Politica

Referendum, ora è scontro sulla data

Arriva l’atteso disco verde della Cassazione sulla validità delle 560 mila firme raccolte dal comitato “Basta un Sì”. Una buona notizia per il premier Renzi (“Questo è il referendum degli italiani") e per il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Ora la campagna già partita entra ancor più nel vivo e il governo avrà sessanta giorni di tempo per fissare la data in una delle prossime sedute del Consiglio dei ministri. Di certo dopo la ripresa dalla pausa estiva. E dato che la domenica dovrà cadere tra i 50 e i 70 giorni successivi, si fa sempre più probabile la scadenza compresa tra il 13 e il 27 novembre. Comunque dopo l’approvazione in prima lettura della legge di stabilità.
Dalle forze di opposizione, tuttavia, proprio sulla data viene esercitato un pressing serrato. Dal M5S a Forza Italia passando per la Sinistra italiana si invoca una data certa senza ulteriori tentennamenti. E’ la sinistra dem invece a tenere caldo un altro fronte, quello della riforma elettorale. Un numero crescente di parlamentari dell’area bersaniana annuncia il No al referendum se non sarà modificato l’Italicum. La segreteria Renzi per ora resiste. 

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