degli 70 riciclati con il marchio Lega (ex Salvini premier). Non male per la terza gamba di governo.

In casa Lega si va per temi, in maniera scientifica. All’inizio della legislatura erano le partecipate di Stato, poi le controllate dal ministero di Matteo Salvini e adesso, ultimamente, sembra che si punti molto sulle Authority che dovrebbero essere organismi terzi a “vigilanza” di pubblica amministrazione e governanti, e che invece stanno diventando una dependance della politica. Dietro ai temi poi ci sono i nomi che devono tutti avere un punto nel curriculum: essere dirigenti di partito, politici leghisti trombati alle elezioni, fedelissimi del segretario. E questa “metodica” ha portato a un risultato: il Carroccio ha numeri da record, anche dentro la maggioranza, nel piazzamento di iscritti al partito sulle poltrone del sottogoverno e delle aziende di Stato. Conti alla mano, arrivati in questo ultimo scorcio di legislatura siamo intorno alla soglia degli 70 riciclati con il marchio Lega (ex Salvini premier). Non male per la terza gamba di governo.

In queste ultime settimane sembra che in via Bellerio abbiano acceso i riflettori sulle Autorità di controllo. Quegli enti che hanno dato più di un grattacapo al governo. E al di là dell’Anac, che Salvini rivendica come sua e quindi indicherà il nome del presidente, dopo il flop della scelta di Altieri, il vicepremier ha già piazzato il deputato Giulio Centemero alla Consob e il senatore Alberto Bagnai all’Antitrust: e qui si riscontra un altro cambio nei “criteri” del Carroccio per lanciare propri dirigenti nel sottogoverno. Si sta passando dai non eletti agli eletti in carica. Forse, in vista del voto del prossimo anno, meglio magari anticipare i tempi, non si sa mai. Un amico leghista comunque Salvini lo ha piazzato anche all’Ansfisa, l’ente che vigila sulla sicurezza di ferrovie e autostrade, mettendo a capo della comunicazione Giuseppe Maria Sciortino, attuale portavoce del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi.

Ma la passione salviniana sono le grandi società di Stato: così ecco l’ex deputato leghista Guglielmo Picchi alla guida di Sace, l’altro ex onorevole e oggi responsabile energia del Carroccio Tullio Patassini alla presidenza del collegio sindacale dell’Acquirente unico, il notaio di Salvini nonché responsabile Lega a Roma Alfredo Maria Becchetti alla presidenza del Gse, il Gestore unico dell’energia che gestisce anche miliardi di euro in aiuti per le rinnovabili. E ancora, l’ex deputato Antonio Gennaro nel cda della Consap: società che a inizio legislatura è stata subito conquistata dal partito anche con i nomi di Francesca Ceruti, ex consigliera regionale, e Antonio Zennaro, ex 5 stelle passato a guidare la Lega in Abruzzo. I passaggi di casacca sono apprezzati in via Bellerio: per l’ex deputata forzista Benedetta Fiorini la Lega ha previsto l’incarico di componente del cda dell’Eni, non proprio la prima controllata di Stato che passava sottomano.

Ma la capacità di Salvini è quella di “valorizzare” anche dirigenti che hanno avuto incarichi non di primo piano, diciamo. Carlo Vaghi, ex assessore comunale a Bollate, è stato indicato come presidente di Autostrade dello Stato, Erika Furlani ex sindaca del Comune di Campoformido nel cda di Italgas, Mariachiara Geronazzo, ex assessora leghista a Valdobbiadene, nel cda Fincantieri.

Attenzione, se proprio non si possono lottizzare controllate di Stato e Authority, comunque nel grande mare degli incarichi ministeriali e di consulenza negli staff dei ministri lo spazio si trova: da Luigi Augussori ad Armando Siri, da Marco Bussetti a Stefano Corti, non si contano gli ex onorevoli non eletti che comunque sono consulenti di ministri e sottosegretari. La Lega non lascia indietro nessuno, della Lega si intende. E comunque la prossima poltrona Salvini l’ha già prenotata: l’Anac, perché per l’Anticorruzione negli appalti dovrà andarci un politico di area Carroccio. Il poltronificio con la spilletta di Alberto Da Giussano non è finito.

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